28.000.000 +   
Contatore Sito
Bpath Contatore

Visitatori dal 31/10/1998
Utenti connessi:

FNADA News
Bollettino telematico

Audio News dal Governo
n. 12 del 29 Marzo 2011

ANNO XIV

Precedente ] Su ] Successiva ]

Clicca qui per visitare il sito dell'Anquap - Il portale dei quadri pubbliciTorna alla pagina iniziale di FNADA Web
Ultimo aggiornamento
01 giugno 2013

Rendi FNADA Web la tua home page FNADA Web

Ricerche nel sito FNADA  Cerca nel sito Istruzione

FNADA News
Bollettino telematico

RUBRICHE
ASSISTENTI AMM.VI
SERVIZI redazionali
Ultime disposizioni
Contributi professionali
Contributi dei visitatori
Documenti
Associazioni Regionali e Provinciali aderenti alla FNADA
Archivio storico FNADA
nel sito www.anquap.it
Strutture ANQUAP
Documenti ANQUAP
Archivio storico ANQUAP
Comparto Ministeri

Progetto FNADA Web
Copyright ©
1998 - 2012

Webmaster
libero.dileo@fnada.it

Seguici su Facebook

 

 

Gennaio Febbraio Marzo
Aprile Maggio Giugno Luglio-Agosto
Settembre Ottobre Novembre Dicembre

Marzo 2011

CROCIFISSO Giustizia
Semplificazione Energia EPCM
Tempo Liberalizzazione PostaCert
DTEF Certificati on line Nuovo CAD

Il cammino di FNADA Web


 

Statistiche FNADA Web

Anno XV

I numeri di FNADA Web
oltre 3.000 file in linea

oltre 50.000.000
di Visitatori

FINO al 31-12-2011

DAL 01-01-2012

Server del sito

Statistiche del nuovo server - dal 31 Ottobre 2000

20 Marzo 2011

Giustizia

Giustizia: mediazione civile obbligatoria dal 20 marzo

"La mediazione? Semplice ed efficace" recita lo slogan della nuova campagna di comunicazione finalizzata a far conoscere alla cittadinanza lo strumento giuridico della mediazione civile per la risoluzione delle controversie, come alternativa al processo ordinario. L'avvio della campagna di comunicazione coincide con l'entrata in vigore del decreto ministeriale che istituisce il registro dei mediatori. Dal marzo 2011 il tentativo di mediazione fra le parti, in caso di controversie civili, diventa obbligatorio. Il nuovo istituto giuridico intende disincentivare il ricorso in tribunale, per ridurre progressivamente l’arretrato che grava sul sistema giustizia. Il procedimento di mediazione non è soggetto ad alcuna formalità ed è protetto da norme che assicurano alle parti l’assoluta riservatezza rispetto alle dichiarazioni e alle informazioni emerse. Tali informazioni non possono essere utilizzate in sede processuale, salvo esplicito consenso delle parti, e il mediatore (nominato non oltre quindici giorni dal deposito della domanda presso l’organismo di mediazione) è tenuto al segreto professionale. Il procedimento di mediazione ha una durata non superiore a quattro mesi, trascorsi i quali il processo può iniziare o proseguire. Per coloro che ricorrono alla mediazione sono previste agevolazioni fiscali: tutti gli atti relativi al procedimento sono esenti dall’imposta di bollo e da ogni altra spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura, in particolare, il verbale di conciliazione sarà esente dall’imposta di registro sino all’importo di 50.000 euro, altrimenti l’imposta è dovuta per la parte eccedente.
18 Marzo 2011

