Al Ministro della P.I.
Al Capo di Gabinetto M.P.I.
e p.c. Alle OO.SS. Comparto Scuola
Agli Organi di Informazione
Oggetto: Criteri
e modalità delle erogazioni di cassa alle Scuole e modalità attuative del monitoraggio
(Art. 29 L. 448/98 e D.M. 93/99).
La presente per sollecitare un confronto urgente in ordine agli
argomenti indicati in oggetto; confronto già richiesto con nota del 27 aprile u.s.
Lattenta rilettura del testo legislativo e del decreto di attuazione inducono a
ritenere che la diminuzione delle risorse finanziarie ed i vincoli alle capacità di
pagamento renderanno difficoltosa la nuova stagione dellautonomia. Proprio quando ci
sarebbe bisogno di più risorse e meno vincoli, in ragione dei maggiori poteri attribuiti
alle scuole, Parlamento e Governo introducono norme penalizzanti che ridurranno le
capacità progettuali e negoziali delle scuole.
Le ridotte capacità di pagamento determineranno effetti negativi di rilevante portata sia
per lofferta formativa curricolare che per quella extracurricolare. Sarà infatti
inevitabile che la capacità di pagamento verrà prioritamente rivolta alle spese di
personale ed a quelle strettamente necessarie al funzionamento ordinario.
Di ciò risentiranno gli acquisti di beni e servizi con impoverimento certo della qualità
del servizio e del mondo delle imprese che lavorano con le scuole; invece di aprirsi al
territorio e alla società civile le scuole saranno costrette a rientrare in una
situazione autoreferenziale dalla quale con tanto impegno stanno cercando di uscire.
Le norme in questione pongono a rischio anche il completamento del
programma di sviluppo delle tecnologie didattiche, poiché cè la possibilità
concreta che nellesercizio 1999 i finanziamenti afferenti la realizzazione del
programma non saranno erogati e, comunque, pur erogati potrebbero non essere utilizzati.
Così come si sono previste esclusioni ai vincoli di erogazione e di pagamento per altre
tipologie di finanziamenti statali (fondi della L. 440/97, fondi per gli esami di
maturità) sarebbe auspicabile anche lesclusione dei fondi per il completamento dei
progetti 1A e 1B.
Le stesse norme presentano contenuti oggettivamente truffaldini in
danno delle istituzioni scolastiche nella parte in cui determinano detrazioni che fanno
riferimento non ai pagamenti ma alle riscossioni non provenienti dal bilancio dello Stato.
In questo modo chi non ha interamente utilizzato in termini di pagamento risorse
provenienti da alunni, privati, enti locali si vede inopinatamente e senza giustificato
motivo ingiustamente penalizzato. Parlamento e Governo pongono così limiti non solo alla
capacità di utilizzo dei finanziamenti derivanti dal bilancio dello Stato ma anche a
quelli derivanti da riscossioni che nulla hanno a che vedere con il bilancio dello Stato e
che spesso sono frutto di una elevata capacità progettuale e relazionale delle scuole:
davvero un bellesempio di rispetto dellautonomia.
Taluni cosiddetti "esperti" puntano lindice contro le Scuole addebitando
loro una sostanziale incapacità di spesa in ragione del rilevante ammontare delle
giacenze di cassa. A questi "esperti" voglio dire che il dato è frutto di
perversioni del sistema non riconducibili a responsabilità delle scuole: da anni il saldo
delle erogazioni statali avviene a chiusura dellanno finanziario rendendo
materialmente impossibile il loro utilizzo, anzi a volte dette erogazioni avvengono nel
corso dellesercizio successivo; lattività delle scuole è cadenzata
sullanno scolastico e non sullanno solare ergo sarebbe più corretta una
misurazione delle giacenze di cassa al termine dellanno scolastico. Inoltre la
gestione contabile delle scuole è sempre stata guidata da sani principi di prudenza e di
accortezza nelluso dei mezzi finanziari; principi che hanno evitato alle scuole
nefaste situazioni di dissesto finanziario, disavanzo di amministrazione, debiti fuori
bilancio ben note ad altre amministrazioni pubbliche. Sarebbe molto triste dover
constatare che le "virtù" vengono penalizzate mentre i "vizi" vengono
sanati (ma daltronde non ci sarebbe da scandalizzarsi visto che questo è il paese
delle amnistie, degli indulti e dei condoni).
Le considerazioni tecniche e di merito che precedono vogliono
rappresentare un accorato appello per evitare che alle scuole sia attribuita
unautonomia "virtuale", il che richiede una profonda revisione delle norme
in parola. |