Il CNPI, nel prendere atto
della richiesta di parere inoltrata dallOnorevole Ministro (Gabinetto
prot.n.36776/BL del 17 marzo 1999) sullo schema di decreto previsto dallart.1, comma
7 della legge20.1.99, n. 9, relativamente allelevamento dellobbligo
scolastico, richiama e conferma i giudizi sostanzialmente positivi contenuti nelle
pronunzie di propria iniziativa del 30 settembre 1998 e del 18 febbraio 1999.
Ribadisce, comunque, che lelevamento dellobbligo non può ridursi solamente
allestensione di un vincolo giuridico per una quota non rilevante di studenti, ma
implica una riflessione profonda sui contenuti e sugli assetti ordinamentali della scuola
secondaria.
Lobbligo scolastico, infatti, deve tradursi in un efficace esercizio del
diritto/dovere di istruzione e nella predisposizione di tutte le iniziative atte a
garantire il successo formativo in modo che tutti i giovani siano messi in condizione di
possedere le conoscenze e le capacità critiche e creative necessarie per compiere scelte
consapevoli ed esercitare pienamente i diritti di cittadinanza.
I destinatari degli interventi conseguenti lelevamento dellobbligo non sono
soltanto coloro che non si sarebbero iscritti alla scuola secondaria superiore, ma tutti
quelli che, tra i 13 e i 16 anni, evidenziano difficoltà e demotivazioni tali da
determinare bocciature e abbandoni.
Lelevamento dellobbligo scolastico e le norme, che il Parlamento si accinge ad
approvare sullobbligo formativo, rafforzano lesigenza di una riforma
complessiva degli ordinamenti scolastici che affronti organicamente le ragioni strutturali
degli alti tassi di dispersione che caratterizzano la nostra scuola.
In questa prospettiva la scuola, titolare dellobbligo e della relativa
certificazione , può nella sua autonomia , realizzare percorsi integrati e sollecitare
apporti esterni utili a risolvere alcuni dei problemi posti dallinnalzamento
dellobbligo.
Vanno, pertanto, previsti ed organizzati percorsi di rimotivazione e di orientamento, che
prevedano, tra laltro, loperatività come condizione per riscontri concreti e
motivanti delle conoscenze acquisite e come strumento per sollecitare lacquisizione
di nuove competenze e percorsi diversi di apprendimento oltre che un corretto rapporto tra
istruzione e formazione professionale.
Altro è il ruolo che la formazione professionale può e deve svolgere dopo lobbligo
scolastico. I ragazzi che dopo i 15 anni non intendono proseguire gli studi non possono
essere lasciati in balia di se stessi o delle suggestioni effimere di un lavoro immediato.
Lobbligo formativo tra i 15 e i 18 anni dovrà:
- permettere lacquisizione di una qualifica professionale;
- sviluppare la capacità di apprendere anche dalle esperienze
concrete;
- porre le premesse per una formazione continua, condizione
indispensabile in una società in cui le conoscenze e le tecnologie mutano con una
rapidità sconosciuta alle generazioni precedenti.
La portata strategica delle questioni sollevate
dallelevamento dellobbligo scolastico, la prospettiva dellintroduzione
dellobbligo formativo e la parzialità degli interventi con cui la materia è stata
affrontata, impongono esigenze, diverse e complementari.
Il personale della scuola, e i docenti in primo luogo, debbono essere resi partecipi e
protagonisti non solo degli interventi parziali approvati, ma dellintero progetto di
riforma. E difficile, infatti, che la fase transitoria prevista dalla legge possa
dare i frutti sperati, se coloro che dovranno concretamente operare per tradurre in atti
concreti le indicazioni e le intenzioni del legislatore, non saranno messi in condizione
di conoscerle e di condividerle. Cè anzi il rischio che le scelte dettate dalla
situazione contingente possano inficiare il disegno di riforma del sistema scolastico.
E necessario, pertanto, che il decreto attuativo individui con chiarezza le
situazioni transitorie ed eccezionali, e le collochi in una prospettiva coerente con la
riforma complessiva.
Il CNPI ritiene che si debba riprendere, al più presto, liter per
lapprovazione della riforma degli ordinamenti in modo che ogni iniziativa relativa
allanno scolastico 1999/2000 si possa collocare allinterno di unottica
riformatrice.
