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Ultimo aggiornamento
04 febbraio 2012

Proposte per la Contrattazione Integrativa Documento CGIL-CISL-UIL Scuola: Scarica il testo in formato compresso
Documento unitario CGIL-CISL-UIL Scuola
7 Aprile 1999

Documenti CCNL 1998/2001Pagine collegate

Le proposte del MPI
Proposte MPI: Scarica il testo in formato compresso


Premessa

La contrattazione integrativa, che per la prima volta mediante un provvedimento legislativo di riforma del D. leg. 29/’93, sollecitato fortemente dai sindacati confederali viene introdotta nella contrattazione del pubblico impiego, e quindi anche nel nostro comparto, innova profondamente la precedente contrattazione decentrata e rappresenta uno strumento più flessibile ed adeguato a cogliere la specificità dell'organizzazione del lavoro, a fronte dell'attuazione dei processi di riforma, e a connettere a questa la retribuzione accessoria.
Essa si svolgerà, per il quadriennio 1998-2001, a livello di Ministero.
I sindacati scuola CGIL, CISL e UIL intendono aprire rapidamente questa specifica sequenza contrattuale, terminata la consultazione e deliberata dagli organismi dirigenti la piattaforma definitiva, per chiuderla entro il mese di maggio onde consentire così ai lavoratori di poter usufruire compiutamente di tutti gli istituti giuridici ed economici, per consentire alle scuole di avere il nuovo quadro normativo ed economico in tempo utile per l’avvio dell’anno scolastico 1999-‘00 e per completare la prima significativa fase del quadriennio contrattuale 1998-2001 apertasi con la contrattazione con l’Aran.
L’ipotesi di contratto che abbiamo siglato con l’Aran demanda alla contrattazione integrativa alcune materie, ad es.: la mobilità, sulle quali ha una sua piena autonomia, pur sempre all’interno dei principi generali definiti contrattualmente. Essa, inoltre, ha competenza sul completamento di alcuni istituti, ad es.: il trattamento economico connesso allo sviluppo della professione docente.
Il rinvio alla contrattazione integrativa consente il pieno coinvolgimento dei lavoratori della scuola nella definizione delle proposte, con la consultazione in corso. Inoltre responsabilizza il Ministero rispetto ad istituti che ne richiedono il diretto coinvolgimento.
Pertanto i materiali che seguono sono da intendere come proposte aperte.
Al termine della consultazione in corso essi saranno integrati con i più significativi elementi emersi nelle assemblee e la piattaforma sarà formalmente presentata al Ministero per l’apertura della trattativa.
Come già previsto con l’Aran, anche nell'accordo integrativo rivendicheremo la definizione di sedi periodiche di verifica in ordine ai risultati relativi ai diversi istituti contrattuali.
L’insieme delle risorse economiche disponibili nel triennio per l’integrativo è stato definito nell’ipotesi di accordo sottoscritta con l’Aran. Esso è, in larga misura, il frutto di importanti accordi siglati dai sindacati confederali, in particolare l’accordo del 10 dicembre 1997 con il Governo Prodi, che hanno trovato riscontro nella Legge finanziaria per il 1999.
Nelle parti che seguono vengono indicate, per ogni argomento rinviato all’integrativo, le materie sulle quali questo deve intervenire (colonne a sinistra) e le nostre richieste contrattuali (colonne a destra).

COMPENSO INDIVIDUALE ACCESSORIO

Nell’ipotesi di accordo abbiamo acquisito un compenso individuale accessorio legato a compensare gli attuali carichi di lavoro derivanti dall’attuazione dell’autonomia scolastica.
Il compenso è indifferenziato per l’area della docenza, perché connesso alla funzione, ed è articolato in base ai profili per il personale ATA.
La proposta che segue tiene in considerazione i rapporti parametrali fra gli iniziali di ciascun livello.
Per i capi d’istituto, per i responsabili amministrativi e per i direttori amministrativi il compenso individuale andrà ad incrementare l’indennità di istituto e di amministrazione.
Gli stanziamenti previsti ammontano a 700 miliardi per il 1999 e a 1400 miliardi rispettivamente per il 2000 e per il 2001.
La contrattazione integrativa ha il compito di definire la misura individuale e le cadenze di corresponsione. Riguardo a quest’ultimo punto la nostra rivendicazione è di una cadenza mensile.
Per le sue peculiari caratteristiche l’indennità spetta al personale a tempo indeterminato.
Gli importi sotto riportati andranno verificati in riferimento al numero del personale effettivamente coinvolto.
La rapida conclusione della contrattazione integrativa consentirà l’erogazione di questo compenso dal mese di luglio 1999.
Il riferimento è l’articolo 34, secondo comma.

AREA

QUALIFICA

IMPORTO

Docenti

Scuola materna ed elementare

Scuola secondaria

Accademie e Conservatori

100.000

100.000

100.000

ATA

Collaboratori

Guardarobieri

Assistenti amministrativi ed equiparati

Responsabile amministrativo (*)

Direttore amministrativo Accademie e Conservatori (*)

78.000

80.000

84.000

100.000

100.000

Capi d’istituto (*)

Direttori didattici

Presidi

Direttori Accademie e Conservatori

Rettori

151.000

151.000

151.000

151.000

(*) = L’importo del compenso individuale si sommerà all’indennità di direzione e di amministrazione

FORMAZIONE

La formazione ha assunto un ruolo molto rilevante nell’ipotesi contrattuale a partire dalla chiara affermazione che essa è un diritto per il personale, perché essenziale per la qualità della prestazione e per far fronte ai processi strutturali che interessano la scuola, e che è un obbligo per l’amministrazione. Inoltre, abbiamo acquisito la certezza della sostituzione per quanto riguarda l’utilizzo dei cinque giorni per i docenti che partecipano ad iniziative di formazione (art.6, comma terzo).
In questo quadro si va ad una definizione compiuta delle diverse competenze, si individua una struttura, l’Osservatorio, con specifiche funzioni di ordine tecnico anche in rapporto alle specifiche iniziative dell’amministrazione oggi disperse nelle diverse articolazioni della stessa, si acquisisce l’impegno a coinvolgere anche competenze esterne a partire dall’università.
Le materie sulle quali si rinvia all’integrativo sono indicate negli articoli 5 e 31.

MATERIE

PROPOSTE

Linee di indirizzo della formazione

Le linee di indirizzo sono individuabili nel rapporto fra formazione e processi di riforma in atto, con specifico riferimento al sostegno del lavoro svolto, nonché all’ampliamento delle opportunità professionali offerte al personale.

Obiettivi prioritari

A partire da quanto previsto dall’art.5 dell’ipotesi di CCNL, si propongono i seguenti obiettivi prioritari:

- arricchimento professionale legato alle trasformazioni del sistema;

- riconversione e riqualificazione;

- mobilità professionale.

