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Ultimo aggiornamento
15 gennaio 2012

Il Governo Prodi in cifre

Sottosegretari e Viceministri

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FONTE: PANORAMA

Tutti i 25 ministri del Governo Prodi

Venticinque ministri oltre al premier.
Tre ex presidenti del Consiglio, 14 "matricole", 8 ministri senza portafoglio.
Sei donne (il 24% dei ministri), il triplo del Berlusconi III, ma cinque senza portafoglio.
Diciannove deputati, solo due senatori, quattro "tecnici". E ancora: 9 ministri Ds, 7 della Margherita, 2 prodiani (più Padoa Schioppa e Amato), uno ciascuno a Prc, Idv, Udeur, Verdi, Rosa nel Pugno e Pdci. Cinque ministeri "spacchettati", uno "accorpato".
Sono i numeri del secondo governo Prodi. Rispetto al primo del Professore, quattro ministri e tre donne in più.
Dieci anni fa c'erano Ciampi e Napolitano, ora al loro posto Padoa Schioppa e Amato.

25 MINISTRI
Il governo Prodi si presenta con un ministro in più del Berlusconi III (erano 24) e quattro in più del Prodi del 1996 (21). Otto dei ministri del Professore sono senza portafoglio (erano 10 nell'esecutivo del Cavaliere).

DONNE
Sono sei le donne ministro, ma una sola con un incarico pieno (Livia Turco alla Salute). Mentre Linda Lanzillotta, Emma Bonino, Barbara Pollastrini, Giovanna Melandri e Rosy Bindi sono ministri senza portafoglio.
Il nuovo governo eguaglia il primato messo a segno nel '99 dall'esecutivo D'Alema quanto alla presenza femminile con sei rappresentanti, di cui tre 'new entry' (Bonino, Lanzillotta e Pollastrini).
Ma il "peso" dei dicasteri risulta più leggero, visto che nel governo D'Alema c'erano tre ministre di prima fascia (Iervolino all'Interno, Bindi alla Sanità e Melandri ai Beni Culturali).
Le donne ministro del governo Prodi sono tuttavia il triplo di quelle del governo Berlusconi, che ne contava solo due: Prestigiacomo e Moratti.

EX PREMIER
Un governo con tre ex premier (Prodi, D'Alema e Amato) ma fatto di 'matricole' per il 60%. Sono infatti 14 su 25 i ministri alla prima esperienza nell'incarico. Non solo. In più c'è Francesco Rutelli, che fu già nominato ministro (dell'Ambiente) nel governo Ciampi nel 1993, ma che si dimise poche ore dopo per il 'no' della Camera alla autorizzazione a procedere per Bettino Craxi. E ancora, Massimo D'Alema: due volte presidente del Consiglio (1998-2000), ma mai ministro.

Il MIUR si divide in due:
  Giuseppe Fioroni (Margherita) Ministro dell'Istruzione
 
Fabio Mussi (DS) Ministro dell'Università e Ricerca

 
Luigi Nicolais (DS) Ministro senza portafoglio con delega
     per la Funzione Pubblica e per l'Innovazione

MATRICOLE

Le matricole vere e proprie sono Arturo Parisi (sottosegretario alla presidenza del Consiglio del governo Prodi nel '96), Tommaso Padoa Schioppa, Beppe Fioroni, Paolo Gentiloni, Fabio Mussi, Cesare Damiano, Paolo Ferrero, Alessandro Bianchi, Vannino Chiti, Luigi Nicolais, Linda Lanzillotta, Emma Bonino, Giulio Santagata, Barbara Pollastrini.

"TRASLOCHI"
Sono invece già stati ministro, ma cambiano dicastero, Giuliano Amato (non solo ex premier, ma anche ministro del Tesoro, delle Riforme e sottosegretario alla presidenza con Craxi dall'83 all'87); Clemente Mastella (è stato ministro del Lavoro nel primo governo Berlusconi); Livia Turco (è stata agli Affari Sociali); Giovanna Melandri (già ai Beni Culturali), Rosy Bindi (ex ministro della Sanità) e Alfonso Pecoraro Scanio (già ministro alle Politiche agricole).

FOTOCOPIA
Incarico fotocopia, poi, per tre ministri di Prodi: Pierluigi Bersani alle Attività Produttive (che però ora ha cambiato nome in Sviluppo Economico e ha modificato qualche delega), Antonio Di Pietro alle Infrastrutture (senza Trasporti) e Paolo De Castro alle Politiche Agricole.

