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21-22 Marzo 2003

Congresso CIDA


21/03/2001

Giorgio Rembado è, da stasera, il nuovo presidente della CIDA.
Il congresso della più grande confederazione italiana di dirigenti e alte professionalità di tutti i settori, pubblici e privati, ha posto oggi al vertice della CIDA un dirigente pubblico, espressione della dirigenza delle scuole.
L'Anquap, rappresentata da Giorgio Germani al Congresso CIDA, è lieta di dare questo annuncio, insieme all'Anp.
Al Presidente Rembado i nostri migliori auguri di buon lavoro.

La CIDA ha assunto, dopo le modifiche statutarie, la denominazione di "Confederazione italiana dei dirigenti e delle alte professionalità".

Relazione programmatica
di Giorgio Rembado

La CIDA verso il Congresso

Le alte professionalità protagoniste
di un sistema Paese più competitivo

comunicato stampa

La CIDA – la Confederazione Italiana dei Dirigenti di Azienda - organizza per il 21 e 22 marzo prossimi a Roma (presso l'Auditorium Manlio Germozzi, Via di S.Giovanni in Laterano n. 152) un'Assemblea congressuale che segnerà una profonda trasformazione della Confederazione come soggetto di rappresentanza sindacale.

“Con questo appuntamento – afferma Cesare Manfroni, Presidente uscente della CIDA – che avrà come slogan “Le alte professionalità protagoniste di un sistema Paese più competitivo”, la Confederazione intende rilanciare il suo ruolo sindacale di riferimento e aggregazione non solo per la categoria dirigenziale, della quale detiene la rappresentanza da più di cinquant'anni, ma anche per tutto il mondo delle alte professionalità, quali i professionisti del settore pubblico e privato, i quadri, i lavoratori autonomi ad elevata qualificazione; in una parola quei ceti medio-alti che, con la dirigenza, condividono una serie di valori: la conoscenza, la responsabilità, il merito e il rischio.”

Nella giornata di Venerdì 21 marzo sarà approvato il nuovo Statuto e verranno rinnovate le cariche sociali. Il giorno successivo, Sabato 22, si svolgerà una Tavola rotonda che sarà introdotta da una prolusione di Giuseppe De Rita, sul tema "Dalla politica all'economia, dalle Istituzioni pubbliche alle organizzazioni sociali: una classe dirigente per un sistema Paese più competitivo". Ad essa interverranno rappresentanti del Governo, delle forze politiche, imprenditoriali e delle principali parti sociali.

“Sarà questa l'occasione – prosegue Manfroni – per rilanciare il ruolo di protagonista delle alte professionalità in tutte le sedi nelle quali si affrontano temi istituzionali, economici e sociali: organizzazione dello Stato; scuola; sanità; ricerca scientifica; innovazione tecnologica; formazione professionale; sburocratizzazione dello scenario normativo nel quale si muove, con grande difficoltà, l'impresa italiana. Secondo la CIDA è urgente altresì far ripartire gli investimenti nel sistema delle grandi infrastrutture sia nell'ambito della mobilità (autostrade, porti, ferrovie, cabotaggio) che nell'ambito metropolitano con la creazione di grandi centri direzionali; vanno inoltre prese iniziative per la tutela e la valorizzazione dell'ambiente e dei centri storici e per il risanamento delle periferie urbane più degradate. Altrettanto importanti sono le battaglie per eliminare la miseria, le ingiustizie sociali e quella per sconfiggere il terrorismo che è costato alla dirigenza un alto tributo di sangue. In un mondo dove libertà e democrazia non siano più un privilegio di pochi!”

Il Congresso sarà l'occasione, inoltre, per riaffermare il tema della partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese per dare finalmente attuazione ad un preciso dettato costituzionale.

In ambito europeo, poi, all'allargamento dell'Unione verso i Paesi dell'Est devono accompagnarsi politiche finalizzate alla valorizzazione della funzione strategica dell'area mediterranea, nella quale l'Italia deve svolgere più incisivamente il suo naturale ruolo propulsivo.

“Si tratterà quindi di un appuntamento impegnativo, - conclude Manfroni – che non solo vuole segnare una svolta organizzativa per la CIDA, ma che intende affermare e sviluppare il concetto del management come attore protagonista per consentire al Paese di competere con successo nell'ambito della globalizzazione.”