CROCIFISSO

Crocifisso: la Corte europea dei diritti dell’uomo dà ragione all’Italia

Il 18 marzo 2011 la Grande Camera della Corte europea dei Diritti dell'uomo di Strasburgo ha pronunciato la sentenza definitiva sul caso Lautsi/Italia, in merito al quale lo Stato italiano aveva chiesto il riesame della sentenza di condanna del 3 novembre 2009, che aveva vietato l’esposizione del Crocefisso nelle aule scolastiche. In realtà il crocefisso è uno dei simboli della nostra storia e della nostra identità, e la cristianità rappresenta le radici della nostra cultura, quello che oggi siamo. Pertanto, l’esposizione del crocefisso nelle scuole non deve essere vista tanto per il significato religioso quanto in riferimento alla storia e alla tradizione dell’Italia. La presenza del crocefisso in classe rimanda dunque ad un messaggio morale che trascende i valori laici e non lede la libertà di aderire o non aderire ad alcuna religione. Nell'ordinamento italiano l'esposizione del crocefisso, seppure non espressamente menzionata, è regolamentata dal decreto legislativo 297/1994 (Testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado), in particolare, dall'art. 676, intitolato "norme di abrogazione" e dagli articoli 159 e 190, che includono il crocefisso tra gli arredi delle aule. Tali norme si inseriscono nella tradizione del nostro Paese e sono retaggio di altre più antiche, come il R.D. 26/4/1928 n. 1297 “Approvazione del regolamento generale sui servizi dell'istruzione elementare”) ed il R.D. 30/4/1924 n. 965 (“Ordinamento interno delle Giunte e dei Regi istituti di istruzione media”).
3 Marzo 2011

Semplificazione

Antincendio e ambiente: due regolamenti per semplificare la vita alle imprese

Ridurre gli oneri amministrativi sulle piccole e medie imprese, in linea con la strategia europea dello “Small business act”, pur mantenendo inalterato il livello di garanzia e di sicurezza. A questo tendono i due regolamenti di semplificazione in materia di prevenzione degli incendi e di tutela dell’ambiente approvati dal Consiglio dei ministri del 3 marzo 2011 I due regolamenti intervengono su vari procedimenti amministrativi: richiesta del parere di conformità sul progetto; certificato di prevenzione incendi; rinnovo del certificato di prevenzione incendi; registro dei controlli; autorizzazione allo scarico di acque reflue industriali; documentazione di impatto acustico. Entrambi si basano sui seguenti criteri: riduzione o eliminazione delle procedure inutili o sproporzionate, in relazione all'attività esercitata dall'impresa o alle esigenze di tutela degli interessi pubblici coinvolti; informatizzazione; estensione dell'autocertificazione e delle attestazioni dei tecnici abilitati e delle Agenzie per le imprese. Per tutte le procedure è prevista la presentazione on line delle domande allo Sportello unico. I regolamenti, emanati in base al decreto- legge n.78 del 2010, in un’ottica di rilancio del sistema produttivo, sono stati predisposti dai ministri Prestigiacomo e Maroni, su proposta dei ministri per la pubblica amministrazione e l’innovazione, Brunetta, per la semplificazione normativa, Calderoli, e dello sviluppo economico, Romani e saranno operativi dopo il previsto iter con l'acquisizione dei pareri della Conferenza Unificata e del Consiglio di Stato.
3 Marzo 2011

Energia

Energie rinnovabili: come cambiano gli incentivi

Il decreto legislativo approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri del 3 marzo 2011 si inserisce nel quadro della politica energetica europea volta a ridurre la dipendenza dalle fonti combustibili fossili e le emissioni di CO2, nel rispetto delle direttive comunitarie che impongono all'Italia l'obbligo di raggiungimento degli obiettivi del 17 per cento di energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2020. In particolare, il decreto legislativo prevede la definizione di un nuovo sistema di incentivi per gli impianti da fonti rinnovabili che entrano in esercizio dal 1° gennaio 2013, differenziato per gli impianti di taglia minore e maggiore, in modo da dare certezza ai piccoli investitori e stimolare i più grandi a soluzioni più efficienti. A tutela degli investimenti già effettuati si stabilisce che il ritiro dei certificati verdi prosegue fino al 2016, fissando il prezzo di ritiro al 78% di quello massimo di riferimento. Per quanto riguarda, in particolare, il fotovoltaico, si procederà - con decreto interministeriale - ad una ridefinizione di criteri, parametri e quote a decorrere dal 1°giugno, per assicurare la sostenibilità dei costi di incentivazione, scoraggiare le iniziative meramente speculative e garantire al settore una prospettiva di sviluppo di lungo periodo. Romani sottolinea inoltre che “il decreto è in linea con il nostro obiettivo energetico nazionale: ridurre il costo dell’energia per aziende e cittadini che oggi si attesta a circa +30% rispetto agli altri paesi europei. Intendiamo raggiungerlo prima di tutto diversificando il nostro mix energetico, promuovendo quindi la produzione da fonti rinnovabili ed il ritorno al nucleare.
in G.U. del 1° Marzo 2011

