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Ultimo aggiornamento
04 febbraio 2012

Lettera al Ministro De Mauro Chi è il nuovo Ministro della P.I.

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Al Presidente del Consiglio dei Ministri – Roma

Al Ministro della Pubblica Istruzione – Roma

Oggetto:  Misure di politica scolastica.

Sig. Presidente, Sig. Ministro,

I governi e le maggioranze politico-parlamentari che hanno guidato l’Italia, in queste legislature, anche con il responsabile concorso delle opposizioni, hanno dedicato ai problemi della scuola una significativa attenzione.
Il risultato di questa attenzione è codificato in numerosi atti parlamentari e di governo che hanno consentito di definire:

  • l’autonomia scolastica e la riforma del Ministero;

  • la legge quadro del riordino dei cicli;

  • la legge quadro in materia di parità;

  • le riforme degli esami di Stato;

  • l’elevamento dell’obbligo scolastico e l’introduzione dell’obbligo formativo;

  • percorsi innovativi in materia di istruzione superiore non universitaria.

Grande merito per questo enorme lavoro, al termine del quale avremo un sistema istruzione radicalmente riformato e più moderno, deve essere riconosciuto all’on. Luigi Berlinguer che in questi anni ha condotto il dicastero di Viale Trastevere.
Perché l’opera avviata, e in buona misura definita, sia portata a compimento vi è bisogno, però, di un forte rilancio dell’azione riformatrice che in questi ultimi tempi taluni incidenti di percorso hanno rallentato.
In concreto e con specifico riferimento al corretto avvio “a regime” dell’autonomia sarà necessario:

  • verificare che i piani di dimensionamento nelle regioni inadempienti siano comunque definiti entro i termini della diffida già formalizzata, o con interventi sostitutivi;

  • definire, anche in via transitoria in attesa del riordino dei cicli, i curricoli delle scuole autonome, in attuazione dell’art. 8 D.P.R. 275/99;

  • emanare le regole per una nuova disciplina della contabilità delle istituzioni scolastiche autonome. Lo schema di decreto interministeriale diffuso nello scorso mese di dicembre 1999 necessita di profondi e significativi cambiamenti, anche alla luce del parere espresso dal Consiglio Nazionale della P.I. nella seduta del 14/3/2000 e di una e più attenta e rigorosa lettura del parere reso dal Consiglio di Stato nella seduta del 27/10/1999.

Nelle more di emanazione e di entrata in vigore della nuova disciplina sarebbe comunque urgente un provvedimento che consentisse l’utilizzo della dotazione finanziaria d’istituto senza vincoli di destinazione e l’abrogazione delle norme contenute nella “finanziaria 1999” che pongono vincoli alle capacità di pagamento e alle erogazioni di cassa. Come più volte ribadito e dimostrato la presenza di vincoli formali e sostanziali e una riduzione di fatto delle risorse finanziarie rappresentano una contraddizione in termini rispetto al principio e alla pratica dell’autonomia. E’ inutile conferire più poteri se poi l’esercizio degli stessi è impedito da lacci e lacciuoli;

  • presentare un disegno di legge di riforma degli organi collegiali delle scuole, come sollecitato dallo stesso Consiglio di Stato nel contenuto del parere sopra richiamato;

  • emanare una norma stralcio per evitare il trasferimento alle scuola di una massa enorme di pratiche arretrate, inerenti gli atti di gestione del personale, accumulata nei Provveditorati agli Studi;

  • abrogare le norme che prevedono riduzioni di organici;

  • assecondare il rinnovo del CCNL per il necessario adeguamento di istituti normativi ed aspetti economici alla piena attuazione dell’autonomia, con doverosi riconoscimenti per la dirigenza, la direzione amministrativa, le figure di sistema e quelle intermedie;

  • emanare il regolamento di attuazione della riforma dell’Amministrazione centrale e periferica, evitando il rischio di un neo-centrismo regionale ma anche senza indulgere nel mantenimento di strutture burocratiche non più necessarie.

Come è evidente si tratta di un lavoro impegnativo e complesso che certo non impressiona personalità di così elevato spessore professionale e culturale, anche se i termini temporali che ci separano dall’1/9/2000 sono ormai molto stretti.
Sulle tematiche indicate e su ogni altro argomento di interesse generale che riguarda il funzionamento del servizio istruzione, rinnoviamo la nostra disponibilità al dialogo e al confronto e avremmo piacere di poter incontrare personalmente il Signor Ministro.

Distinti saluti e buon lavoro.

Lì, 3 Maggio 2000

IL PRESIDENTE
(Giorgio Germani)

 
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