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14 Marzo 2003

Addio Sandro Gigliotti

Necrologio

All'età di 56 anni, è mancato improvvisamente Sandro Gigliotti.
Era stato, alla fine degli anni '80, uno dei fondatori della Gilda degli Insegnanti.
Dopo la sua uscita dalla Gilda, nel 2000, aveva fondato una nuova associazione professionale, l'Apef, recentemente apparentatasi all'ANP.


Improvvisamente, è mancato Sandro Gigliotti. In queste occasioni, di solito, si indulge alla commemorazione della figura di chi ci ha lasciato, delle sue idee, delle sue opere: né mancherebbero certo cose da dire e da ricordare di una vita intensa e combattuta fino all'ultimo giorno.
Ma di lui vogliamo rammentare soprattutto la decisione con cui si è sempre battuto per una prospettiva di modernizzazione e crescita della scuola italiana; la rivendicazione della dignità per la funzione docente, intimamente legata ad una visione anticipatrice, che coniugava insieme responsabilità, deontologia, carriera; il coraggio di irrompere nello stagnante panorama sindacale italiano con proposte innovative e dal carattere fortemente carismatico, come dimostra la sua storia passata, recente e recentissima.
Proprio per questo ci mancherà: perché ci eravamo appena ritrovati - noi e la sua APEF - quasi naturalmente, su un progetto ed un impegno, ancora una volta, di grande portata innovativa: l'affermazione di un nuovo soggetto sindacale, capace di coniugare i valori della competenza e della responsabilità, del merito e del rischio, comuni alla dirigenza ed alle alte professionalità, alleate per lo sviluppo della scuola e dell'intero sistema paese.
Nel suo ricordo, confermiamo il nostro impegno perché la sua idea, la nostra idea, divenga realtà.

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12 Marzo 2003

Riforma della scuola

Il cammino della riforma della scuola

Disegno di legge n. 3387
Testo approvato dalla Camera dei Deputati il 18 Febbraio 2003
Testo approvato dal Senato il 12 Marzo 2003
(File Word)
 

Via libera alla riforma della scuola
Il Senato della Repubblica ha approvato in via definitiva il testo del Disegno di Legge Delega. L'attuazione della riforma sarà graduale, ma già dal prossimo anno scolastico sarà consentito l'anticipo delle iscrizioni alla scuola dell'infanzia e alla prima classe della scuola primaria.

L'intenzione, ora, è continuare a coinvolgere docenti, famiglie e studenti nel processo di riforma, così come già fatto nel corso degli Stati Generali del 2001, per conseguire il massimo livello di condivisione. La legge prevede 24 mesi di tempo per definire i decreti di attuazione: l'obiettivo è accelerare i tempi, almeno per quei provvedimenti che avranno effetto già sul prossimo anno scolastico.
>> Dettagli (Link al sito Miur)

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5 Marzo 2003

Riconoscimento anzianità

ATA ex EELL

Riceviamo
& pubblichiamo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nota ARAN
del 27/02/2003

VINTE LE PRIME DUE BATTAGLIE GIUDIZIARIE ANCHE NELLA REGIONE CAMPANIA

Oggi il Giudice del Lavoro del Tribunale di Nola (NA) ha dato ragione  a 14 lavoratori del Liceo Scientifico Statale "E. Medi" di Cicciano (NA) (R,G, Lavoro n° 716/02) ) ed a 5 lavoratori del  Liceo Scientifico Statale "E. Torricelli" di Somma Vesuviana (NA) (R.G. Lavoro n° 747/02) che avevano intentato causa contro il MIUR. Sono state accolte le domande proposte dagli ATA trasferiti, ope legis, dagli Enti Locali allo Stato relative al riconoscimento integrale, anche ai fini economici, dell'anzianità di servizio maturata alle dipendenze dell'Ente Locale di provenienza (nella fattispecie trattasi dell'Amministrazione Provinciale di Napoli).
In pratica, con decorrenza Gennaio 2000 viene affermato il diritto acquisito per legge con tutte le conseguenze economiche e giuridiche, che era stato invece cancellato con l'accordo tra ARAN e OO.SS. del 20/7/2000. Viene così riconosciuto il diritto alla ricostruzione di carriera (e non al semplice inquadramento temporizzato) in base a tutta l'anzianità di servizio effettivamente maturata al 31/12/1999 (data del transito).
Tra breve in provincia di Napoli e Caserta verranno emesse altre sentenze dalle Sezioni Lavoro dei Tribunali di Torre Annunziata (NA) e S. Maria Capua Vetere (CE), dove sono stati depositati analoghi ricorsi.
Il  MIUR deve inquadrare il personale ex EE.LL. applicando integralmente l'art. 8 della legge 124/99; le OO.SS. cercano di addolcire la pillola per aver sottoscritto l'accordo del 20 luglio 2000 adducendo a loro scusante il fatto che la legge 124/99 era priva della copertura finanziaria in quanto il legislatore aveva previsto che il transito fosse a "costo zero".
Dopo le manifestazioni di soddisfazione per aver sottoscritto nell'aprile del 2000 l'accordo truffa con l'ARAN, dopo le decine di sentenze di Giudici di tutta Italia le OO.SS. firmatarie di quell'accordo stanno lasciando intendere ai lavoratori che le sentenze favorevoli sono il frutto di proprie iniziative a conferma delle loro tesi e della bontà dell'accordo.
Ma le tesi sono quelle che si sostengono al tavolo delle trattative, non quelle che si propinano ai lavoratori, dopo aver firmato l'esatto contrario. Occorre che le OO.SS. abbandonino la logica della doppia verità, una in pubblico (da sostenere con la base dei lavoratori) ed una in privato (da sostenere con l'ARAN): LA VERITA' E' UNA: i lavoratori nel transito dagli Enti Locali allo Stato sono stati pesantemente penalizzati in termini economici. Questa è l'unica, pura, semplice e sacrosanta verità da sostenere in pubblico con i lavoratori ed al tavolo delle trattative.