EPCM

Marca postale elettronica –sicurezza garantita

Con il Decreto del 4 dicembre 2010, pubblicato nella GU n. 49 del 1 marzo 2011, sono state definite le modalità tecnologiche per garantire la sicurezza, l'integrità e la certificazione della trasmissione telematica di documenti cui è associata la marca postale elettronica. La Marca Postale Elettronica (EPCM), sviluppata in collaborazione con Microsoft, per conto dell’Unione Postale Universale, consente di inviare in tutta sicurezza documenti in formato elettronico utilizzando la tecnologia Epcm (Electronical Postal Certification Mark). Può essere apposta solo dalle poste e permette di verificare l'integrità del contenuto di un messaggio, rendendo qualunque forma di alterazione e manomissione facilmente ed inequivocabilmente identificabile e di avere la certezza su data e ora di ricezione del documento da parte di Poste Italiane. Il sistema EPCM realizzato da Poste Italiane è una timbratura postale elettronica che permette di vidimare elettronicamente un file, una comunicazione o anche una transazione elettronica, e di associare alla stessa una duplice garanzia: la certezza della data e dell’ora di apposizione della marca; l’integrità dell’oggetto timbrato lettronicamente, verificabili anche a distanza di tempo. In particolare questa seconda caratteristica rappresenta un ulteriore vantaggio rispetto al tradizionale timbro postale, rendendo qualunque forma di alterazione e manomissione facilmente ed inequivocabilmente identificabile.
1° Marzo 2011

Lavoro & Famiglia

Tempo di lavoro e tempo di famiglia:
le linee guida in cerca di intesa

Presentata alle parti sociali il 1 marzo scorso dal Ministro Sacconi, una bozza sulle linee guida finalizzate a favorire la conciliazione tra tempo di lavoro e tempo di famiglia. Tra le novità possibilità per il lavoratore padre e la lavoratrice madre di beneficiare, entro i primi tre anni di vita del bambino, di particolari forme di flessibilità di orario; possibilità della trasformazione temporanea del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto di lavoro a tempo parziale per il periodo corrispondente ai primi cinque anni di vita del bambino; possibilità di concordare orari flessibili in entrata e in uscita dal lavoro quando necessità oggettive e rilevanti di cura e accudimento dei familiari lo rendano necessario; utilizzo dei permessi accantonati in flessibilità individuale o banca delle ore da attribuirsi, in via prioritaria ai lavoratori con oggettive esigenze di conciliazione; possibilità di concordare con il datore di lavoro, nel caso di documentata grave infermità del coniuge o di in parente entro il secondo grado, diverse modalità di espletamento temporaneo dell’attività lavorativa, anche a risultato, in alternativa all’utilizzo di giorni di permesso o congedo per gravi motivi familiari; impegno, al rientro dalla maternità, di assegnare la lavoratrice alle stesse mansioni ovvero a mansioni che non vanifichino la professionalità e l'esperienza acquisite dalla lavoratrice; possibilità di concedere permessi non retribuiti al dipendente in caso di malattia del figlio entro i primi otto anni di vita; istituzione e possibilità di ricorso alla banca delle ore e, là dove possibile, di meccanismi di banca ore specificamente dedicato ai genitori di bambini sino a 24 mesi che potrebbero avere diritto, su loro richiesta, a percepire la sola maggiorazione accantonando le ore straordinarie in un conto ore; costituzione di asili nido aziendali/interaziendali.
1° Marzo 2011

Liberalizzazione POSTA

Avviato il processo di liberalizzazione dei servizi postali

Il settore postale, a livello nazionale e comunitario, è stato interessato negli ultimi anni da profondi cambiamenti che hanno riguardato il contesto regolatorio, il grado di concorrenzialità dei mercati e la marcata evoluzione delle esigenze della clientela verso una differenziazione dell'offerta dei servizi. Con la direttiva 2008/6/CE viene portato a compimento il processo di liberalizzazione del mercato dei servizi postali nei paesi della UE. Dal 1 gennaio 2011 gli Stati membri non possono concedere o mantenere in vigore diritti esclusivi per la forniture di servizi postali. Sullo schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva la Commissione trasporti della Camera ha espresso il 16 febbraio parere favorevole. Il processo di liberalizzazione dei servizi postali è stato avviato con il decreto legislativo n. 261/1999, adottato in attuazione della direttiva 97/67/CE, la quale stabiliva regole comuni per lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari e per il miglioramento della qualità del servizio. L’obiettivo perseguito fin dall’adozione di tale decreto era quello di conciliare l’apertura del mercato alla concorrenza e l’esigenza di salvaguardia dell’universalità del servizio sull’intero territorio nazionale, a condizioni accessibili per tutti gli utenti. Il decreto riconosce carattere di attività di preminente interesse generale alla fornitura dei servizi postali, nonché alla realizzazione ed all’esercizio della rete postale pubblica.
1° Marzo 2011