Per ogni iniziativa dovranno essere previste azioni di monitoraggio, verifica, e valutazione delle ricadute in situazione.

Tempi livelli e materie della contrattazione

La contrattazione integrativa ha durata quadriennale e definisce il master plan della formazione.

Annualmente va prevista la fase di contrattazione decentrata nazionale sulla base della quale verrà definita la direttiva annuale del Ministro.

Alla sede unica di contrattazione nazionale presso il MPI deve corrispondere un’unica struttura di servizio nella quale devono confluire tutte le risorse finalizzate alla formazione.

A livello provinciale la contrattazione decentrata definirà piani territoriali su materie specifiche (Capi d’Istituto, ATA, educazione degli adulti, personale educativo, ecc.).

Criteri di ripartizione delle risorse

La quota più consistente deve essere assegnata direttamente alle scuole sulla base del numero degli addetti e della complessità.

La quota rimanente va ripartita tra amministrazione centrale e periferica sulla base di specifici progetti pluriennali.

All’amministrazione nazionale competono i progetti nazionali, la riconversione e la mobilità professionale.

Per quanto riguarda le risorse si fa riferimento all’art. 5, secondo comma, dell’ipotesi di CCNL.

Articolazione e composizione dell’Osservatorio

L’Osservatorio deve rappresentare una struttura leggera dal punto di vista organizzativo. E’ composto da esperti nominati d’intesa con le OO.SS firmatarie del contratto. Esso si articola anche a livello regionale. Deve essere istituita, inoltre, una sede di partecipazione composta da rappresentanti dell’amministrazione, con responsabilità sulla formazione e l’aggiornamento, e delle OO.SS. nella quale le parti operano in modo bilaterale.

Standard organizzativi e di costo

Essi devono essere definiti per ogni iniziativa favorendo, anche mediante il ricorso alle nuove tecnologie, l’ottimizzazione dell’uso delle risorse.

Criteri per individuare i requisiti che devono avere i privati che intendono svolgere corsi di formazione riconosciuti dall’amministrazione

La procedura sarà quella dello specifico accreditamento con la definizione dei requisiti necessari, degli standard richiesti, dei livelli di responsabilità, delle verifiche da attuare in relazione all’attuazione del corso ed ai suoi esiti.

I criteri deriveranno dalle caratteristiche specifiche dell'iniziativa di formazione. Essi vengono definiti dal MPI d’intesa con le OO.SS. Il Ministero gestisce le procedure.

Le norme contenute nell’O.M 305/’96 e nella Direttiva 70/’97 dovranno essere conseguentemente riviste.

Formazione iniziale

Presso le diverse unità scolastiche interessate sono definite le modalità di svolgimento delle attività di tirocinio. Analogamente vanno definiti i supporti all'attività scolastica in classe gestiti dai docenti in formazione.

Docenti di nuova nomina

Per i docenti di nuova nomina, anche a tempo determinato, sono programmate dalle singole unità scolastiche iniziative di formazione e di accoglienza. Per il personale a tempo indeterminato in prova queste iniziative, le cui di linee organizzative per quanto riguarda durata e standard saranno definite nazionalmente, assorbono l’anno di formazione.

SCUOLE COLLOCATE IN AREE A RISCHIO

E’ un istituto di grande valore sociale, introdotto per la prima volta in questo CCNL (art. 4, Capo II), con il quale si intende sostenere il lavoro di tutto il personale che opera in scuole collocate in situazioni caratterizzate da fenomeni tali da comprenderle nella definizione di "a rischio" e impegnate in specifici progetti.
Rivendichiamo come primo atto per la sua attuazione che il Ministero, d’intesa con le autonomie locali interessate e con le OO.SS e sulla base delle risorse disponibili, determini entro il 30 giugno 1999 l’elenco delle scuole.
Nell’applicazione dell’istituto la contrattazione dovrà tenere conto di una fase di avvio che si inserirà all’interno di situazioni già consolidate per quanto riguarda il personale.
Per riconoscere il particolare impegno del personale coinvolto in questi progetti il contratto destina 93 miliardi per ogni anno scolastico, a partire dal 1999, fermo restando l’impegno delle parti ad incrementare ulteriormente i finanziamenti.
Data la complessità degli interventi da mettere in campo, parallelamente alla contrattazione integrativa, le organizzazioni sindacali richiedono l’apertura di un tavolo di confronto politico per quanto riguarda :

  1. la previsione di una specifica dotazione organica arricchita;
  2. l’individuazione e l’assegnazione di specifiche competenze professionali da assegnare alle scuole;
  3. il numero degli alunni per classe ;
  4. interventi integrativi aggiuntivi rivolti al territorio, con particolare riferimento all’evasione scolastica ;
  5. specifici patti territoriali mirati, in particolare, ad intervenire positivamente contro il lavoro minorile.

Infine, per quanto riguarda gli stanziamenti nel bilancio del MPI per l’aggiornamento, una quota dovrà essere destinata prioritariamente alla formazione di tutto il personale che opera in scuole collocate nelle aree a rischio.

MATERIE

PROPOSTE

Compensi da destinare al personale coinvolto in progetti delle scuole collocate nelle aree a rischio

Il compenso per il personale coinvolto, con riferimento a tutte le aree e qualifiche, deve essere pari a £.5 milioni per il Capo d’istituto, a £. 4.500.000 per i docenti, a £. 2.500.000 per il responsabile amministrativo, a £. 1.200.000 per il restante personale.

L’erogazione dei compensi avverrà in un’unica soluzione nel mese di giugno.

La conferma è legata all’effettiva realizzazione del progetto.

Le risorse disponibili costituiranno uno specifico capitolo del fondo d’istituto.

Criteri generali dei progetti

I progetti dovranno prevedere, in modo prioritario :

  • il coinvolgimento interistituzionale e il raccordo con il territorio;
  • la previsione di specifiche attività formative modulari per tutto il personale, con particolare riferimento al personale di nuova nomina o al primo anno di trasferimento ;
  • l’arricchimento dell’offerta formativa e l’individuazione di specifiche strategie;
  • l’esplicitazione del ruolo, delle responsabilità e delle funzioni dei soggetti impegnati nell’attuazione del progetto di istituto ;
  • la previsione di sedi di verifica e di valutazione.

La necessità di una azione mirata di prevenzione comporta il riconoscimento di una priorità ai progetti che coinvolgono scuole materne e scuole dell’obbligo in continuità.

AREE CON FORTI PROCESSI IMMIGRATORI

Le risorse utilizzabili per questo istituto, che intende affrontare un fenomeno che in questi anni ha assunto dimensioni consistenti in diverse zone del Paese, sono quelle del fondo di istituto per il quale si propone una maggiorazione rispetto alla dotazione ordinaria per quelle situazioni scolastiche nelle quali la presenza di alunni extracomunitari supera il 20%-25% e che organizzano specifiche iniziative programmate dalla scuola.
Infine, per quanto riguarda gli stanziamenti nel bilancio del MPI per l’aggiornamento, una quota dovrà essere destinata prioritariamente alla formazione di tutto il personale che opera in queste scuole.
L’articolo di riferimento è il numero 39.