F.to Avv. Carlo Boerio
Direttore SGA ITCS "G. Filangieri"
Frattamaggiore (NA)
Tel 081/8363128 - Fax 081/836207
E-mail: boeriocarlo@libero.it


Al Giudice del Lavoro presso il Tribunale di MILANO

Oggetto: ordinanza 21.01.03, G.L. dott. Chiavazza – Cause riunite n. 2 182/02 3 5595/02 - xxx e xxx

Con l’ ordinanza in oggetto è stata rimessa a quest’Agenzia, ai sensi dell’art. 64 del D.lgs. n. 165/2001, una questione di validità dell’art. 3, comma 1, dell’Accordo 20 luglio 2000, il quale, riferendosi al personale transitato dal comparto Regioni ed Autonomie locali al comparto Scuola per effetto della legge n. 124/1999, prevede che “….ai suddetti dipendenti viene attribuita la posizione stipendiale, tra quelle indicate nell’allegata tabella B, d’importo pari o immediatamente inferiore al trattamento in godimento al 31 dicembre 1999…”, senza alcun riferimento all’anzianità di servizio maturata presso l’Ente locale di provenienza, anzianità pur espressamente indicata dall’art. 8 della legge 3 maggio 1999, n. 124. Di qui la richiesta di interpretazione autentica del citato Accordo, richiesta per altro formulata, sul medesimo argomento, anche da altri Giudici del Lavoro.

L’Agenzia, in data 13 febbraio u.s., ha convocato le Organizzazioni sindacali firmatarie del citato Accordo del 20 luglio 2000, le quali hanno tuttavia unanimemente ritenuto, nella circostanza, di non dover procedere ad ulteriori pronunce o interpretazioni rispetto al testo letterale dell’Accordo, e ciò per effetto di due considerazioni:

1)   la questione posta attiene, come precisato, ad un Accordo, che trova fondamento non nella contrattazione collettiva prevista dal d.lgs. n. 29/93 o dal successivo d.lgs. n. 165/2001, ma nell’art. 3 del decreto interministeriale n. 184 del 23.07.1999 (all. 1). L’Accordo in parola, pertanto, non è atto di natura  contrattuale ai sensi dei richiamati decreti legislativi, ma è finalizzato esclusivamente a consentire un primo inquadramento di tale personale nel comparto Scuola. Ciò è dimostrato dalla circostanza che per il suo recepimento si è reso necessario un ulteriore decreto interministeriale in data 5 aprile 2001 (all. 2);

2)   diversi e definitivi inquadramenti del personale stesso trovano dunque eventuali ragioni non in norme contrattuali, che infatti non esistono, ma nella legge n. 124/1999. Quest’ultima, peraltro, non fa riferimento a fondi contrattuali per il proprio finanziamento, sì che può escludersi un qualsiasi potere delle parti firmatarie dell’Accordo sia nell’utilizzazione di risorse finanziarie sia nell’interpretazione o nella mancata applicazione di norme che non hanno, appunto, natura e fondamento contrattuale.

