
Computer gratis
per le scuole
Direttiva
Presidente CdM
5 Novembre 1999
Dismissione beni di
natura informatica
Nella vostra scuola
avete chiesto o
ricevuto questi
pc in regalo ?
Come è andata ?
Cosa vi hanno
consegnato ?

SCRIVETECI

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Un'improvvisa
ventata di generosità scuote il mondo industriale e le imprese: con grande risalto viene
pubblicizzata, anche con la sponsorizzazione della grande stampa, la donazione di computer
"dismessi" alle scuole. Dopo anni di colpevole indifferenza il
mondo della produzione decide all'improvviso di gareggiare nella informatizzazione delle
istituzioni scolastiche, divenute ormai la cenerentola d'Europa per la scarsità di mezzi
e di attrezzature.
«... l'imminente
ondata di nuovi prodotti che invaderà il mercato tecnologico alle soglie del terzo
millennio indurrà moltissime aziende ad aggiornare il proprio "parco computer":
anziché andare in pensione, le macchine dismesse potranno essere regalate alle scuole e
conoscere così una seconda giovinezza sui banchi. D'altra parte, con un mercato in
rapidissima evoluzione e in agguerritissima concorrenza, le macchine sono superate
nel brevissimo arco di mesi, pur essendo ottime per chi studia a scuola.
I primi cento pc li offre il quotidiano "La Repubblica", che ha lanciato l'iniziativa "Un computer
per la scuola", a cui possono aderire aziende e il mondo del lavoro.»
Dal sito del MPI - Articolo
citato in Rassegna Stampa FNACA
L'accenno alla "seconda giovinezza sui banchi"
dei computer "regalati alle scuole" ci riporta alla mente il libro Cuore (non il
giornale satirico, ovviamente) e ci rassicura sulla formazione delle giovani generazioni,
che si potranno giovare di macchine ancora "ottime per chi studia a scuola".
CI CHIEDIAMO: LE DITTE OFFRIRANNO VERAMENTE COMPUTER SUPERATI DA POCHI MESI
? QUANTI MESI ? SEI-OTTO-DODICI, OPPURE I TEMPI SARANNO DA
CALCOLARE IN ANNI ? QUANTI ANNI ? DUE-TRE-CINQUE O ANCORA DI PIU'
? E PER QUESTA GRANDE MANIFESTAZIONE DI CIVISMO E DEDIZIONE ALLA COLLETTIVITA' SONO
PREVISTI ANCHE DEGLI SGRAVI FISCALI ? NON BASTA IL RISPARMIO DELLE SPESE E DELLE
NOIE DERIVANTI DAL DOVER RISPETTARE LA NORMATIVA IN TEMA DI TUTELA AMBIENTALE ?
Alla gara di bontà si aggiunge anche la Pubblica
Amministrazione con la Direttiva del Presidente del CdM del 5/11/99, in tema di
Dismissioni beni di natura informatica:
«... il valore dei beni e delle apparecchiature di
natura informatica, anche destinati al funzionamento di sistemi informativi complessi,
s'intende ammortizzato nel termine massimo di cinque anni dall'acquisto.
Trascorso tale termine, il valore d'inventario s'intende azzerato,
anche se i beni stessi risultino ancora suscettibili di utilizzazione.»
Con maggiore onestà, in questo caso si parla di macchine
acquistate da almeno cinque anni (e sappiamo bene, inoltre, per esperienza diretta, che le
procedure di acquisto degli enti pubblici rendono impossibile la fornitura dei modelli
più recenti), che vengono azzerate come di valore d'inventario.
«In attesa dell'approvazione di modifiche alle
norme in esame, che il Governo intende introdurre con uno dei disegni di legge collegati
alla legge finanziaria per l'anno 2000 - modifiche volte, tra l'altro, ad abbreviare il
termine di ammortamento dei beni in questione - le amministrazioni dello Stato in
indirizzo, considerando che il periodo di cinque anni previsto dalla legge è da
ritenersi termine massimo e tenuto conto della rapida obsolescenza dei beni
informatici, sono invitate a procedere con sollecitudine alla rilevazione del patrimonio
informatico divenuto inadeguato alle funzioni cui era destinato, ed alla relativa
comunicazione al Provveditorato generale dello Stato, onde consentire l'espletamento delle
procedure previste dal citato art. 35 del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827.»
La Direttiva ribadisce che cinque anni è il termine massimo
per questi beni soggetti ad una rapidissima obsolescenza; il decadimento è tale da
renderli inadeguati alle funzioni per le quali erano stati acquistati; bisogna fare presto
! Le procedure inventariali, previste dal regio
decreto del 1924 (ancora in vigore !) mal si adattano alle apparecchiature
informatiche, che deperiscono peggio della neve al sole.
A quei tempi i beni del patrimonio dello Stato duravano molto di più e i contabili
con inchiostro e pennino avevano tutto il tempo di compilare con bella grafia la
sterminata modulistica (di probabile origine bizantina), tuttora in uso per registrare i
beni della Pubblica Amministrazione.
«Il Provveditorato generale dello
Stato, con particolare riferimento ai personal computer ed alle altre apparecchiature che
corredano le stazioni di lavoro nell'automazione d'ufficio, valuterà, per singole
categorie di beni e per singola tipologia di modello, se autorizzare in via preventiva
l'esonero dall'esperimento delle procedure di alienazione a titolo oneroso, in modo da consentire
alle amministrazioni di procedere alla diretta cessione di tali beni in proprietà alle
istituzioni scolastiche. Queste ultime, essendo istituzioni pubbliche, potranno
iscrivere nei propri inventari i beni ceduti senza diminuzione del patrimonio erariale. In
ogni caso, ove il procedimento di alienazione risultasse infruttuoso, le singole
amministrazioni procederanno direttamente all'assegnazione dei beni ai soggetti
richiedenti.»
Quindi, si diano alle scuole, anche con anticipazione di
procedure ancora da emanare.
«L'art. 17, comma 21,
della legge 15 maggio 1997, n. 127, dispone, altresì, che i beni e le
apparecchiature di natura informatica appartenenti alle amministrazioni, qualora
siano divenuti inadeguati per la funzione a cui erano destinati, siano alienati,
ove possibile, a cura del Provveditorato generale dello Stato, secondo il procedimento
previsto dall'art. 35 del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827. In caso di esito
negativo del procedimento di alienazione, i beni e le apparecchiature stessi sono
assegnati in proprietà, a titolo gratuito, a istituzioni scolastiche o ad
associazioni o ad altri soggetti non aventi fini di lucro che ne abbiano fatto richiesta,
ovvero sono distrutti, nel rispetto della vigente normativa
in materia di tutela ambientale.»
E' appena il caso di sottolineare che la normativa più
recente (Legge 127/1997) è più adeguata al mondo moderno: i vecchi computer, di valore
inventariale zero, quando non si riescono ad alienare (seguendo le procedure del regio
decreto 827/1924), vanno assegnati alle istituzioni scolastiche o altri poveri cristi,
oppure distrutti "nel rispetto della vigente normativa in materia di tutela
ambientale", che notoriamente è severa e onerosa. E fra altri due-tre
anni, finita la seconda giovinezza sui banchi, questi ferrivecchi come li dovremo smaltire
?
CI CHIEDIAMO:
CI AVETE PRESI PER UNA DISCARICA ABUSIVA LEGALIZZATA ? |