|
|||||||
| La
FNADA oltre la FNACA Per una nuova stagione di protagonismo |
7 Marzo 2001 |
Agli Organi di Informazione I cambiamenti intervenuti sul piano degli assetti istituzionali dei contenuti ordinamentali e della disciplina del rapporto di lavoro impongono modificazioni sostanziali anche al nostro essere associazione professionale di categoria. Il lavoro associativo svolto in questi anni è stato impegnativo, importante ed incisivo ed ha fatto conseguire alla categoria dei “segretari” delle scuole una visibilità e dei risultati che non hanno riscontro nella storia della scuola italiana. Si è però dovuto constatare che in alcuni momenti decisivi l’assenza dai luoghi decisionali ha pesato negativamente, determinando risultati diversi da quelli attesi. Coloro ai quali avevamo affidato una titolarità di rappresentanza anche della nostra categoria non sempre e non compiutamente sono stati in grado di rappresentarci adeguatamente, per difetto di cultura delle differenze e delle distinzioni e per scelte che sono andate in favore di altre categorie. La vicenda del contratto per il biennio economico 2000/2001 è al riguardo emblematica, poiché palesa in modo evidente l’incapacità del sindacato tradizionale a definire una distinta disciplina per le figure professionali che svolgono compiti direttivi; disciplina espressamente prevista dal c. 3 art. 45 D. L.vo 29/93 e successive modificazioni e integrazioni. Ed allora se abbiamo l’ambizione di non essere solo un’associazione professionale di testimonianza, ma vogliamo anche incidere concretamente in ordine allo status della categoria ed alla formazione delle decisioni che governano il sistema, dobbiamo aggiungere alla nostra identità associativa anche la valenza sindacale. In quanto categoria legale dei quadri direttivi, non ancora pervenuta allo status di categoria contrattuale, noi siamo parte sostanziale del management pubblico italiano insieme ai dirigenti e dobbiamo perseguire l’obiettivo di una specifica area contrattuale autonoma relativamente ad uno o più comparti. Per fare ciò abbiamo bisogno di stabilire un’alleanza strategica con chi rappresenta la dirigenza pubblica e condivide la scelta di una specifica disciplina contrattuale che unisca le varie componenti del management pubblico e privato italiano, come è già in molti paesi europei. Per compiere questa scelta di integrazione dell’identità, che consentirà ad alcuni di noi di dedicarsi a tempo pieno alla causa associativa e sindacale, l’appuntamento dell’Assemblea dei Delegati già convocata per il 30 e 31 marzo p.v. giunge a proposito e ci consentirà tutte le necessarie riflessioni e gli opportuni approfondimenti. La dirigenza in carica si augura che, come in passato, l’Associazione sarà in grado di compiere le scelte migliori per rimanere sulla scena in posizione di protagonismo.Il
Presidente |