Il CNPI ribadisce, comunque, che lo sforzo da compiere debba essere finalizzato a favorire
una crescita costante delle potenzialità e delle capacità delle singole unità
scolastiche.
Per rimotivare gli operatori scolastici e, in particolare, i docenti, è necessario ridare
centralità alla scuola che dovrà programmare e realizzare lattività formativa con
una progettazione che sappia coniugare gli obiettivi nazionali con le istanze e le risorse
territoriali.
In una società in cui la cultura rappresenta unesigenza prioritaria ed
insopprimibile della persona, vanno previsti interventi in grado di garantire sia la
serietà e la dignità degli studi, sia la rivalutazione sociale, economica e giuridica
delle funzioni esercitate nella scuola anche alla luce dei nuovi e più onerosi compiti
affidati allunità scolastica per effetto dellautonomia (legge 59/97).
Nella prospettiva della piena attuazione dellautonomia è, ancor più necessario,
valorizzare le competenze professionali e la capacità di ricerca e innovazione delle
singole istituzioni scolastiche al fine di dare risposte formative adeguate alle esigenze
specifiche della comunità con cui la scuola interagisce.
Il CNPI esaminato il testo del D.M. per lattuazione dellart.1 della Legge 20
gennaio 1999, n.9, contenente disposizioni urgenti per lelevamento dellobbligo
di istruzione, coerentemente con la premessa fin qui sviluppata, propone i seguenti
emendamenti allarticolato:
Articolo 1 comma 1
Alla fine del comma, dopo "...lobbligo
di istruzione è elevato a nove anni.", aggiungere "in prima applicazione
(articolo 1 comma 1 Legge n.9/99)".
Articolo 1 comma 4
Al terzo rigo, dopo " ..prosciolto
dallobbligo", togliere " se".
Dopo "..al compimento del quindicesimo anno
di età", sostituire la virgola con il punto e depennare la restante frase.
Articolo 2 comma 2
Riscrivere il testo nella seguente formulazione:
"Per favorire lintegrazione degli
alunni in situazione di handicap, anche nella scuola secondaria superiore, si applicano,
con i necessari adattamenti, le disposizioni già vigenti in materia nella scuola
dellobbligo, comprese quelle relative alla formazione delle classi. La domanda di
iscrizione è corredata dalla presentazione del piano educativo individualizzato svolto e
della sua ultima verifica."
Articolo 2 comma 4
Al quarto rigo, sostituire la locuzione
"...finalizzati a:", con "finalizzati a motivare, guidare e sostenere, in
un contesto integrato, percorsi educativi individualizzati".
La restante parte del comma va depennata in quanto
lelencazione ivi riportata rientra nei compiti propri della scuola a favore di tutti
gli alunni.
Articolo 3 comma 1
Dopo "La scuola media contribuisce",
inserire la precisazione ",nel quadro delle sue finalità istituzionali,".
Articolo 3 comma 2
Al quartultimo rigo sostituire "...dal
Consiglio di Classe, sono introdotti moduli", con "il Consiglio di Classe
programma e realizza interventi..."
Articolo 3 comma 4
Sostituire linizio fino a
"lazione di sostegno", on "Il Consiglio di Classe promuove iniziative
di informazione sulle prospettive occupazionali presenti nel territorio, il
sostegno..."
Articolo 4 comma 3
Al primo capoverso, sostituire
"diagnosi" con "analisi".
Articolo 4 comma 4
Al secondo rigo sostituire "comunque"
con "inoltre" e dopo "...al passaggio ad altro indirizzo" inserire
",a conclusione dellobbligo scolastico,".
Articolo 5 comma 1
Sopprimere " - nel corso del primo e/o del
secondo anno della scuola secondaria superiore - ".
Alla fine del comma aggiungere "Tali
attività possono essere programmate e realizzate nellarco dellintero
biennio".
Articolo 5 comma 2 - punto C
Dopo "...scrutinio finale a cui
partecipano", inserire ",limitatamente agli allievi coinvolti,".
Articolo 5 comma 3
Allultimo rigo sostituire "gli esami
integrativi previsti", con "le prove integrative previste".