MATERIE

PROPOSTE

Criteri di erogazione delle risorse per sostenere il maggior impegno del personale

Le scuole collocate in aree caratterizzate da forti processi immigratori saranno individuate dal Ministero d’intesa con le OO.SS.

In sede di contrattazione integrativa sarà definita una specifica maggiorazione del fondo per la retribuzione delle attività aggiuntive di insegnamento e funzionali all’insegnamento per le classi e i corsi che ospitano un numero particolarmente significativo di alunni stranieri in primo inserimento.

Dovranno essere favorite le necessarie intese interistituzionali, anche mediante specifici accordi di programma, prevedendo finanziamenti specifici per l’utilizzo di mediatori linguistici.

MOBILITA’

Con l’Aran sono stati definiti aspetti decisamente innovativi per quanto riguarda la mobilità professionale non più legata esclusivamente alle condizioni di sovrannumero ma intesa come offerta di opportunità di riqualificazione e di rimotivazione professionale nel sistema scuola; la connessione con i processi di formazione; una forte e positiva modifica dei criteri di mobilità per il personale ATA e per i capi d’istituto.
Per le parti non modificate rimangono, ovviamente, i principi definiti nel precedente contratto (es.: la cadenza annuale della mobilità) che, completata la delegificazione, dovranno essere raccolti in un unico testo contrattuale.
Le materie sulle quali l’integrativo dovrà intervenire sono indicate negli articoli 9, 15,31.

MATERIE

PROPOSTE

Principi generali sulla mobilità territoriale dei docenti, del personale ATA e dei capi d’istituto.

  • la mobilità territoriale mira a coniugare le esigenze del personale con il più proficuo e qualificato utilizzo delle risorse umane, anche come strumento per la riduzione dell’eventuale esubero;
  • la mobilità a domanda e d'ufficio si attua annualmente.

    Successivamente alla conclusione dei processi di dimensionamento, l’attuazione degli organici funzionali pluriennali dovrà comportare garanzie di stabilità degli stessi alla quale vanno correlate modalità che favoriscano la permanenza nella scuola di titolarità;

  • al personale trasferito in quanto soprannumerario va riconosciuto il diritto al rientro nella sede di ex titolarità e a quelle più vicine e va comunque ridefinito l’ambito territoriale ai fini della precedenza per la mobilità d’ufficio;
  • al fine di ridurre le situazioni di esubero nell’ambito di ogni provincia, la mobilità professionale del personale appartenente a ruoli con soprannumero precede quella interprovinciale;
  • la contrattazione integrativa definirà l'ordine di priorità tra le varie operazioni di mobilità, i criteri di formazione delle relative graduatorie, le tabelle.

Per quanto riguarda i capi d’istituto va integrato quanto definito nel CCNL con quanto già previsto nell’attuale contratto decentrato. Il personale che si trovi in condizioni di soprannumerarietà va riassorbito, con precedenze, su istituzioni della tipologia di "titolarità" (primaria e secondaria) rispetto alla fase territoriale presa in considerazione.

Per quanto riguarda il personale ATA va garantito l’istituto della mobilità dai ruoli provinciali a quelli nazionali delle Accademie e Conservatori e viceversa.

Mobilità professionale dei docenti, del personale ATA e dei capi d’istituto.

Deve essere supportata da un’accurata analisi del fabbisogno di professionalità nonché delle condizioni di esubero, sulla base di una proiezione pluriennale.

L’analisi dell’esubero e del fabbisogno di professionalità deve essere accompagnato da una analisi delle "riconvertibilità". Ciò pone l’esigenza di completare rapidamente l’anagrafe professionale del personale allo scopo di avere un quadro chiaro delle possibili risorse professionali utilizzabili.

Per quanto riguarda i capi d’istituto, la mobilità professionale deve prevedere il possesso di requisiti culturali o professionali quali: abilitazione, idoneità oppure crediti formativi derivanti dal corso per la dirigenza o da nuove opportunità formative (art. 28 D.L.vo 29).

Mobilità volontaria verso altri comparti pubblici.

Si rivendica la piena attuazione dell’accordo Governo (Prodi) e Sindacati Confederali del dicembre 1997, rispetto alla definizione di un sistema di mobilità intercompartimentale a domanda, non necessariamente legata a situazioni di esubero, per tutte le figure della scuola.

Altresì vanno ampliate le opportunità verso diversi e qualificati settori del pubblico impiego del personale appartenente a ruoli con esubero, sulla base di specifici percorsi formativi attivati dall’amministrazione.

Il M.P.I. deve assumere l’impegno di attuare con scadenza periodica, le necessarie intese con altre Amministrazioni ed Enti Pubblici al fine di offrire un quadro di chiarezza.

Il provvedimento che attiva le procedure, che dovrà essere adeguatamente pubblicizzato, indicherà:

  • la determinazione numerica dei posti da ricoprire e le sedi di servizio;
  • le funzioni e mansioni da svolgere;
  • i titoli di studio richiesti o l’appartenenza a classi di concorso, posti o profili corrispondenti alle qualifiche o profili dei posti disponibili per la mobilità;
  • l’inquadramento giuridico ed economico all’atto del trasferimento e il quadro normativo del comparto di riferimento.

Il M.P.I., al fine di favorire la mobilità intercompartimentale, ogni anno promuove l’apertura di un tavolo di confronto tra le amministrazioni e le OO.SS. interessate.

Utilizzazione del personale

La mobilità con validità annuale deve coniugare le esigenze e le competenze del personale con l’obiettivo del più proficuo utilizzo dello stesso.

E’ finalizzata alla sistemazione del personale individuato e trasferito in quanto soprannumerario, del personale appartenente alle dotazioni organiche provinciali compresi i docenti che operano sul sostegno, del personale impegnato in progetti formativi ed educativi, dei docenti che insegnano la lingua straniera nella scuola elementare.

Il docente utilizzato ha diritto a percepire la differenza retributiva tra l’inquadramento di utilizzazione e quello di titolarità.

CAPI D’ISTITUTO

Il contratto integrativo deve affrontare, per questa area contrattuale, in particolare il problema della valutazione rispetto alla quale l’ipotesi di CCNL anticipa la previsione del D. leg. 59/’98, al 1° settembre 1999 togliendo la competenza ai Provveditori riattribuita dal Ministero con una circolare che ha modificato il precedente CCNL.
Inoltre, in sede di contrattazione, dovrà essere affrontato il tema degli incarichi aggiuntivi per portare questa materia a trasparenza e verificabilità.
Per quanto riguarda gli altri istituti contrattuali, es.: mobilità, indennità, ecc., si rimanda alle proposte contenute negli specifici capitoli.
In relazione alla retribuzione di risultato vanno preventivamente individuate le necessarie risorse.
Il riferimento è l’articolo 13.

