Al Presidente del Consiglio dei
Ministri – Roma
Al
Ministro della Pubblica Istruzione – Roma
Oggetto:
Misure di politica scolastica.
Sig. Presidente, Sig.
Ministro,
I governi e le
maggioranze politico-parlamentari che hanno guidato l’Italia, in queste
legislature, anche con il responsabile concorso delle opposizioni, hanno
dedicato ai problemi della scuola una significativa attenzione.
Il risultato di questa attenzione è codificato in numerosi atti
parlamentari e di governo che hanno consentito di definire:
-
l’autonomia
scolastica e la riforma del Ministero;
-
la legge quadro
del riordino dei cicli;
-
la legge quadro
in materia di parità;
-
le riforme degli
esami di Stato;
-
l’elevamento
dell’obbligo scolastico e l’introduzione dell’obbligo formativo;
-
percorsi
innovativi in materia di istruzione superiore non universitaria.
Grande merito per
questo enorme lavoro, al termine del quale avremo un sistema istruzione
radicalmente riformato e più moderno, deve essere riconosciuto all’on.
Luigi Berlinguer che in questi anni ha condotto il dicastero di Viale
Trastevere.
Perché l’opera avviata, e in buona
misura definita, sia portata a compimento vi è bisogno, però, di un
forte rilancio dell’azione riformatrice che in questi ultimi tempi
taluni incidenti di percorso hanno rallentato.
In concreto e con specifico riferimento al corretto avvio “a regime”
dell’autonomia sarà necessario:
-
verificare che i
piani di dimensionamento nelle regioni inadempienti siano comunque
definiti entro i termini della diffida già formalizzata, o con
interventi sostitutivi;
-
definire, anche
in via transitoria in attesa del riordino dei cicli, i curricoli delle
scuole autonome, in attuazione dell’art. 8 D.P.R.
275/99;
-
emanare le regole
per una nuova disciplina della contabilità delle istituzioni
scolastiche autonome. Lo schema di decreto interministeriale diffuso
nello scorso mese di dicembre 1999 necessita di profondi e
significativi cambiamenti, anche alla luce del parere
espresso dal Consiglio Nazionale della P.I. nella seduta del
14/3/2000 e di una e più attenta e rigorosa lettura del parere
reso dal Consiglio di Stato nella seduta del 27/10/1999.
Nelle more di
emanazione e di entrata in vigore della nuova disciplina sarebbe comunque
urgente un provvedimento che consentisse l’utilizzo della dotazione
finanziaria d’istituto senza vincoli di destinazione e l’abrogazione
delle norme contenute nella “finanziaria
1999” che pongono vincoli alle capacità di pagamento e alle
erogazioni di cassa. Come più volte ribadito e dimostrato la presenza di
vincoli formali e sostanziali e una riduzione di fatto delle risorse
finanziarie rappresentano una contraddizione in termini rispetto al
principio e alla pratica dell’autonomia. E’ inutile conferire più
poteri se poi l’esercizio degli stessi è impedito da lacci e lacciuoli;
-
presentare un
disegno di legge di riforma degli organi collegiali delle scuole, come
sollecitato dallo stesso Consiglio di Stato nel contenuto del parere
sopra richiamato;
-
emanare una norma
stralcio per evitare il trasferimento alle scuola di una massa enorme
di pratiche arretrate, inerenti gli atti di gestione del personale,
accumulata nei Provveditorati agli Studi;
-
abrogare le norme
che prevedono riduzioni di organici;
-
assecondare il
rinnovo del CCNL per il necessario adeguamento di istituti normativi
ed aspetti economici alla piena attuazione dell’autonomia, con
doverosi riconoscimenti per la dirigenza, la direzione amministrativa,
le figure di sistema e quelle intermedie;
-
emanare il
regolamento di attuazione della riforma dell’Amministrazione
centrale e periferica, evitando il rischio di un neo-centrismo
regionale ma anche senza indulgere nel mantenimento di strutture
burocratiche non più necessarie.
Come è evidente si
tratta di un lavoro impegnativo e complesso che certo non impressiona
personalità di così elevato spessore professionale e culturale, anche se
i termini temporali che ci separano dall’1/9/2000 sono ormai molto
stretti.
Sulle tematiche indicate e su ogni altro argomento di interesse generale
che riguarda il funzionamento del servizio istruzione, rinnoviamo la
nostra disponibilità al dialogo e al confronto e avremmo piacere di poter
incontrare personalmente il Signor Ministro.
Distinti saluti e buon
lavoro.
Lì, 3 Maggio 2000
IL PRESIDENTE
(Giorgio Germani) |