Su tali valutazioni, quest’Agenzia ritiene di poter pienamente concordare.

IL PRESIDENTE
Guido Fantoni

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4 Marzo 2003

Organici 2003/2004

Concertazione

Nel corso dell’incontro odierno al MIUR è stata verificata l’impossibilità di giungere ad una condivisione in merito ai criteri di definizione degli organici del personale docente per l’anno scolastico 2003/04.
E’ stato quindi sottoscritto un verbale con cui si prende atto dell’impossibilità di giungere ad un accordo nonostante alcune parziali disponibilità messe in atto dall’Amministrazione.  Al verbale è allegata la dichiarazione dell’Amministrazione medesima cui si aggiungeranno le dichiarazioni, in corso di definizione a livello unitario, delle OOSS.

VERBALE DI CONCERTAZIONE

Il giorno 4 marzo 2003, alle ore 10.00, presso il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, il Direttore del Dipartimento per i servizi nel territorio, dott. Pasquale Capo, e il Direttore generale del personale della Scuola e dell'Amministrazione, dott. Antonio Zucaro, in rappresentanza dell'Amministrazione, e le organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL e SNALS sottoscrivono il presente verbale sugli esiti della concertazione - richiesta dallo SNALS in data 13 febbraio 2003 e a cui hanno aderito le altre organizzazioni sindacali - riguardante i criteri di definizione delle dotazioni organiche del personale docente per l'anno scolastico 2003/04.

PREMESSO

che l'Amministrazione ha fornito la prevista informativa in materia di criteri per la definizione degli organici del personale docente negli incontri con le suddette organizzazioni sindacali tenutisi nei giorni 9, 15, 22 e 28 gennaio, 5 e 12 febbraio 2003, mettendo a disposizione delle medesime, in ogni incontro, la documentazione sui criteri che assumerà per la determinazione delle consistenze di organico, per la ripartizione delle stesse tra i diversi ambiti regionali, nonché su alcuni criteri generali riguardanti la formazione delle classi;

SI DA’ ATTO

che dal confronto non è emersa possibilità di accordo e si allegano le differenti posizioni dell'Amministrazione e delle organizzazioni sindacali.