MATERIE

PROPOSTE

Modalità della valutazione

Si attua su iniziativa del livello regionale dell’amministrazione o su richiesta del capo d’istituto interessato.

Ha una cadenza biennale.

Avviene sulla base della documentazione richiesta, di verifiche effettuate sulla base di griglie predefinite e mediante verifiche in situazione.

Contenuti della valutazione

I contenuti sono riferiti alle specifiche previsioni del D. leg. 59/’98. Essi saranno preventivamente definiti ed articolati dal nucleo regionale, e resi noti, onde favorire valutazioni comparabili ed omogenee.

Procedure di garanzia, in caso di esito negativo

Deve essere disciplinata la possibilità di presentare ricorso ad una sede terza.

Incarichi aggiuntivi

Deve essere rivista la procedura relativa agli affidamenti degli incarichi da parte dell'amministrazione. Essa deve rendere noti a tutti i capi d'istituto gli incarichi da affidare consentendo così agli interessati di produrre domanda.

ATA

La contrattazione integrativa assume importanza, per l'area contrattuale del personale ATA, in particolare per quanto riguarda l'attuazione degli istituti contrattuali che riguardano l’attuazione del nuovo modello organizzativo della scuola dell'autonomia.
La definizione delle articolazioni funzionali dei profili professionali, l’introduzione delle nuove figure professionali, la definizione del percorso di formazione necessario all’esercizio delle nuove funzioni e responsabilità professionali rappresentano alcuni obiettivi prioritari di questa prima tornata di contrattazione integrativa.
Questi aspetti troveranno attuazione anche coniugandosi con una ridistribuzione delle diverse figure professionali che consentirà una valorizzazione anche della dimensione organizzativa dell’autonomia.
A questa necessità dovrà essere finalizzata la contrattazione con l’Amministrazione sulla rideterminazione dei criteri per la definizione degli organici. Assume, infatti, una valenza straordinaria la possibilità, prevista dall’art. 29 dell’ipotesi di CCNL, di ridistribuire il personale nelle scuole sulla base delle diverse articolazioni funzionali necessarie al nuovo modello organizzativo. Tale possibilità deve essere tradotta nella contrattazione integrativa con la determinazione dei nuovi organici e con l’individuazione dei posti funzionali necessari all’attuazione dell’autonomia scolastica a partire dal 1 Settembre 2000.
Gli articoli di riferimento sono i numeri 26,27,29.

MATERIE

PROPOSTE

Criteri e modalità per valorizzare le maggiori professionalità, criteri di selezione, misura della retribuzione accessoria, crediti professionali acquisiti

Deve essere definita e descritta la griglia di funzioni integrative di ogni profilo professionale di cui all’art. 25, comma I, lettera b), dell’ipotesi di CCNL che comportano diverse e maggiori responsabilità.

Le funzioni indicate nell'art.29 dell’ipotesi di CCNL devono essere integrate con ulteriori funzioni per gli assistenti amministrativi (es.: la presenza di scuole annesse, di aziende e convitti, ecc.) e per i guardarobieri

La percentuale dei lavoratori da assegnare a tali funzioni è pari mediamente al 30% dei diversi profili.

La misura del compenso annuale del personale assegnato a tali compiti; 1.200.000 per i collaboratori scolastici; 1.800.000/2.000.000 per gli assistenti amministrativi ed equiparati (cuochi, tecnici).

In prima applicazione, considerato il proprio modello organizzativo, in ogni scuola si individua il personale a cui assegnare le funzioni ritenute necessarie. Qualora vi siano più disponibilità di personale, si formerà una graduatoria secondo i seguenti titoli: l) l'esperienza di servizio individuato nella funzione; 2) le attività di formazione e aggiornamento svolte; 3) i titoli professionali e culturali; 4) l'anzianità ed altri titoli.

Il personale dovrà indicare la propria disponibilità a permanere nella scuola per la durata dell’incarico ed è tenuto a partecipare a specifici momenti di formazione.

Le funzioni devono essere effettivamente esercitate per almeno un anno scolastico per dare titolo al compenso.

A regime l’accesso all’esercizio delle funzioni avverrà tramite la partecipazione a specifici corsi di formazione con valutazione. Il punteggio conseguito, integrato dagli altri titoli, costituisce la base per la definizione di graduatorie in ogni scuola.

Istituti di flessibilità dell’orario di lavoro e aspetti specifici connessi all’orario

L'integrativo dovrà definire i diversi modelli (flessibile, plurisettimanale, turnazioni) che comunque potranno integrarsi tra loro e riguardare eventualmente solo alcune tipologie di lavoro e definire gli ambiti di flessibilità. L'adattamento alla singola realtà scolastica deve essere definita con le nuove modalità di relazioni sindacali di istituto che prevedono anche la contrattazione.

Particolare attenzione va posta all'orario di lavoro degli assistenti tecnici per i quali va ribadito l’attuale modello organizzativo dell’orario da definire in contrattazione integrativa consistente in una prestazione di 24 ore settimanali di assistenza allo svolgimento dell’attività didattica e delle restanti 12 ore da dedicare alla preparazione delle esperienze e alla manutenzione dei laboratori.

Le 35 ore saranno adottate in tutte le realtà ove si svolgono prestazioni orarie articolate su turni antimeridiani e pomeridiani, con particolare riferimento alle istituzioni convittuali e le scuole con aziende annesse.

Criteri e misure dei compensi delle prestazioni eccedenti l'orario di servizio

In sede di contrattazione integrativa vanno preliminarmente individuati gli elementi fondamentali dell’organizzazione del lavoro che vanno retribuiti in rapporto alla necessità del modello organizzativo dei servizi scolastici conseguenti alla scuola dell’autonomia. Inoltre, oltre agli aspetti di carattere generali individuati in altra parte della piattaforma si rivendica:

  • la distinzione delle voci riguardanti le funzioni e i relativi incarichi che comportano responsabilità annuali o pluriennali;
  • la distinzione delle risorse che riguardano le indennità corrisposte alle figure uniche;
  • un modello di gestione e di ripartizione del fondo che garantisca l’utilizzo delle risorse finalizzato alle diverse professionalità e/o alla funzionalità dei servizi ATA;

La flessibilità necessaria all’attuazione del modello organizzativo dell’autonomia deve essere retribuita in rapporto agli impegni individuali necessari per:

  • l’organizzazione su più turni, la sostituzione del personale assente e la conseguente all’intensificazione delle prestazioni, le prestazioni straordinarie necessarie.

In ogni scuola dovrà essere prevista una quota di ore quale impegno prioritario per la sostituzione del personale assente.

Per tutte le prestazioni aggiuntive suddette la retribuzione oraria deve essere rivalutata del 50%.

