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La FNADA aderisce allo sciopero
del comparto scuola proclamato dalle OO.SS.
per giovedì 7 Dicembre 2000.
L’inadempienza, gli errori e gli
atteggiamenti ondivaghi dei decisori politici (Governo – Parlamento –
Regioni – Ministero) impongono una risposta corale e convinta di tutti
gli operatori della scuola affinché il tema dell’istruzione entri
nell’agenda delle priorità.
La nostra adesione si caratterizza non solo sul piano delle rivendicazioni
contrattuali, ma anche sul terreno di taluni aspetti istituzionali.
In materia istituzionale chiediamo:
- che lo Stato mantenga la competenza
del servizio istruzione e si affermi l’equilibrio dei poteri e delle
responsabilità tra livello statuale e livello territoriale, definite
nel D. L.vo 112/98;
- più risorse, meno vincoli e certezze
normative per le istituzioni scolastiche. In particolare si invoca la
riforma degli OO.CC. delle Scuole e l’abrogazione delle disposizioni
vigenti sui flussi di cassa.
Sul piano contrattuale rivendichiamo:
- l’adeguamento degli istituti
giuridici alla piena attuazione dell’autonomia e all’avvio della
contrattazione integrativa nelle istituzioni scolastiche.
Specificatamente si chiede la piena valorizzazione delle competenze
del Direttore dei servizi generali e amministrativi in tema di
gestione del personale ATA e l’inserimento dello stesso nella
delegazione di parte pubblica affianco del Dirigente Scolastico;
- l’unificazione dello stipendio
tabellare e dell’indennità integrativa speciale;
- la modifica del gravame contributivo
sul trattamento economico fondamentale ai fini previdenziali;
- l’inquadramento economico del
Direttore dei servizi generali e amministrativi alla pari del
Direttore amministrativo di accademie e conservatori, nelle posizioni
stipendiali già maturate nell’ex ruolo di responsabile
amministrativo.
- La corresponsione allo stesso
Direttore di un trattamento accessorio che prevede l’istituzione di
una “retribuzione di posizione” (min. 6 milioni max 12 milioni
annui per 13 mensilità) e di una “retribuzione di risultato”
(min. 20% max 40% della retribuzione di posizione);
-
l’inquadramento
del personale ATA trasferito dagli Enti Locali allo Stato secondo le
anzianità maturate nel precedente rapporto di lavoro;
-
la rivalutazione
dei compensi per attività aggiuntive e l’estensione delle indennità
di lavoro notturno e festivo per tutto il personale ATA;
-
la concessione
del buono mensa per tutto il personale che svolge un orario di lavoro
pari ad almeno 8 ore giornaliere;
-
il recupero
dell’area “C” e del profilo professionale del responsabile
amministrativo come figura intermedia con funzioni vicarie del
Direttore.
Dal 1° settembre 2000, per espresse disposizioni di legge e di
contratto, Dirigenti e Direttori hanno assunto una nuova posizione
lavorativa, con conseguenti funzioni e responsabilità, ma
inspiegabilmente continuano a percepire gli stessi trattamenti economici
delle precedenti posizioni. Se non si porrà rimedio a questa evidente
violazione delle più elementari norme di corretta relazione tra
prestazione e retribuzione, ci troveremo costretti a percorrere le vie
legali per vederci giudizialmente riconosciuto un diritto soggettivo
inconfutabile.
Lì, 2 Dicembre 2000
Il
Presidente
Giorgio Germani |