Per l'Amministrazione:
Dott. P. Capo

Le Organizzazioni Sindacali
CGIL Scuola
CISL Scuola
UIL Scuola
SNALS


Dichiarazione dell'Amministrazione

Premesso che la legge 28 dicembre 2001, n. 448, (finanziaria 2002), prevede una riduzione dei posti di insegnamento nel triennio 2002/2003, 2003/2004 e 2004/2005 di complessive 33.847 unità delle quali 12.651 per l'anno 2003/2004, tale riduzione è prioritariamente finalizzata alla razionalizzazione dell'organizzazione dei servizi scolastici e formativi ed all'elevazione del rapporto docenti/alunni; ne consegue che il reinvestimento dei risparmi per la "valorizzazione professionale del personale docente della scuola" assume un valore sequenziale e subordinato.
Dalle suesposte considerazioni deriva che la “valutazione politica circa la non obbligatorietà del raggiungimento dell’obiettivo di riduzione dei 12.651 posti previsti dalla legge finanziaria 2002 rinunciando ai relativi risparmi” è preclusa a questa Amministrazione.
D'altra parte questo Ministero, sia pure indirettamente, ha corrisposto in termini positivi alla prospettata esigenza di contenere l'incidenza della riduzione dei posti avendo adottato meccanismi e correttivi che consentono di raggiungere, sia pure parzialmente tale finalità.
In effetti, la riduzione del numero dei posti viene assorbita in parte dal previsto decremento degli alunni, in parte da una bilanciata distribuzione di tale riduzione tra l'organico di diritto e le situazioni di fatto, in parte intervenendo suoi posti derivanti da modelli organizzativi normativamente superati, il cui mantenimento non sarebbe più giustificato (organico funzionale nelle scuole secondarie), in parte, infine, attingendo alla quota dei posti della scuola elementare che concorrono ad arricchire l'offerta formativa e perciò non incidono sul numero delle classi.
Inoltre, non sono stati modificati i parametri per la costituzione delle classi, fatta salva l'adozione di un criterio più rigoroso nella formazione della prima classe delle sezioni staccate monocorso e degli indirizzi di studio monocorso e l'introduzione del divieto di articolare le prime classi con gruppi di alunni di diversi indirizzi di studio.
E' appena il caso di far presente che la prevista abrogazione della legge n. 9/99 comporterà un ulteriore calo della scolarità nella scuola secondaria superiore; circostanza questa che fa ritenere che gli interventi sugli organici potranno trovare ulteriori fisiologiche compensazioni.
Quanto alle eccezioni di incompatibilità della figura del collaboratore vicario con l'attuale assetto normativo (e in particolare con la nuova disciplina riferita alla istituzione della dirigenza scolastica) e alla possibilità di mitigare gli interventi di riduzione degli organici attraverso una economia di posti derivante dalla soppressione o dalla riduzione degli esoneri dall'insegnamento, l'Amministrazione conviene sulla necessità di un complessivo approfondimento ed esame della materia ai fini di una sua ridefinizione (ciò anche in previsione di un'imminente e completa riforma degli organi collegiali della scuola e della creazione della vice dirigenza prevista dalla legge "Frattini", la n. 145/2002): al riguardo è stato interessato l'Ufficio Legislativo per l'acquisizione di indicazione in ordine all'ulteriore seguito da dare alla questione. Attualmente non esistono, tuttavia, le condizioni perché la questione stessa possa essere risolta in tempi compatibili con le scadenze connesse alla determinazione degli organici di diritto.
Riguardo al rapporto e alle modalità di raccordo della procedura di definizione degli organici con l'avvio della riforma degli ordinamenti scolastici, l'Amministrazione, fermo restando che gli eventuali, connessi interventi saranno tempestivamente sottoposti alle Organizzazioni Sindacali, fa presente che le due situazioni vanno tenute operativamente distinte anche se tra loro logicamente e concettualmente connesse: infatti, le risorse da destinare alla riforma si legano a verifiche e valutazioni che saranno possibili solo dopo l'eventuale riapertura delle iscrizioni e, pertanto, in data successiva all'avvio delle operazioni di quantificazione degli organici. Ad ogni buon fine si fa rilevare che la legge prevede un apposito finanziamento destinato all'eventuale incremento dei posti.
Con riguardo alla formazione delle classi, la prima classe di sezione staccata, scuola coordinata, sezione di diverso indirizzo e specializzazione funzionanti con un solo corso può costituirsi solo a condizione che il numero degli alunni iscritti sia di almeno 20. Nel caso in cui il numero delle domande di iscrizione sia insufficiente per la costituzione di una classe, il competente Consiglio di istituto stabilisce i criteri di redistribuzione degli alunni tra i diversi corsi di studio funzionanti nella stessa scuola, ferma restando la possibilità degli alunni stessi di chiedere l'iscrizione ad altri istituti in cui funzioni la sezione, l'indirizzo di specializzazione o la sperimentazione richiesti. Viene eliminata l'espressione usata nei documenti precedenti che fa riferimento ad analoga distribuzione degli alunni nell'eventualità di iscrizioni in eccesso.
Per quanto riguarda la riconduzione delle cattedre a 18 ore si precisa che nella scuola media, atteso che le cattedre di orario inferiore sono di regola presenti solo nel tempo prolungato, al fine di garantire gli spazi di flessibilità che tale forma di organizzazione scolastica richiede nonché la presenza alla mensa dei docenti, la riconduzione a 18 ore sarà operata utilizzando soltanto eventuali spezzoni di orario residui.
Per quanto riguarda la richiesta salvaguardia delle titolarità sulle cattedre esterne, si fa presente che tale salvaguardia sarà garantita una volta soddisfatte le esigenze di completamento a 18 ore delle cattedre interne.

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3 Marzo 2003

Basta !

Istruzioni per l'iscrizione

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26 Febbraio 2003

Presidi incaricati

Indennità di
Direzione

Associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola

Al Capo Dipartimento MIUR
Dott. Pasquale Capo

Al Direttore del Servizio per
gli Affari Economico-Finanziari
dott. Maria Domenica Testa

Al Direttore del Personale
Dott. Antonio Zucaro

Viale Trastevere 76/a 00153 Roma

oggetto: indennità di direzione presidi incaricati.

