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| Rinnovamento
della scuola: dirigenza ma non solo, perché non basta |
La "voglia" di questa breve nota nasce dalla lettura di un articolo del Direttore Generale del M.P.I., dr. Alfonso Rubinacci, apparso su "Il Sole 24 Ore" in data odierna. Con tutto il rispetto personale e istituzionale nei riguardi dellautorevole articolista, debbo esprimere sostanziale dissenso in ordine allassunto che "è sulla qualità della dirigenza scolastica che poggia in massima parte il successo del rinnovamento della scuola e la sua capacità di reggere il confronto con i sistemi di formazione dei Paesi europei più avanzati". Piaccia, o no ai neofiti degli assetti organizzativi fondati sul
"verticismo" nessuna organizzazione complessa (e le istituzioni scolastiche lo
sono) può fondarsi sulle capacità e competenze di un solo soggetto, per
"potente" e "bravo" che sia. Le scuole hanno bisogno di una dirigenza adeguata, di una docenza professionale, di una amministrazione interna competente. Mi auguro che la doverosa e giusta attenzione rivolta ai Capi di Istituto, in termini di riconoscimenti giuridici (cui seguiranno inevitabilmente quelli economici) e di qualificata attività di formazione in servizio, coinvolga anche i docenti ed il personale amministrativo e tecnico, con particolare riguardo per il Capo dei Servizi di Segreteria in ragione della delicatezza dei suoi compiti e funzioni. Da anni lAssociazione che ho
lonere e lonore di dirigere reclama il doveroso riconoscimento della carriera
direttiva, formula richieste e avanza proposte per una formazione di qualità, ricevendo
dalla politica, dallamministrazione e in parte dallo stesso sindacato risposte
inadeguate. Il Direttore Rubinacci, dallalto
della sua professionalità e della sua esperienza, non può non sapere che solo una
pluralità di contributi può realizzare un servizio di qualità, altrimenti
linsuccesso è sicuro. |
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Il Presidente
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