Concorsone e dintorni:
tra proteste legittime e polemiche pretestuose
La buona riuscita dello
sciopero dei docenti del 17 febbraio u.s. ha galvanizzato oltremodo il
leader della Gilda che non perde occasione per lanciare strali polemici
nei confronti dei "segretari" che in verità non hanno più
questa denominazione, peraltro storicamente dignitosa, dall’ormai
lontano 1985.
Tanto furore teso a discreditare una categoria che ha sempre svolto
adeguatamente il proprio ruolo sarebbe certamente degno di miglior causa,
ma forse è pretesa eccessiva: i demagoghi non hanno "cause".
Ovviamente le gratuite e infondate polemiche dell’iroso sindacalista non
sono per noi motivo né di tormento né di preoccupazione, ma ci vediamo
costretti a qualche puntualizzazione a valere per l’opinione pubblica
che potrebbe essere indotta a valutazioni erronee in conseguenza di false
notizie.
E’ nostra opinione che
la protesta dei docenti sia legittima anche se tardiva rispetto al
contenuto delle norme contrattuali e ingiustamente rivolta contro un
Ministro che si è limitato ad applicare ciò che l’ARAN e le
organizzazioni sindacali, rappresentative della stragrande maggioranza del
personale scolastico, hanno convenuto in sede negoziale.
Quanto al merito di percorsi valutativi e selettivi legati a passaggi di
qualifica o incrementi retributivi di merito, teniamo a rinnovare la
nostra condivisione di fondo del principio sacrosanto che gli stessi
debbano essere conseguiti attraverso un serio e rigoroso accertamento di
professionalità.
Noi non abbiamo chiesto "promozioni sul campo" ma se queste
avvengono come prassi e regola imperante nella pubblica amministrazione
troveremmo discriminatorio essere trattati diversamente.
Per quel che concerne lo status giuridico e il trattamento economico ci
piace ricordare che i "segretari economi" hanno subito la
carriera del gambero se è vero, come è vero, che precedentemente ai
decreti delegati essi potevano raggiungere financo funzioni ispettive ed
una posizione parametrica più elevata di quella dei docenti (era
possibile arrivare alla stessa posizione dei Vice Provveditori agli
Studi).
Questa è storia; una
storia che forse il nostro sindacalista non conosce o finge di non
conoscere.
La rappresentazione di
una realtà che vedrebbe i segretari super pagati a danno dei docenti è
lontana dal vero, atteso che, ad una giusta indennità di amministrazione,
già prevista dal CCNL del 4/8/1995, fondata sulla complessità della
funzione e l’entità dei carichi di lavoro si contrappone uno stipendio
tabellare significativamente inferiore. La strada di affermare le proprie
ragioni denigrando gli altri non ha mai portato lontano e non è
certamente foriera di un clima positivo indispensabile per far funzionare
le scuole autonome.
Per quanto ci riguarda
continueremo a sostenere le nostre tesi, con profondo rispetto per quelle
altrui e per tutte le componenti della Scuola il cui contributo è
parimenti necessario per assicurare un servizio istruzione di qualità,
pena il rischio di mettere a repentaglio il mantenimento stesso di un
sistema statale di Pubblica Istruzione. Può non piacere ma nella scuola
dell’autonomia: didattica, organizzazione e amministrazione sono
elementi costitutivi aventi la stessa dignità, e le scuole saranno all’altezza
dei loro compiti se tutti questi elementi funzioneranno sinergicamente. |