L’ultimo contratto di lavoro della Scuola, fortemente innovativo
rispetto ai precedenti, ha colto gli aspetti fondamentali della stagione
del cambiamento che sta interessando la scuola.
Cambiamento richiesto dagli studenti, da tutti gli operatori, dalle
imprese, dalla società.
Dopo decenni di immobilismo e disinteresse la società italiana ha
riscoperto la scuola, la sua importanza strategica, il suo inserimento
nella dimensione europea, la necessità di dare una risposta ai tanti
problemi aperti, primo fra tutti la riduzione dell’abbandono scolastico.
Il CCNL e il CCNI hanno avuto il pregio di predisporre norme comuni e
norme di area in modo coerente con la scelta politica dell’autonomia
compiuta del legislatore affermando i valori delle capacità individuali,
del merito, della valutazione dell’operato e della formazione specifica
con interventi economici significativi e differenziati.
Positiva anche la norma in materia di relazioni sindacali a livello di
istituzione scolastica introdotta nell’ottica di responsabilizzare alle
scelte coloro che dovranno gestire il servizio.
I nuovi profili professionali del personale ATA propongono figure con
maggiori responsabilità come quella del Direttore dei servizi generali e
amministrativi al quale viene richiesto come titolo di studio per il
reclutamento la laurea in discipline giuridiche ed economiche. Figura
professionale che deve assicurare l’unitarietà della gestione dei
servizi amministrativi e generali della scuola in coerenza con il piano
dell’offerta formativa.
Vengono inoltre introdotte figure professionali specifiche sia nell’area
docente (funzioni obiettivo) che ATA (funzioni aggiuntive) con
attribuzioni e responsabilità individuate da ogni istituzione scolastica
e con il preciso dovere di partecipare a iniziative di formazione per un
determinato numero di ore.
Nelle scuole in cui si è colto il
significato positivo di questi nuovi "apporti" le attività
programmate e svolte hanno migliorato la qualità della prestazione e
hanno aiutato il difficile percorso della "riforma".
Là dove non si sono attivate le funzioni si è persa un’importante
occasione per tutta la comunità educante. Sebbene sia comprensibile che i
"cambiamenti" profondi, scardinando certezze e abitudini,
possono generare confusione e più o meno giustificati malcontenti.
Il CCNI ha previsto inoltre una serie di
opportunità per docenti e ATA di effettuare prestazioni specifiche con
una retribuzione aggiuntiva ad hoc come le collaborazioni plurime che si
possono prestare in altre scuole sprovviste di particolari competenze
professionali, la gestione dei progetti inseriti nelle scuole delle aree a
rischio e in quelle a forte processo immigratorio.
I progetti speciali previsti per lo snellimento burocratico ed il recupero
degli arretrati relativi ai provvedimenti di stato giuridico ed economico
non sono stati ancora attivati ma costituiscono soluzioni idonee ai
problemi aperti nell’amministrazione scolastica.
L’art. 44, comma 2, del CCNL del 26/5/99 sulle sequenze contrattuali
prevede che "le parti firmatarie si impegnano ad adeguare entro il
30/6/2000 le norme del CCNL in relazione alla piena attuazione dell’autonomia
scolastica ed ad ulteriori modifiche legislative eventualmente
intervenute".
E’ necessario infatti a pochi mesi dall’entrata a regime dell’autonomia
scolastica fare il punto della situazione sulle norme attuate ed in
procinto di attuazione che hanno riflessi sul contratto e sulle esperienze
effettuate in questo primo anno di vigenza contrattuale con gli istituti
innovativi prima ricordati.
La contrattazione integrativa si svolgerà dall’1/9/2000 anche a livello
di istituzione scolastica ed il Dirigente Scolastico assumerà la
titolarità delle relazioni sindacali in base a quanto disposto dal D.
L.vo n. 59 del 6/3/98.
Per la complessità della materia e la pluralità delle categorie
interessate sarebbe opportuno che in questa attività il Dirigente fosse
affiancato dal Direttore dei servizi generali e amministrativi per le
specifiche competenze amministrative dello stesso.
Inoltre poiché per le figure professionali che, in posizione di elevata
responsabilità, svolgono compiti direzionali sono stabilite discipline
distinte nell’ambito dei contratti collettivi di comparto e, tenuto
conto che il profilo del Direttore dei servizi generali e amministrativi
ha questa configurazione, si chiede una distinta disciplina contrattuale
sia per gli aspetti normativi che per quelli economici.
Gli aspetti normativi sui quali
è necessario riaprire il confronto sono i seguenti:
-
– inquadramento giuridico del
Direttore dei servizi generali e amministrativi alla pari con il
Direttore Amministrativo di Accademie e Conservatori. Identico è il
tipo di reclutamento, quasi identico il profilo, uguale deve essere il
trattamento giuridico ed economico;
-
– il Direttore dei servizi
generali e amministrativi "ha alle sue dirette dipendenze il
personale ATA", pertanto gli dovranno essere assegnate le
seguenti competenze in materia di gestione di detto personale:
-
concessione di permessi, assenze e
ferie,
-
titolarità dell’azione
disciplinare e irrogazione di talune sanzioni: rimprovero verbale e
rimprovero scritto,
-
conferimento di incarichi per
attività aggiuntive;
-
– individuazione di una figura
intermedia fra il Direttore e gli assistenti amministrativi con
funzione vicaria del Direttore, per ovviare agli inconvenienti insorti
con l’attuale modalità che prevede tale incarico per il primo
risultato nella graduatoria delle funzioni aggiuntive degli assistenti
amministrativi;
-
– revisione delle modalità di
scelta delle funzioni aggiuntive che tengano conto di criteri
diversificati e non legati quasi esclusivamente ai titoli di studio
posseduti;
-
– inserimento nella disciplina
contrattuale del comparto scuola del personale ATA trasferito dagli
Enti Locali.