POSTACERT per i SUPPLENTI

Informativa per aspiranti supplenti

È partito il processo di adesione al servizio di Postacertificat@ rivolto agli aspiranti supplenti registrati al sistema informativo POLIS del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR).
Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha scelto di utilizzare un canale automatico per permettere l'attivazione delle caselle di Postacertificat@ degli aspiranti supplenti che, in virtù della procedura di accreditamento al sistema POLIS, hanno già effettuato il passaggio di identificazione presso le segreterie scolastiche.
La creazione della casella di Postacertificat@ consentirà alle scuole di effettuare la maggior parte delle convocazioni per le supplenze utilizzando tale strumento.
L'assegnazione delle caselle di Postacertificat@ interessa tutti gli aspiranti supplenti che hanno presentato il modello B su POLIS (Istanze On Line) nell'ambito delle domande di inclusione nelle graduatorie d'istituto del personale docente per il biennio 2009/11.
La procedura sviluppata dal MIUR consente di ricevere le credenziali di accesso alla casella di Postacertificat@ nell'indirizzo di posta elettronica noto al sistema POLIS. Gli aspiranti coinvolti in questa operazione saranno preliminarmente avvertiti con comunicazioni via mail e telefono cellulare.
Gli aspiranti supplenti, una volta ricevute le credenziali di accesso attraverso il sistema POLIS, potranno richiedere il perfezionamento dell'attivazione della casella di Postacertificat@ secondo la seguente procedura:

  • Collegandosi al portale www.postacertificata.gov.it
  • Accedendo all'area privata del sito inserendo le credenziali ricevute
  • Modificando la password di primo accesso
  • Prendendo visione e accettando la documentazione contrattuale comprensiva dell'informativa privacy
  • Impostando le domande/risposte di sicurezza per la gestione della nuova password scelta
  • Confermando l'attivazione della casella di PostaCertificat@.

Una volta eseguiti i passi sopra indicati la nuova casella di PosteCertificat@ sarà resa disponibile entro 24 ore.
Gli utenti inseriti nel processo automatico promosso dal MIUR hanno tempo fino a FINE MARZO 2011 per attivare la propria casella

Torna al menu Articolo segnalato da DSGA Sergio Calabrò, Frosinone

1° Marzo 2011

DTEF addio !

Dal 1° marzo 2011, ai sensi del Decreto legge n. 40 del 25 marzo 2010, art. 2, comma 1 ter, convertito con modificazioni dalla legge 22 maggio 2010, n.73, le Direzioni Territoriali dell’Economia e delle Finanze (DTEF) saranno soppresse. Le funzioni svolte dalle DTEF saranno riallocate prioritariamente presso gli uffici centrali del Dipartimento dell’Amministrazione Generale, del personale e dei servizi (DAG), ovvero presso le Ragionerie territoriali dello Stato (RTS).
Il Decreto Ministeriale del 23 dicembre 2010 stabilisce le date di effettivo esercizio delle funzioni riallocate e individua le risorse umane, strumentali e finanziarie da trasferire. In particolare, il capo II del DM richiama le funzioni e le competenze riallocate presso le Ragionerie territoriali dello Stato.

  • Informazioni

Richieste di informazioni più specifiche potranno essere rivolte all’URP – MEF:
http://www.mef.gov.it/ministero/di-piu-mef/URP.asp

Ulteriori notizie sono disponibili sul sito del Dipartimento dell’amministrazione generale, del personale e dei servizi: http://www.dag.mef.gov.it/dtef/

Torna al menu Articolo segnalato da DSGA Sergio Calabrò, Frosinone

30 Dicembre 2010

Nuovo CAD

Ecco il CAD 2.0.
Pubblicate in Gazzetta Ufficiale le nuove norme per la digitalizzazione della PA italiana

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 6 del 10 gennaio 2011 è stato pubblicato il Decreto Legislativo 30 dicembre 2010, n. 235; si tratta del provvedimento che ha concluso il travagliato iter di riforma del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), modificando il testo vigente del Decreto Legislativo n. 82/2005.