Articolo 6
Il CNPI ritiene che i rapporti tra istruzione e
formazione professionale previsti dallart.6 vadano regolamentati in coerenza con
lindicazione della Legge 9/99 e con le norme sullautonomia scolastica.
Pertanto, il comma 2 deve essere riportato come comma 1 - come di seguito riscritto -, in
modo che sia chiaro che la titolarità dellassolvimento dellobbligo e della
sua certificazione è di pertinenza delle istituzioni scolastiche. Esse possono
progettare, anche dintesa con i centri di formazione professionale, percorsi
formativi che prevedano eventuali moduli finalizzati a favorire primi contatti con
esperienze operative concrete e con il mondo del lavoro. In tale modo, si potranno offrire
allo studente occasioni di riscontro operativo delle conoscenze acquisite e di
orientamento tra le diverse opportunità formative a cui accedere dopo lobbligo
scolastico. Qualora, in deroga alla normativa di carattere generale,
lAmministrazione intendesse prendere in considerazione la situazione eccezionale
relativa al primo anno di applicazione della legge - pubblicata quando erano già state
avviate le procedure di iscrizione con le conseguenti determinazioni dei corsi di
formazione professionale e degli impieghi del personale -, è necessario precisare che le
deroghe previste dal comma 1 dellarticolo 6 debbano avere carattere transitorio, e
non sperimentale, e debbano valere solo per la.s. 1999/2000.
I commi 1 e 2 vanno, pertanto, soppressi
e sostituiti dal seguente comma 1:
"Le istituzioni scolastiche, titolari
dellassolvimento dellobbligo e della sua certificazione - anche al fine di
potenziare le capacità di scelta dello studente e di consentire, a conclusione
dellobbligo, eventuali passaggi degli studenti dal sistema di istruzione a quello
della formazione professionale - progettano e realizzano, nel corso del primo anno di
istruzione secondaria superiore, interventi formativi da svolgersi anche in convenzione
con i centri di formazione professionale riconosciuti. Tali interventi, nel rispetto delle
norme attuative dellautonomia, possono essere progettati, non oltre il primo
quadrimestre, dai consigli di classe interessati, dintesa con gli operatori degli
Enti coinvolti e costituiscono parte integrante del curricolo del primo anno e della
valutazione conclusiva ai fini delladempimento dellobbligo e della
certificazione prevista dallarticolo 8.".
Il comma 3 diventa comma 2
Il comma 4 va soppresso
Articolo 7
Sostituire lintitolazione con
"(Flessibilità organizzativa e curricolare nella fase di transizione al
riconoscimento dellautonomia)"
Articolo 7 Comma 2
Sopprimere, al secondo rigo, " - fatti salvi
gli specifici piani orari individuati dalle convenzioni di cui al presente decreto
-".
Articolo 9 comma 1
Al quarto rigo sostituire
"
,valorizzando le potenzialità individuali degli studenti" con
",realizzando le condizioni affinchè ogni studente possa raggiungere livelli
formativi adeguati alle proprie potenzialità ed attese e allimpegno profuso".
Al sesto rigo, dopo "...con i finanziamenti
della Legge 440/97", aggiungere "e della Legge 9/99".
Al settimo rigo, depennare "...realizzate
nellambito del piano dellofferta formativa,".
Allultimo rigo, sostituire "...al fine
anche della individuazione di esperienze di eccellenza da mettere a disposizione delle
scuole", con "al fine anche della individuazione di positive esperienze
sviluppate a livello nazionale e internazionale per la riduzione dei fenomeni di
dispersione e linnalzamento dei livelli di apprendimento, da portare a conoscenza di
tutte le scuole in modo da potenziare lautonoma azione di ogni singola istituzione e
dellintero sistema scolastico."
Articolo 9 comma 2
l secondo rigo, depennare "...indicati al
comma 4 dellarticolo 2".
Articolo 11
Al terzo rigo, sostituire "...per i corsi di
recupero e con quelli previsti dalla legge 440/97 per lampliamento dellofferta
formativa.", con "a norma della Legge 9/99.".
Il CNPI raccomandando laccoglimento degli
emendamenti proposti, esprime parere favorevole.