Al Ministro della P.I.
Ai gruppi parlamentari
della Camera dei Deputati e
del Senato della Repubblica
e p.c. Al Ministro delle Finanze
R O M A
Oggetto: Finanziamenti, organici e
autonomia
La nuova stagione dellautonomia
scolastica, che con il programma nazionale di sperimentazione previsto per la.s.
1999/2000 entra in una fase nevralgica particolarmente significativa, densa
dinteressanti novità ma anche molto impegnativa per le istituzioni scolastiche,
rischia di essere fortemente penalizzata dalla riduzione delle risorse finanziarie e
professionali.
Infatti, in applicazione delle norme contenute nella Finanziaria 1998 e nella Finanziaria
1999 (art. 40, c1 L. 449/97 e art. 29, c1 e seguenti L. 448/98) e degli atti di normazione
secondaria emanati dal Min. della P.I. (D.M. 93/99, Circolare Ministeriale 187/99 e D.M.
200/99) le scuole avranno meno personale e meno soldi.
Proprio quando sarebbero necessarie più risorse e meno vincoli, in conseguenza delle
nuove funzioni assegnate alle scuole, Parlamento e Governo introducono norme capestro, che
riducono le capacità progettuali e negoziali delle scuole.
Più autonomia e meno risorse è una contraddizione in termini che evoca la famosa
immagine delle " nozze con i funghi ".
Si continua inopinatamente a perseguire la strada delle "riforme a costo zero",
ben sapendo che una "riforma vera" per essere tale comporta inevitabilmente dei
costi.
Nel merito dei finanziamenti si formulano le seguenti specifiche osservazioni:
- con lapposizione del vincolo della capacità di
pagamento di fatto si introduce un sistema contabile di cassa che rende i bilanci delle
Istituzioni Scolastiche, disciplinati dalla regola della competenza, sostanzialmente una
finzione giuridica, atteso che non si potranno assumere impegni di spesa che non potranno
essere onorati con leffettivo pagamento;
- obbligando a detrarre le riscossioni non derivanti dal
bilancio dello Stato si compie unoperazione manifestamente illogica sul piano
tecnico-giuridico e lesiva della vera capacità di autonomia di quelle scuole che riescono
a reperire risorse al di fuori dei trasferimenti dello Stato.
Per quanto attiene gli organici il
contenuto del DM 200/99 palesa una manifesta superficialità e approssimazione,
probabilmente dovuta alla fretta con la quale si è voluto emanare questo provvedimento
contingente limitato alla.s. 1999/2000.
Dopo anni di colpevole ritardo rispetto ad un preciso obbligo legislativo (DL.vo 29/93) e
ad una obbiettiva esigenza di revisione si interviene in modo sostanzialmente irrazionale
ponendo in difficoltà Istituti Tecnici, Professionali e Direzioni Didattiche.
Non è più pensabile determinare il numero degli operatori delle singole IISS con
riferimento esclusivo al dato numerico delle classi, peraltro non definito in modo
omogeneo.
E giunto il tempo che la politica faccia con chiarezza le sue scelte strategiche,
assegnando a queste scelte le risorse necessarie per essere attuate.
Lautonomia "virtuale" non è una scelte strategica ma una presa in giro
inaccettabile che non migliorerà affatto il servizio istruzione.
Se la politica ritiene strategica la scelta di un servizio istruzione fondato sulla
autonomia funzionale delle istituzioni scolastiche deve essere su questo piano coerente e,
lo ripetiamo, assegnare in concreto le risorse necessarie.
E allora chiediamo alla politica e a chi la rappresenta sul piano governativo e
parlamentare di intervenire urgentemente con atti di sostanziale revisione delle norme
dianzi citate e di aprire un confronto vero con il sistema scolastico per definire le
condizioni adeguate al suo corretto funzionamento.
Si può fare, se si vuole si può anche senza contravvenire sostanzialmente al patto di
stabilità che può consentire eccezioni che confermano la regola .
Lì, 3 Settembre 1999
Il Presidente
Giorgio Germani |