IL CODICE DELL’AMMINISTRAZIONE DIGITALE (D. Lgs. n. 82/2005)
Testo coordinato ed aggiornato con le modifiche ed integrazioni introdotte dal D.L.vo 30 dicembre 2010, n. 235
FORUM PA EDIZIONI, a cura dell’Avv. Ernesto Belisario

Perché servivano nuove norme?
Le ragioni della riforma

Il CAD rappresentò il tentativo di dotare l'Italia di strumenti giuridici all'avanguardia rispetto a quelli vigenti negli altri Paesi; il Legislatore decise, infatti, di imporre normativamente l'innovazione, rendendo obbligatorio l'uso delle nuove tecnologie negli Uffici Pubblici, riconoscendo a cittadini e imprese alcuni importantissimi diritti (come quello di usare la posta elettronica nelle comunicazioni con la PA) ed introducendo alcuni principi assai innovativi (come quello di rendere disponibili tutti i dati pubblici in modalità digitale).

Tuttavia, questa “magna charta dell’Amministrazione Digitale” è stata sostanzialmente disapplicata da gran parte delle Amministrazioni (soprattutto locali) che, quindi, non ha saputo cogliere le incredibili opportunità in termini di aumento di efficienza e migliore allocazione delle risorse; neanche i cittadini (probabilmente perché inconsapevoli) si sono attivati per far rispettare i nuovi diritti che, se effettivi, avrebbero potuto migliorare la loro qualità della vita.

A ciò si aggiunga la rapidissima evoluzione delle tecnologie che ha fatto si che il Codice divenisse obsoleto senza essere stato davvero applicato.
Per questo motivo, appare particolarmente giusta ed azzeccata la scelta del Governo di mettere mano al quadro normativo in materia di e-government: senza nuove regole non è pensabile una (nuova) Amministrazione Digitale.

Cosa cambierà?
I principi della riforma

Le parole-chiave delle nuove norme sono le stesse del piano e-Government 2012 e della c.d. “riforma Brunetta” (D. Lgs. n. 150/2009): efficienza, trasparenza, controllo dei risultati, abbandono del cartaceo per il digitale.

La riforma del CAD ha l'obiettivo di assicurare che, questa volta, le disposizioni in materia di PA digitale siano effettive e che vengano assicurati i vantaggi:

  1. a) ai cittadini e alle imprese: attraverso la semplificazione delle relazioni con gli Uffici e la riduzione dei tempi dei procedimenti;
  2. b) agli Enti: grazie alla maggiore efficacia dell'azione amministrativa e alla riduzione dei costi determinata dall'uso delle tecnologie.

Si tratta di traguardi di lungo periodo che la riforma del Codice dell'Amministrazione Digitale cerca di perseguire attraverso una rivisitazione delle norme in materia di firma digitale e documento informatico ed enfatizzando maggiormente alcuni obblighi già presenti nel D. Lgs. n. 82/2005.

La riforma, attesa da tempo, è un passaggio di decisiva importanza per l’innovazione del nostro Paese e nelle prossime settimane le Amministrazioni, gli addetti ai lavori - ma anche semplici cittadini e imprese - saranno chiamati a confrontarsi con i ben 57 articoli del Decreto Legislativo n. 235/2010 per comprendere la reale portata delle nuove disposizioni.

Tra le tante novità introdotte dal D. Lgs. n. 235/2010 si ritiene opportuno evidenziare:

  • 1) ORGANIZZAZIONE INTERNA - Non può esservi vera innovazione senza reingegnerizzazione dei processi; per questo le PA centrali saranno obbligate ad istituire un ufficio unico responsabile delle attività ICT e tutti gli Enti dovranno inserire la digitalizzazione e l’attuazione del CAD tra gli obiettivi per la valutazione dei risultati.
    L’introduzione delle nuove tecnologie diventa poi obbligatoria nella gestione dei procedimenti amministrativi (con l’espresso obbligo di protocollare la posta elettronica certificata e di creare il fascicolo elettronico del procedimento).
  • 2) RAPPORTI CON CITTADINI E IMPRESE - Gli Enti dovranno utilizzare le comunicazioni cartacee solo quando sia impossibile utilizzare quelle telematiche (soprattutto via Posta Elettronica Certificata); ogni Amministrazione dovrà poi consentire a cittadini ed imprese i pagamenti informatici e l’inoltro di istanze per via telematica.
    Gli Enti dovranno curare maggiormente i contenuti dei propri siti Web, che diventano sempre più il vero front-office; molto importante, a riguardo, la disposizione che prevede che le PA promuovano progetti volti alla diffusione e al riutilizzo dei dati pubblici: si tratta della prima norma nazionale in materia di Open Data.
  • 3) SICUREZZA INFORMATICA - Alla luce delle previsioni appena illustrate, il digitale diventerà la regola ed il cartaceo l'eccezione; di conseguenza, le Amministrazioni dovranno – necessariamente – dedicare sempre maggiore attenzione alla sicurezza dei dati e alla privacy dei cittadini (ad esempio, predisponendo piani per garantire la continuità operativa anche in caso di disastri).
  • 4) FIRME ELETTRONICHE E CONSERVAZIONE DOCUMENTALE - E’ previsto un incremento delle tipologie di firma, che passano da tre a quattro con l’introduzione dell’istituto della firma elettronica avanzata; viene poi effettuata la distinzione tra copia informatica e duplicato informatico  e viene introdotta la figura dei Conservatori (pubblici e privati) accreditati presso DigitPA.