Da informazioni pervenute alla scrivente Associazione, risulta che alcune direzioni regionali stanno mettendo in dubbio il diritto dei presidi incaricati a percepire, oltre all'indennità di incarico superiore, anche l'indennità di direzione. La motivazione di tale convincimento consisterebbe, secondo i predetti uffici, nel fatto che da una parte l'indennità di direzione è stata abolita dal CCNL/02 dell'Area V, e contestualmente sostituita dalla retribuzione di posizione, e dall'altra che il programma annuale non prevede un'apposita voce di bilancio.
Si tratta, ovviamente, di motivazioni del tutto pretestuose e prive di qualsiasi fondamento.
Infatti, il programma annuale può essere opportunamente integrato inserendo accanto alla voce “indennità di amministrazione” anche quella relativa all'”indennità di direzione” per i presidi incaricati. Quanto al resto si deve ricordare che:
 

  • il CCNL/02 dell'Area V, nulla ha innovato (né poteva farlo) per i presidi incaricati , i quali continuano ad essere regolati sul piano retributivo dal CCNL/95 e successivi del Comparto Scuola. Dunque, per quanto riguarda la loro indennità di direzione, rimangono pienamente in vigore gli articoli 75, CCNL/95, e 21, CCNL/99, nonché l'art.33, CCNI/99, con annessa Tabella “B”;

  • correttamente, quindi, le Direzioni Provinciali del Tesoro continuano a riconoscere ai presidi incaricati nella retribuzione mensile la parte fissa dell'indennità di direzione;

  • il CCIN/02 dell'Area V, ai fini della costituzione di Fondi regionali da utilizzare per la retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti, ha conteggiato unicamente le risorse spettanti al personale dirigente (9.959 unità) e non anche quelle dei presidi incaricati, che sono rimaste, dunque, intatte. Pertanto, deve essere loro riconosciuta anche la parte variabile di detta indennità.

Allo scopo di garantire la corretta applicazione della normativa contrattuale vigente in relazione all'oggetto e a tutela dei diritti dei presidi incaricati, si chiede un intervento delle SS.LL. per uniformare i comportamenti degli Uffici Scolastici Regionali.

Distinti saluti.

F.to Giorgio Rembado
Presidente nazionale Anp

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14 Febbraio 2003

Sciopero ?

CCNL
2002-2005


Il vero Ministro
dell'Istruzione

I sindacati scuola Cgil, Cisl, Uil e Snals-Confsal hanno dichiarato lo stato di agitazione di tutto il personale della scuola ed hanno avviato le procedure previste per la proclamazione dello sciopero.
Il mondo della scuola protesta perché, con il contratto scaduto da quattordici mesi, il governo non ha ancora creato le condizioni per la sua chiusura.
In particolare, dopo l’impegno assunto il 20 dicembre 2002 dal Ministro Moratti sulla quantificazione delle risorse da destinare alla valorizzazione professionale del personale docente ed ata, in relazione a quanto previsto dalla Legge Finanziaria, a tutt’oggi non è stata ancora data da parte del governo effettiva disponibilità al loro utilizzo.
L’obiettivo dei sindacati scuola Cgil, Cisl, Uil e Snals - Confsal è la rapida chiusura del contratto in base agli accordi intervenuti tra le parti e alla disponibilità di risorse previste dalla Legge Finanziaria.
In questo quadro il Contratto di lavoro dovrà:

  • Dare certezza di stato giuridico a tutto il personale

  • Garantire la difesa del potere d’acquisto delle retribuzioni ferme al 2001;

  • Valorizzare le professionalità del personale docente ed ata;

  • Dare certezza alle relazioni sindacali a tutti i livelli a partire da quello di scuola.

Altri motivi centrali dell’azione di protesta riguardano la mancata immissione in ruolo del personale docente ed ata ed i tagli alla spesa e agli organici.
Già dai prossimi giorni i sindacati scuola, in caso di esito negativo del tentativo di conciliazione, attiveranno iniziative di lotta e di protesta articolate per dare voce al disagio della categoria.
Nell’ambito di tali iniziative, che proseguiranno fino alla firma del contratto, i sindacati scuola proclameranno uno sciopero generale di tutto il personale per il giorno 24 marzo 2003.

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13 Febbraio 2003

Rappresentanza Vicari

Protocollo
d'intesa

Associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola

E' stato sottoscritto ieri tra l'Anp - rappresentata dal presidente nazionale Giorgio Rembado - e l'ANVI - l'Associazione Nazionale dei Collaboratori Vicari, rappresentata dalla sua presidente nazionale Flavia De Vincenzi - un protocollo d'intesa con la finalità di pervenire al riconoscimento del ruolo e alla valorizzazione della funzione dei docenti vicari. Il protocollo prevede l'assunzione, da parte dell'Anp, della rappresentanza sindacale esclusiva degli iscritti all'ANVI.

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