Modalità per il passaggio tra le aree e all’interno dell’area

Il requisito è costituito dalla frequenza ad un corso di formazione, concluso da un accertamento finale, la cui durata ed i cui contenuti sono definiti contrattualmente. I corsi sono obbligatoriamente organizzati dall’amministrazione sulla base della definizione di un fabbisogno programmato pluriennalmente. Per particolari situazioni il corso può essere affidato ad enti esterni accreditati.

Al corso si accede previa selezione per titoli di servizio e culturali, nei quali comprendere anche i crediti acquisiti con l'esercizio delle funzioni aggiuntive o con la partecipazione ad altri momenti formativi. Vengono valutati anche i crediti derivanti da precedenti esperienze lavorative

Vanno rivisti i requisiti attualmente previsti per i concorsi riservati.

Posti funzionali

In sede di contrattazione integrativa deve essere data attuazione alla rideterminazione funzionale degli organici ridistribuendo il personale fra le scuole, i consorzi e reti di scuole, alle tipologie di posto in rapporto agli incarichi e funzioni da attribuire.

Contenuti, modalità operative e crediti culturali dei corsi di formazione per direttore dei servizi generali ed amministrativi

Il CCNL ha definito l’istituzione della nuova figura del Direttore dei servizi generali e amministrativi dal 1/9/2000.

L’accesso a tale profilo professionale, come previsto dall’ipotesi di CCNL, è riservato al personale responsabile amministrativo tramite la frequenza ad uno specifico corso di formazione modulare con valutazione finale.

Per quanto riguarda l’organizzazione, i contenuti, il riconoscimento di crediti culturali e le modalità di partecipazione del personale al corso di formazione si rivendicano i seguenti punti.

Il corso di formazione, per quanto riguarda le finalità, ha come scopo principale il consolidamento e la costruzione di conoscenze, abilità e competenze costitutive del profilo del Direttore dei servizi generali e amministrativi che rispondano alle esigenze poste dall’autonomia scolastica e dal conseguente modello organizzativo dell’unità dei servizi generali e amministrativi.

Il corso sarà anche finalizzato a valorizzare le diverse esperienze e professionalità possedute attraverso il lavoro di scambio e di collaborazione fra conoscenze ed esperienze individuali e di gruppo per acquisire ulteriori competenze relativamente alla ricerca, alla progettazione e al controllo dei processi.

Il corso dovrà mirare a garantire i seguenti aspetti connessi al nuovo profilo professionale:

- capacità di mediare e adattare, in relazione ai vincoli contestuali dettati dalle finalità dell’autonomia e dagli obiettivi del progetto d’istituto, teorie e tecniche relative all’organizzazione, alla pianificazione, alla gestione delle risorse, al controllo dell’unità dei servizi scolastici e alla formazione del personale organizzato;

  • competenze professionali aperte all’innovazione e coerenti con i modelli d’intervento adottati;

- capacità di valorizzazione delle risorse umane e di un loro coinvolgimento per quanto riguarda la motivazione, la relazione e il piano conoscitivo della normativa specifica riguardante le diverse figure professionali operanti nei servizi scolastici;

  • capacità di attuare procedure e di impostare procedimenti relativi alle relazioni fra i vari soggetti territoriali interagenti per l’attuazione piena dell’autonomia scolastica in rapporto all’esigenza di attuare convenzioni, di costruire consorzi, di gestire relazioni con gli enti locali;

- competenze relative alla gestione amministrativo - contabile e di ragioneria delle risorse finanziarie assegnate alla scuola. Conoscenza e gestione integrata della normativa vigente in relazione alla nuova organizzazione del sistema scolastico dell’autonomia;

- competenze di carattere generale relative alla gestione di modelli organizzativi complessi, di procedure amministrativo - contabili e al loro adattamento attraverso l’utilizzo di procedure e tecnologie informatiche.

Per quanto riguarda le modalità organizzative si propone quanto segue.

La partecipazione, che è basata sulla domanda degli interessati, avverrà al di fuori dell’orario di servizio, in assenza di specifici stanziamenti che non possono ricadere sui costi contrattuali.

Il corso dovrà essere organizzato su base modulare tramite distinti moduli formativi, ripartiti per quote orarie, concernenti le diverse aree di competenza e i diversi argomenti.

In relazione alle esperienze professionali e ai titoli professionali e culturali posseduti dagli aspiranti, la frequenza agli specifici moduli corrispondenti potrà essere abbreviata prevedendo comunque una frequenza minima.

Fra le modalità formative deve essere prevista una quota oraria da dedicare alla formazione a distanza da attivarsi tramite video conferenze, collegamenti in rete e l’utilizzo di materiali multimediali.

L’organizzazione del corso dovrà essere attuata dall’Amministrazione della P.I. anche in raccordo e collaborazione con la Scuola superiore della Pubblica Amministrazione e/o Istituzioni universitarie.

Il corso si concluderà con una valutazione delle competenze professionali acquisite.

Compensi per la sostituzione del responsabile

Il collaboratore amministrativo con funzioni vicarie percepisce il compenso annuale previsto per le funzioni aggiuntive.

PROGETTI SPECIALI

Con questo titolo l’ipotesi di CCNL ha voluto dare soluzione ad una serie di disfunzioni, che hanno visto l’amministrazione gravemente assente in questi anni, fonte di grande incertezza per i diritti del personale e di costi individuali e di sistema molto pesanti
L’articolo di riferimento con il quale si demanda alla contrattazione integrativa la definizione dei criteri per l’attivazione di alcuni progetti speciali è il numero 10.

MATERIE

PROPOSTE

Monitoraggio e recupero degli arretrati relativi alle pratiche di ricostruzione di carriera e di pensione

Entro il 30 settembre l’amministrazione procede al monitoraggio delle pratiche arretrate.

La stessa, di conseguenza, dovrà costituire gruppi operativi a livello territoriale utilizzando anche il personale amministrativo e tecnico soprannumerario della scuola, dotati dell’opportuna formazione e dei supporti operativi necessari, per recuperare gli arretrati secondo un piano temporale che dovrà concludersi entro il giugno 2000.

La retribuzione per tale attività grava sul bilancio del MPI.

Istituzione di un libretto personale informatizzato

Entro il 30 ottobre sarà avviata la procedura per la costituzione, entro un anno, di un libretto personale contenente tutti i dati riferiti alla carriera e ai percorsi professionali utilizzando, prioritariamente, i dati a disposizione.

Il libretto, che ricomprende tutta la documentazione necessaria per gli atti relativi alla propria attività di servizio, verrà periodicamente aggiornato.