SENATORI
Diciannove deputati, solo due senatori (Clemente Mastella e Livia Turco), quattro non parlamentari. Che i deputati sarebbero stati più dei senatori era stranoto, vista l'esiguità del margine di maggioranza a Palazzo Madama. Si era anche detto che i membri del governo senatori si sarebbero dimessi, ipotesi però scartata certamente da Mastella e probabilmente anche da Turco.

"TECNICI"
I quattro "tecnici" sono Padoa Schioppa (chiamato da Prodi all'Economia), Nicolais (indicato dai Ds per la delega dell'Innovazione), Bianchi (designato dal Pdci ai Trasporti) e De Castro (fedele prodiano, alle Politiche Agricole come già nel '96).

PARTITI
Nove i ministri indicati dai Ds (uno dei quali, Nicolais, 'tecnicò); sette della Margherita, 2 prodiani, uno ciascuno per gli altri sei partiti della maggioranza: Prc, Idv, Rosa nel Pugno, Pdci, Verdi, Udeur. In più ci sono Giuliano Amato, eletto deputato nell'Ulivo, e Tommaso Padoa Schioppa, anche lui "tecnico".

"SPACCHETTATI" E "ACCORPATI"
Sono cinque i ministeri "spacchettati" e uno quello 'accorpatò nel nuovo governo, dove si registra un grande via vai di deleghe rispetto al precedente.
I ministeri divisi in due o più competenze sono: Attività Produttive (ora Sviluppo Economico), che perde Commercio Estero (che va con le Politiche Europee) e il Turismo (ai Beni Culturali).
Infrastrutture, che perdono i Trasporti; Beni Culturali, che perdono lo Sport; Istruzione, che perde Università e Ricerca Scientifica; Welfare, da cui sono stati 'ricavati tre ministeri: Lavoro, Politiche Sociali e Politiche della Famiglia.
Infine, sarebbero stati accorpati in una sola responsabilità ministeriale gli incarichi per i Rapporti con il Parlamento e le Riforme.
 


Lista dei 63 Sottosegretari e 9 Viceministri

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO Enrico Letta, Enrico Micheli con delega ai Servizi, Fabio Gobbo con delega al Coordinamento del Cipe, Ricardo Franco Levi con delega all'Editoria.
ESTERI Famiano Crucianelli, Donato Di Santo, Gianni Vernetti, Vittorio Craxi, Ugo Intini e Patrizia Sentinelli (viceministri).

INTERNO Graziella Lucidi, Ettore Rosato, Alessandro Paino, Franco Bonato, Marco Minniti (viceministro).
GIUSTIZIA Luigi Manconi, Alberto Maritati, Daniela Melchiorre, Luigi Scotti, Luigi Rigotti.
DIFESA Luigi Forceri, Emidio Casula, Marco Verzaschi.
ECONOMIA Massimo Tononi, Paolo Cento, Mario Lettieri, Alfiero Grandi, Antonangelo Casula, Vincenzo Visco e Roberto Pinza (viceministri).
SVILUPPO ECONOMICO Mario Bubbico, Paolo Giaretta, Alfonso Gianni, Sergio D'Antoni (viceministro).
INFRASTRUTTURE Luigi Meduri, Tommaso Casillo, Angelo Capodicasa (l.mi.) (viceministro).
TRASPORTI: Andrea Annunziata, Cesare De Piccoli (viceministro).
AGRICOLTURA Guido Tampieri, Stefano Boco.
LAVORO Antonio Montagnino, Rosa Rinaldi.
COMUNICAZIONI Luigi Vimercati, Giorgio Calò.
SALUTE Serafino Zuccheli, Antonio Gaione, Giampaolo Patta.
ISTRUZIONE Gaetano Pascarella, Letizia De Torre, Mariangela Bastico (viceministro).
UNIVERSITÀ Luciano Modica, Nando Dalla Chiesa.
SOLIDARIETÀ SOCIALE Franca Donaggio, Cristina De Luca.
CULTURA Elena Montecchi, Andrea Marcucci, Danielle Mazzonis.
AMBIENTE Gianni Piatti, Bruno Dettori, Laura Marchetti.
RAPPORTI CON IL PARLAMENTO E RIFORME Giampaolo D'Andrea, Paolo Naccarato.
RIFORME E INNOVAZIONE Beatrice Magnolfi, Giampiero Scanu.
AFFARI REGIONALI E AUTONOMIE LOCALI Pietro Colonnella.
POLITICHE EUROPEE E COMMERCIO INTERNAZIONALE Mauro Agostini, Milos Budin.
DIRITTI E PARI OPPORTUNITÀ Donatella Linguiti.
SPORT Giovanni Lolli, Elidio De Paoli.
FAMIGLIA Chiara Acciarini

 

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