Quanto disposto dalla norma introdotta con l’art. 8 della L. 124 è
cosa complessa e delicata per i riflessi legati al rapporto di lavoro
e agli aspetti relazionali. Il personale suddetto ha diritto a
chiarezza, equità di trattamento ed al riconoscimento completo del
servizio precedentemente svolto;
-
– definizione di tabelle di
corrispondenza ai fini dell’inquadramento professionale e
retributivo nel caso di mobilità esterna al comparto, sia
obbligatoria che volontaria;
-
– previsione per il personale ATA
del diritto, già riconosciuto al personale direttivo e docente, di
usufruire di esoneri totali e parziali dal servizio per la
partecipazione a particolari commissioni e gruppi istituiti a livello
centrale o periferico a supporto del processo di autonomia e per la
rappresentanza di Associazioni professionali del settore;
-
– diritto ad una formazione in
servizio continua per tutti i profili ATA, ben calibrata rispetto alle
esigenze specifiche. Organizzazione di attività di aggiornamento che
tengano conto dei profili innovativi della riforma i cui fondi
necessari all’attuazione siano concessi soprattutto alle Scuole.
Per quanto attiene agli aspetti
economici dovrà essere recepito quanto segue:
-
– la struttura retributiva del
personale del comparto scuola può mantenere la vigente impostazione
che la vede distinta in trattamento fondamentale e trattamento
accessorio con opportuni correttivi dettati dalla necessità di
adeguare il tipo di prestazione alla retribuzione superando l’ingiusto
meccanismo delle anzianità che porta a retribuire in misura superiore
prestazioni professionali di rango inferiore.
Naturalmente le posizioni retributive di maggior favore resterebbero
attribuite come assegno ad personam non riassorbibile;
-
– in particolare per il Direttore
dei servizi generali e amministrativi si chiede l’inquadramento
economico del Direttore Amministrativo di Accademie e Conservatori
nelle fasce retributive raggiunte con l’anzianità di servizio di
responsabile amministrativo;
-
– in materia di trattamento
accessorio si propone per il Direttore dei servizi generali e
amministrativi l’istituzione di una retribuzione di posizione e di
una retribuzione di risultato.
La retribuzione di posizione e quella di risultato assorbono tutte le
competenze, le indennità e le attività aggiuntive. Si escluderebbe
così dalla partecipazione alla distribuzione del fondo di Istituto il
Direttore dei servizi generali e amministrativi, distribuzione gestita
in modo completamente diverso da ogni istituzione scolastica.
L’importo della retribuzione di posizione varia da un minimo ad un
massimo in base alle dimensioni e alla complessità dell’istituzione
scolastica.
La retribuzione di risultato viene corrisposta a seguito di
valutazione annuale i cui criteri vanno chiaramente individuati.
La retribuzione di posizione e di risultato sono collegate all’esercizio
effettivo della prestazione;
-
– adeguamento economico per
assistenti amministrativi e tecnici e per i collaboratori scolastici
in conseguenza delle maggiori responsabilità gestionali, dei maggiori
carichi di lavoro e del prolungamento del tempo scuola introdotti con
l’autonomia scolastica;
-
– necessità di una sostanziosa
rivalutazione di tutti i compensi per attività aggiuntive e di
allargamento delle indennità di lavoro notturno e festivo alla
totalità del personale scolastico che per varie esigenze deve
prestare servizio in quelle fasce orarie;
-
– istituzione del buono mensa per
il personale della scuola che effettua rientri pomeridiani nell’ambito
di una giornata lavorativa superiore alle otto ore. Nella P.A. solo il
personale della scuola è escluso da questo beneficio. I colleghi che
sono transitati dagli Enti Locali allo Stato e che effettuavano le
nostre stesse prestazioni hanno perso questa possibilità che
rappresentava una giusta integrazione al relativo servizio prestato
per un numero consistente di ore;
-
– la necessità di assoggettare i
compensi fondamentali al contributo figurativo del 118% come massimo
pensionabile ed escludere quindi i compensi accessori dalla ritenuta
contributiva e dal relativo conguaglio.
Riteniamo che le richieste avanzate
siano la logica conseguenza di quanto previsto dal citato comma 2 dell’art.
44 del CCNL del 26/5/99 e che il riconoscimento di quanto sopra
rappresentato contribuisca a porre le basi di un sistema nuovo di pensare
"la scuola" dove ogni operatore, a fronte di precise competenze
e responsabilità, abbia una retribuzione adeguata e trovi così la
propria motivazione e nel sentirsi indispensabile alla definizione,
attuazione e valutazione del progetto globale.