TRATTAMENTO ECONOMICO CONNESSO ALLO SVILUPPO DELLA PROFESSIONE DOCENTE

Questo istituto, contenuto nella proposta di piattaforma contrattuale confederale, costituisce una opportunità per il personale docente, considerando l’attività lavorativa come un credito da valutare ai fini del trattamento economico e tenuto conto che l’attuale carriera scolastica, per tutto l’arco del suo sviluppo, è priva di sbocchi.
La sessione negoziale prevista per il giugno 2001 rappresenterà l’occasione per verificare la prima fase applicativa e, sulla base dell’esperienza maturata e delle risorse aggiuntive disponibili, per dare stabilità strutturale all’istituto ed aumentare nel prossimo contratto la platea di riferimento fino a renderla un’opportunità offerta a tutto il personale interessato.
La scelta di rimandare alla contrattazione integrativa il completamento dell’istituto intende sottolineare, per noi, la ricerca di proposte condivise, utilizzando la consultazione in corso come una condizione di particolare rilievo. In questa direzione, abbiamo ritenuto utile, per quanto riguarda le prove, presentare una proposta aperta integrabile con altre proposte che registrino consenso durante la consultazione. La parte riferita alle conoscenze disciplinari, nella nostra proposta, vede un intreccio netto e molto forte con le competenze didattiche e metodologiche partendo dalla considerazione delle specificità del profilo docente e ritenendo sbagliata una verifica disciplinare astratta che prefigurerebbe una sorta di altra procedura concorsuale ordinaria.
La contrattazione integrativa deve assicurare: la trasparenza della procedura, il rifiuto di automatismi che snaturerebbero l’istituto, la sua fattibilità entro il quadriennio contrattuale con l’effettiva corresponsione al personale interessato dei compensi previsti e nelle date definite (1° gennaio 2001) dall’ipotesi di CCNL.
Di seguito indichiamo, per ogni argomento rinviato alla contrattazione integrativa, le nostre proposte di merito.
Al Ministro della Pubblica Istruzione, sentito il CNPI, compete, per quanto riguarda questo istituto, la definizione dei contenuti delle prove e dei criteri per la costituzione delle commissioni.
L’articolo di riferimento è il numero 22.

MATERIE

PROPOSTE

Docenti destinatari del trattamento economico di professionalità

In prima applicazione, all’interno di questo quadriennio contrattuale e tenuto conto delle risorse disponibili, andrà individuata entro il 30 settembre 1999 l’esatta platea di riferimento corrispondente ad almeno il 20% sulla base del personale in servizio. Il numero dei docenti destinatari dovrà essere suddiviso per provincia ( con riferimento all’organico della scuola) salvaguardando il rapporto fra gli ordini e i gradi di scuola in modo da rendere omogenea la possibilità di avvalersi di questa opportunità. Si ribadisce l’impegno ad aumentare la platea di riferimento al 30%, in conseguenza di uno specifico aumento delle risorse destinate all’istituto, ampliando così da subito il numero dei docenti interessati.

Procedure concorsuali e criteri operativi della selezione

Le prove faranno riferimento alle esperienze in situazione nelle singole scuole, fermo restando che la Commissione, i cui criteri di composizione dovranno essere definiti dal Ministro sentito il CNPI, deve essere esterna alla stessa.

La presentazione del curricolo professionale e culturale da parte dell’interessato, che rappresenta la prima fase della procedura, avviene sulla base di una griglia definita nazionalmente costruita su tutti gli aspetti che costituiscono il profilo professionale così come individuato dall’art. 16, comma sesto, dell’ipotesi di CCNL.

Nel curricolo andranno indicati i titoli culturali e professionali posseduti.

Sempre su griglia definita nazionalmente, sarà descritto un profilo professionale del docente in situazione, con riferimento agli aspetti relazionali complessivi (definiti nell’art.16, comma sesto, dell’ipotesi di CCNL), compilato dal Comitato di valutazione.

Lo stesso Comitato validerà l’effettivo svolgimento delle attività professionali dichiarate nel curricolo da parte del docente.

Per la fase successiva si propongono alla consultazione le seguenti ipotesi:

  1. una discussione di carattere metodologico-didattico sulla base del curricolo professionale presentato e su un argomento scelto dal candidato, eventualmente accompagnato da una breve ricerca scritta o dalla simulazione di una unità didattica sorteggiata tra un elenco predefinito;

    oppure

  2. una discussione di carattere metodologico-didattico sulla base del curricolo professionale presentato e una verifica nella situazione scolastica del candidato da parte della commissione che indicherà preventivamente gli aspetti che verranno verificati;

    oppure

  3. ……………………………………………

    (parte riservata alle proposte che possono emergere nella consultazione)

Queste proposte, che potrebbero, assieme ad altre eventualmente individuate nella consultazione, non essere considerate alternative fra di loro ma rappresentare opzioni sulle quali ogni candidato può scegliere, assieme alle fasi indicate inizialmente rappresentano l’insieme della procedura.

L’elenco finale riporterà solo i nominativi di quanti hanno diritto all'aumento annuo.

Avverso la procedura e la conseguente valutazione va prevista in contrattazione una modalità di risoluzione dell’eventuale contenzioso.

Modalità delle valutazioni periodiche necessarie per conservare il diritto alla maggiorazione nelle posizioni stipendiali successive.

Le verifiche relative alla conservazione del requisito avvengono con cadenza non inferiore ai 10 anni tramite la partecipazione a moduli formativi scelti dall’interessato su offerte predefinite organizzate dall’amministrazione anche in collaborazione con le università.

FUNZIONI STRUMENTALI AL PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA

L’ambito di riferimento per le funzioni-obiettivo, che rappresentano una risorsa per l’attuazione del piano dell’offerta formativa, è delineato in modo preciso nell’ipotesi di contratto.
Evidentemente le funzioni-obiettivo, definite nell’ipotesi, non sono le figure di sistema previste dall’art. 21 della legge 59/’97 per le quali sono necessari, prima dell’apertura di una specifica contrattazione, precisi atti normativi emanati dal Ministero.
L’articolo è il numero 21.
Essendo le aree definite nell’ipotesi di CCNL un "contenitore" omogeneo e le funzioni-obiettivo una loro articolazione, indichiamo, per facilitare il lavoro dei collegi, una griglia indicativa, riferita alle specificazioni dei possibili contenuti operativi delle funzioni-obiettivo per ogni area:

AREA

FUNZIONI-OBIETTIVO

Gestione del piano dell’offerta formativa

Coordinamento delle attività del piano

Coordinamento e gestione della progettazione curricolare

Valutazione delle attività del piano

……………………………………………..

Sostegno al lavoro dei docenti

Analisi dei bisogni formativi e gestione del piano di formazione e aggiornamento

Accoglienza dei nuovi docenti

Produzione di materiali didattici

Utilizzo delle nuove tecnologie

Cura della documentazione educativa

………………………………………..

