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Comunicato 16/10/98


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Ultimo aggiornamento
01 settembre 2010

Comunicato stampa

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L’A.N.P., nella convinzione di poter gestire in maniera autarchico-assolutista la Scuola dell’Autonomia, getta la maschera e sentenzia che:

"i compiti del responsabile amministrativo, per importante che sia il suo ruolo nella scuola dell’autonomia, sono più propriamente da definire in sede contrattuale: andrebbero quindi eliminati i riferimenti attualmente presenti nel comma 3 dell’art. 16" (Schema di Regolamento su Autonomia didattica, organizzativa, amministrativa).

Avverso questa "pronuncia", così manifestamente illogica da non meritare sforzi argomentativi di confutazione, facciamo appello al buon senso e alla logica sistemica che debbono guidare la proposta del Ministro della P.I., la decisione governativa e l’espressione dei pareri parlamentari e del Consiglio di Stato.
Nell’A.N.P. emerge, ancora una volta, una bramosia di potere che rende chiaramente intelligibile una volontà di dominio senza freni.
L’accanimento contro la Direzione Amministrativa, certamente degna di miglior causa, è funzionale ad un disegno gerarchico tendente a porre il Dirigente Scolastico in una posizione di assoluta e inattaccabile supremazia.
La dirigenza dell’A.N.P. sa bene che la giusta e doverosa valorizzazione del "Capo dei Servizi di Segreteria" creerebbe di fatto, sul versante amministrativo e contabile, un alter ego con il quale sarà inevitabile, come già oggi è inevitabile, fare i conti per assicurare il buon andamento delle Istituzioni Scolastiche.

Se le Istituzioni, la politica, il Sindacato hanno ancora a cuore le sorti delle scuole italiane non possono e non debbono assecondare questo sciagurato disegno di governo monocratico.
Peraltro, per dirla con concetti giuridici ripresi dalla dottrina, il Dirigente Scolastico finché resta un "funzionario di carriera", non potrà che essere un rappresentante di volontà e non di interessi. E la volontà, ovvero la potestà di governo non può che appartenere ad organi collegiali, a meno che qualcuno non voglia sperimentare nelle scuole una forma di governo presidenziale, addirittura senza elezione.

All’A.N.P. rivolgiamo calorosamente l’invito a dismettere un atteggiamento di ostracismo ingiustificato e dannoso che se vincente condannerebbe le scuole italiane a situazioni negativamente conflittuali, Piaccia o non piaccia, a lor signori, noi siamo per posizione istituzionale e per competenze professionale dei "pari" e non dei "paria". Il malcelato desiderio di tornare al "mio segretario" rappresenta un’illusione che sarebbe bene abbandonare perché destinata a rimanere tale.
Contenuti e toni del presente intervento sono volutamente polemici, affinché sia chiaro che non siamo più disposti a subire veti e mortificazioni assolutamente ingiustificati. Sul merito dello schema di regolamento in materia di autonomia rinnoviamo le proposte emendative già contenute nello specifico documento dell’1 Ottobre 1998.


16 Ottobre 1998

Il Presidente
Giorgio Germani

 
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