Nuove norme, vecchi errori?
Le criticità della riforma

Nonostante le finalità perseguite dal Governo siano pienamente condivisibili ed encomiabili, le soluzioni appaiono spesso timide (è il caso del nuovo art. 52, comma 1-bis in materia di Open Data) e contraddittorie (come il regime parzialmente derogatorio previsto per la Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’Amministrazione finanziaria dal nuovo art. 2, comma 6).

Altra grave pecca del provvedimento in esame è rappresentata dal fatto che l’attuazione delle disposizioni introdotte non dovrebbe generare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica; tale previsione potrebbe minare l’intera riforma: non può esistere vera innovazione senza investimenti (in tecnologie e in formazione soprattutto)! Non bisogna, infine, sottovalutare la circostanza per cui l’operatività di molte norme è rinviata all’adozione delle apposite regole tecniche; troppo spesso, infatti, il termine per l’adozione di queste non viene rispettato, paralizzando – di fatto – l’entrata a regime della rivoluzione telematica (basti pensare a quanto già accaduto con le regole tecniche del CAD del 2005, oppure al caso delle regole in materia di fatturazione elettronica). 

La pubblicazione del nuovo CAD, quindi, rappresenta l’inizio di una nuova sfida:

  • per il Governo, chiamato alla tempestiva adozione delle regole tecniche ed alla vigilanza sull’effettiva attuazione del CAD;
  • per le Amministrazioni, che dovranno confrontarsi con obblighi vecchi e nuovi per evitare sanzioni e responsabilità ed essere più efficienti nell’erogazione dei servizi;
  • per cittadini e imprese, chiamati a prendere consapevolezza dei propri diritti digitali.

Ernesto Belisario
avvocato ed esperto di diritto delle nuove tecnologie http://blog.ernestobelisario.eu

Dossier "Nuovo Codice dell'Amministrazione Digitale"  Torna al menu

Numero verde
Linea Amica:
803001

email informacad@
lineaamica.gov.it

Schede di sintesi

Presentazione dei contenuti

Il nuovo CAD in pillole

FNADA
News

Rubriche

W l'Italia
Anniversario Unità d’Italia:
le iniziative per la festa
del 17 marzo

Link al sito del Governo

Cerca conGoogle

Cerca con
altri motori di ricerca

 

 

Ricerche nel sito FNADA in FNADA Web

 

 in Istruzione.it

 


 
 

Amici di FNADA Web

Promuovi anche tu la tua Pagina
Da ora è possibile taggare le foto sulla pagina "Memoria" di FNADA Web  !

 

WebMaster

Crea il tuo badge

 

 

 

 

Torna a inizio pagina  Inizio pagina

 

 

Pagine collegate Su ] FNADA News N. 12/2011 ] FNADA News n. 11/2011 ] FNADA News n. 10/2011 ] FNADA News n. 9/2011 ] FNADA News n. 7/8-2011 ] FNADA News n. 6/2011 ] FNADA News n. 5/2011 ] FNADA News n. 4/2011 ] [ FNADA News n. 3/2011 ] FNADA News n. 2/2011 ] FNADA News n. 1/2011 ]

Rendi FNADA Web
la tua home page

Home Page

Link non funzionanti ?  Errori nella pagina ?  Perchè non segnalarli per la rettifica  !

Torna all'inizio della pagina


1998-2011

Pubblicazione diffusa via Internet - Server WWW (hosting): 9Net S.r.l.