Interventi e servizi per gli studenti

Coordinamento delle attività extracurricolari

Coordinamento e gestione delle attività di continuità, orientamento e tutoraggio

Coordinamento delle attività di compensazione e recupero

………………………………………………

Realizzazione di progetti formativi d’intesa con enti ed istituzioni esterni alla scuola

Rapporto con enti pubblici o aziende per la realizzazione di stage formativi

Attività di scuola-lavoro

…………………………………

Proposte per la contrattazione integrativa:

MATERIE

PROPOSTE

Retribuzione delle funzioni-obiettivo

La retribuzione è fissata in 3.000.000 annui ed il pagamento avviene in unica soluzione nel mese di giugno di ogni anno.

Procedure di conferimento e formazione

Le funzioni, riferite alle quattro aree, sono individuate dal Collegio dei docenti nell'ambito del Piano dell'offerta formativa, nel mese di settembre, prima dell'inizio delle lezioni.

La formazione, i cui contenuti saranno definiti a livello nazionale dall'Osservatorio, riguarda le quattro aree (4 moduli) e si svolge a livello provinciale. La durata è di 50 ore.

In prima applicazione la formazione, che si riferisce a due anni scolastici, si svolge nell’a.sc. 1999-’00 e a tal fine l’amministrazione dovrà garantire l’effettiva e tempestiva attivazione dell’offerta.

La conclusione dell'iter formativo comporterà l’acquisizione di uno specifico credito.

Il collegio anche sulla base delle disponibilità e delle competenze professionali, come primo atto delibera sulla tipologia degli incarichi.

La valutazione degli esiti degli incarichi è definita a conclusione di ciascun anno scolastico, in sede di verifica delle attività del piano

Il docente che svolge tali funzioni-obiettivo fornisce una relazione al collegio, sull'insieme delle attività svolte e su tutto quanto è utile per consentire una socializzazione e successiva verifica degli esiti raggiunti.

Per il successivo anno scolastico, a fronte di una valutazione positiva da parte del collegio, l'incarico è confermato.

Dopo un biennio di attuazione dell’istituto, in sede di contrattazione integrativa nazionale si procede ad una verifica complessiva in ordine agli esiti di tale istituto contrattuale, per definire eventuali modifiche attuative.

Criteri di ripartizione delle risorse

In prima applicazione sono attribuite ad ogni scuola risorse in modo omogeneo, per garantire quattro funzioni-obiettivo, fatte salve le situazioni di sottodimensionamento per le quali possono essere ridotte a tre.

Il docente con funzioni vicarie ha diritto alla stessa retribuzione.

FONDO DELL’ISTITUZIONE SCOLASTICA

L’impiego del fondo è definito autonomamente dalla scuola a sostegno delle prestazioni professionali connesse al piano dell’offerta formativa ed alle sue ricadute sull’organizzazione della didattica e dei servizi.
Nella contrattazione su questo istituto, oltre ad una riconsiderazione del fondo in relazione ai processi in atto per quanto riguarda l’autonomia scolastica, si rivendica l’adeguamento delle diverse retribuzioni che su di esso gravano.
Riteniamo necessario procedere alle seguenti scelte:

  1. separare dal fondo le voci retributive aventi carattere fisso e continuativo (le indennità di direzione e di amministrazione);
  2. garantire l’attribuzione del fondo direttamente alle scuole attraverso l’accredito diretto collegando così, in tempi certi, prestazione e retribuzione;
  3. garantire un’equa ripartizione nelle finalità fra i diversi ordini e gradi di scuola e fra le diverse professionalità;
  4. finalizzare l’uso delle risorse in ordine a:
  1. le prestazioni connesse alla complessità didattica;
  2. le attività aggiuntiva di insegnamento;
  3. le attività aggiuntiva funzionale all’insegnamento.

Obiettivi:

- ricondurre ad un'unica voce di spesa le disponibilità per il trattamento accessorio, ivi comprese quelle derivanti da leggi, oggi suddivise in più capitoli di bilancio;
- incrementarne la quantità utilizzando anche le quote attualmente gestite a livello nazionale e provinciale;

  • evitare la frammentazione delle finalizzazioni, considerato anche il riassorbimento nelle funzioni-obiettivo di diverse attività aggiuntive;
  • adeguare e semplificare la gestione.

L’utilizzo del fondo, nell’ambito del piano dell’offerta formativa, risponde prioritariamente all’esigenza di arricchire l’attività didattica. Tale arricchimento può realizzarsi sia attraverso prestazioni aggiuntive sia attraverso l’uso flessibile ed articolato dell’orario. L’istituzione scolastica, nell’ambito delle disponibilità, delibera in merito all’uso delle risorse.
L’erogazione dei compensi non aventi cadenza mensile avverrà in un’unica soluzione nel mese di giugno.
In sede di trattativa è nostra precisa volontà rivedere, omogeneizzare ed incrementare tutte le altre forme di retribuzione per prestazioni diverse da quelle trattate in questo capitolo (es.: ora di sostituzione; compensi per aggiornamento a direttore di corso, docente, conduttore di gruppi; ecc.) i cui finanziamenti non ricadono nel fondo dell’istituzione scolastica.
Gli articoli di riferimento per il fondo e per la retribuzione delle ore aggiuntive sono: 13, 14, 19, 28,34.

MATERIE

PROPOSTE

Finalizzazione

Sostenere le prestazioni connesse ai processi di autonomia scolastica, con particolare riferimento alle esigenze che emergono dalla realizzazione del progetto di istituto e dalle sue ricadute sull’organizzazione complessiva del lavoro, delle attività e del servizio.

Qualificare e ampliare l'offerta di istruzione e formazione del sistema scolastico pubblico anche in relazione alla domanda di istruzione e formazione proveniente dal territorio.

Risorse

E’ istituito a decorrere dal 1° settembre 1999 un Fondo denominato " Fondo dell’istituzione scolastica".

Il Fondo è costituito da :

  • le risorse destinate dal CCNL ;
  • le risorse destinate da leggi , ivi compresa la Legge 440/’97;
  • ulteriori risparmi, ivi compreso quanto previsto all’art. 33, lettera e).

Il fondo di scuola è alimentato ulteriormente da tutte le somme per qualsiasi ragione assunte dalla scuola, ivi comprese somme derivanti da risorse comunitarie, da eventuali risorse derivanti dalle scelte deliberate dagli organi collegiali della singola istituzione, dall’attuazione delle attività di cui all’art. 19 dell’ipotesi di CCNL.

Fanno parte integrante del Fondo le risorse attualmente previste per l’avviamento alla pratica sportiva per le quali la contrattazione dovrà definire i criteri, gli obiettivi, le retribuzioni, il personale destinatario.

Gli stanziamenti per le indennità ai capi di istituto, ai direttori amministrativi e ai responsabili amministrativi sono attribuiti direttamente ed in modo separato dal Fondo.

Sul fondo vengono corrisposte le indennità di

lavoro notturno/festivo per il personale dei Convitti nazionali e delle altre istituzioni educative.

Le indennità di bilinguismo e di trilinguismo, da definire in sede di contrattazione integrativa, rientrano nella retribuzione ordinaria con specifica voce retributiva distinta.

Modalità di ripartizione

La ripartizione alle scuole avviene sulla base dei seguenti parametri:

* numero degli allievi nell'istituto, moltiplicato per il numero di ore settimanali di lezione previsto dall'ordinamento per le singole classi interessate ;

  • numero degli addetti in servizio nell'istituzione scolastica.

La scuola, nell’impiego delle risorse, deve tenere conto delle diverse professionalità e dei vari ordini e gradi che compongono l’istituzione.

In sede di contrattazione integrativa verranno disciplinate le modalità per corrispondere ad esigenze di riequilibrio di situazioni svantaggiate ed alla attuazione di progetti territoriali di particolare rilievo.

Modalità di attribuzione delle risorse economiche per i compensi accessori alle singole istituzioni scolastiche

Allo scopo di garantire la tempestiva ed efficace attribuzione ed il conseguente utilizzo, il Fondo è ripartito dal Ministero direttamente alle scuole, ivi compresa l'assegnazione diretta al Centro europeo dell'educazione, alla Biblioteca di documentazione pedagogica e agli IRRSAE, senza altri passaggi intermedi.

Prestazioni connesse alla complessità didattica, rivalutazione dei compensi, modalità di attribuzione delle ore aggiuntive di insegnamento e funzionali all’insegnamento

La complessità didattica consiste nelle prestazioni connesse alla turnazione e alla flessibilità dell’orario, alla sua intensificazione mediante una diversa scansione dell’ora di lezione, all’ampliamento del funzionamento dell’attività della scuola nei casi in cui non è prevista una specifica attribuzione di organico.

Le attività aggiuntive di insegnamento consistono nello svolgimento di interventi didattici ed educativi integrativi o in ulteriori attività aggiuntive di insegnamento volte all'arricchimento e all'integrazione dell'offerta formativa.

Le attività aggiuntive funzionali all'insegnamento consistono nello svolgimento di compiti relativi:

  • alla progettazione di interventi formativi;
  • alla produzione di materiali, con particolare riferimento anche a prodotti informatizzati, utili per la didattica finalizzati ad una utilizzazione collegiale;
  • alla partecipazione a progetti comunitari, nazionali o locali, mirati al miglioramento della produttività dell'insegnamento e del servizio ed al sostegno dei processi di innovazione ;
  • ad un maggior raccordo tra scuole statali, con riguardo ai circoli didattici, e tra scuola e mondo del lavoro ;
  • alla partecipazione ad attività realizzate sulla base di convenzioni con enti locali e con terzi, con oneri a carico degli stessi, aventi per oggetto prestazioni di servizi o utilizzazioni di strutture e di personale per progetti aperti al territorio, coerenti con le finalità di istituto ;
  • a quanto previsto per le scuole collocate in aree a rischio per le quali sono previste risorse specifiche.

Si rivendica una nuova determinazione degli importi pari a :

  1. attività aggiuntive di insegnamento : £ 50.000 all’ora;
  2. Attività aggiuntive funzionali all'insegnamento : £ 30.000 all’ora;
  3. Complessità didattica: l’importo forfettario sarà determinato in rapporto all’uso complessivo delle risorse del fondo.

Ogni attività retribuita con il Fondo dovrà essere verificata e certificata.

Per quanto riguarda le modalità di attribuzione delle ore aggiuntive si conferma quanto previsto nel CCNL ‘94-’97.

Specifiche modalità

Di ogni attività avente durata continuativa deve essere fissato l’impegno orario.

Rivalutazione dell’indennità di direzione

La parte residua degli 80 miliardi stanziati, dopo l’attribuzione del compenso individuale pari a £ 151.000 mensili e detratta la parte relativa ai responsabili amministrativi, servirà per rivalutare i parametri dimensione e complessità, ivi comprese le aree a rischio, che si aggiungono alla parte uguale per tutti i capi d’istituto.

L’indennità spetta anche al personale comandato.

Rivalutazione dell’indennità di amministrazione

La parte residua degli 80 miliardi stanziati, dopo l’attribuzione del compenso individuale pari a £ 100.000 mensili e detratta la parte relativa ai capi d’istituto, servirà per rivalutare i parametri dimensione e complessità 23che si aggiungono alla parte uguale per tutti i responsabili.

ULTERIORI RISORSE

Negli articoli di riferimento dell’ipotesi di accordo contrattuale abbiamo acquisito che tutte le somme che diverse leggi hanno stanziato per il pagamento delle prestazioni del personale (es.: la legge 4440/’98 sul miglioramento dell’offerta formativa) diventino risorse disponibili per la contrattazione.
Inoltre, ogni eventuale risparmio sarà reso disponibile per la contrattazione consolidando in questo modo anche l’impegno alla invarianza della spesa rispetto al PIL, stabilito con l’accordo del 10 dicembre ’97 fra i sindacati confederali e il governo Prodi.
Il riferimento è agli articoli 33, lettera e) e 35.

MATERIE

PROPOSTE

Contrattualizzazione dei criteri di erogazione di qualsiasi ulteriore somma destinata dallo Stato, da enti pubblici o privati a compensare attività del personale della scuola

Trattandosi di un articolo di principio generale molto preciso non ha bisogno di ulteriori definizioni.

Per quanto riguarda l’applicazione dell’art. 33, lettera e), nel mese di dicembre di ogni anno i sindacati firmatari del CCNL e il Ministero determinano la quantificazione dei risparmi.

NORMATIVA

Con l’ipotesi di contratto siglata con l’Aran, che nella sua stesura definitiva dovrà essere ulteriormente precisata, è iniziato un lavoro complesso di miglioramento degli istituti giuridici e di prima parziale delegificazione di alcune norme.
Questo lavoro, che troverà una sua ulteriore puntualizzazione in sede di contrattazione integrativa, dovrà essere completato entro il dicembre 1999 con il completamento della delegificazione, ovvero con la trascrizione e la semplificazione di norme oggi contenute in leggi, ordinanze e circolari, in norme contrattuali.
In questo modo sarà finalmente possibile condensare in un unico testo contrattuale tutto ciò che riguarda il nostro rapporto di lavoro, oggi disperso in non meno di 67 disposizioni legislative e varie centinaia di circolari ed ordinanze.
Il riferimento è agli articoli 38 e 41.

MATERIE

PROPOSTE

Individuazione del personale docente impegnato nell’assistenza e nella vigilanza degli alunni che ha diritto alla mensa gratuita

Si tratta di delegificare la normativa che già regola da tempo questa situazione che, per effetto della Legge 4/’99, diventa materia contrattuale.

Verifica del costo delle modifiche normative per valutare ulteriori miglioramenti

Una volta effettuate le verifiche, per quanto riguarda gli ulteriori possibili miglioramenti il nostro riferimento è alle richiesto allo scopo presentate con la piattaforma contrattuale e, per ora, non soddisfatte.

 
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