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Prove ITFS
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Ultimo aggiornamento
04 febbraio 2012

Prove conclusive dei corsi IFTS

Attività didatticaPagine collegate
Area DIDATTICA


E’ stato licenziato dal Comitato nazionale IFTS il modello di certificazione finale dei corsi relativi, insieme ai criteri e alle modalità di composizione delle Commissioni giudicatrici.
Il 1° Marzo 2000 la Conferenza Stato Regioni approverà la proposta, che diventerà quindi vincolante per i corsi ‘98-’99 che vanno a concludersi. Ovviamente essi hanno carattere sperimentale, e sarà possibile una valutazione più precisa una volta conclusa la fase sperimentale; rispetto alla bozza in ingresso.


Criteri e modalità relativi alla valutazione finale, 
alla costituzione delle commissioni d’esame, 
nonché allo schema di dispositivo di certificazione
finale dei percorsi IFTS

 A. Prove di valutazione finale.

Le prove di valutazione dei percorsi dell’IFTS si articolano in:

a) un colloquio individuale che verte sull’approfondimento e l’analisi di :

  • - un dossier del percorso individuale, predisposto dai docenti del corso, riguardante la documentazione delle diverse fasi del percorso, la valutazione dello stage e la valutazione delle conoscenze culturali e delle competenze professionali acquisite dall’utente;
  • - un documento individuale, predisposto dall’utente, riguardante la presentazione e riflessione personale del lavoro svolto durante il percorso. A questo fine l’utente correda il dossier anche con i materiali da lui prodotti nel corso stesso e con la documentazione relativa alle conoscenze e competenze acquisite.
  • Il dossier ed il documento individuale dovranno pervenire alla Commissione d’esame in tempo utile e comunque almeno 5 giorni prima della seduta preliminare.

b) una prova di simulazione che deve consentire di verificare, per ciascun utente, l’acquisizione delle conoscenze e competenze che costituiscono il riferimento del percorso dell’IFTS.
La predisposizione dei documenti medesimi è condizione di ammissibilità alle prove di valutazione.
Le prove di valutazione finale sono predisposte dalla Commissione d’esame, in coerenza con il progetto definito dal Comitato tecnico scientifico.
La valutazione finale è espressa in centesimi dalla Commissione d’esame come risultato di sintesi della valutazione dei membri della stessa, sulla base di una ponderazione del 70% da attribuire al colloquio e analisi dei citati documenti e del 30% alla prova di simulazione.
Si considerano acquisite le competenze oggetto del percorso dell’IFTS ove l’utente abbia conseguito 60 punti su 100 nelle due prove (almeno 42 nella prima e 18 nella seconda).
Il certificato finale viene rilasciato solo nel caso di superamento delle prove. In esso viene espressa la valutazione, solo se raggiunta con il massimo dei voti. In tal caso nel certificato finale deve essere indicato il conseguimento "con lode".
A coloro che non superano le prove previste viene rilasciata la "Dichiarazione intermedia" del percorso seguito, secondo il modello già definito dal Comitato nazionale di progettazione FIS.
Di tutte le operazioni d’esame deve essere redatta apposita verbalizzazione, da cui risulti anche la valutazione conseguita e il relativo punteggio attribuito a ciascun utente.
La dichiarazione della votazione conseguita è rilasciata a richiesta dell’interessato.

B. Costituzione della commissione d’esame.

La Commissione d’esame è istituita con atto formale da ciascuna Regione. Essa è costituita da componenti rappresentativi dei 4 soggetti formativi dell’IFTS (scuola, università, formazione professionale, mondo del lavoro e delle professioni), che abbiano adeguati requisiti culturali e professionali coerenti con il profilo del corso, nel modo seguente:

  • - Il presidente, nominato dalla Regione, previo parere del Comitato regionale di promozione, programmazione monitoraggio e valutazione;
  • - 2 membri, individuati tra i docenti del corso, rappresentativi delle diverse componenti presenti nel Comitato Tecnico Scientifico di ciascun corso, proposti dal Direttore del corso al competente assessorato regionale;
  • - 2 esperti delle imprese, del mondo del lavoro e delle professioni, che abbiano attinenza con il profilo del corso, da individuare, previo parere del citato Comitato regionale, nell’ambito degli appositi albi regionali, ove previsti.

Con riferimento alla provenienza sia del presidente sia degli altri due membri, designati dal Comitato tecnico scientifico di ciascun corso, la Regione provvede alla costituzione di ciascuna commissione d’esame, garantendo in ogni caso la presenza dei rappresentanti della scuola, dell’università e della formazione professionale, oltreché dei citati esperti.
La Regione provvede, altresì, alla notifica della nomina ai suoi componenti con congruo anticipo rispetto alla data prevista per la valutazione finale.
Il Presidente convoca la riunione di insediamento della Commissione almeno 15 giorni prima della data stabilita per le prove, ai fini dell’esame preliminare della documentazione relativa al corso, dei documenti presentati dai docenti del corso e dai candidati, della definizione delle prove di esame e del relativo calendario, nonché dei criteri di valutazione delle prove stesse.
Ciascuna Regione impartisce proprie istruzioni per la tenuta dei verbali delle prove d’esame e l’archiviazione della relativa documentazione Per ogni altro aspetto amministrativo, le Regioni fanno riferimento alla normativa emanata in applicazione della legge 21 dicembre 1978, n. 845.
Le spese relative alla valutazione finale e alla certificazione sono a carico degli specifici finanziamenti impegnati per l’istituzione di ciascun corso dell’ IFTS.

C) Dispositivo di certificazione finale dei percorsi IFTS e linee guida

 

Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale   Ministero della Pubblica Istruzione   Ministero dell’Università e della ricerca scientifica

(1) REGIONE ........................

(*)Certificato di Specializzazione Tecnica Superiore

in

____________________________________________________________________

RILASCIATO A CONCLUSIONE DEL PROGETTO PILOTA DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE 1998 - 1999

DELIBERA REGIONALE N......

Livello Europeo IV

Soggetto attuatore del corso (1) _____________________________________________

Altri soggetti formativi (2)

Nome ____________________________ Sede ______________________________

Nome ____________________________ Sede ______________________________

Nome ____________________________ Sede ______________________________

Nome ____________________________ Sede ______________________________

conseguito da: (nome e cognome) (3)

nato a: _______________ il: _____________

Luogo e data del rilascio __________________________________________________(*)

(*) indicare gli estremi di registrazione del certificato

firma

firma

(L’ASSESSORE o IL DIRIGENTE REGIONALE) (IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE D’ESAME)

(Timbri)


(*) In attesa della compiuta attuazione dell’art. 69 della legge 17 maggio 1999 n. 144, il presente certificato ha carattere provvisorio. E’ rilasciato sulla base del modello approvato in data .............................. dalla Conferenza Unificata Stato Regioni Città ed Autonomie locali, di cui all’art. 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. E’ valido su tutto il territorio nazionale

(1) inserire il logo dell’Ue in caso di cofinanziamento da parte del FSE

(2) indicare la struttura formativa che ha attuato il corso

(3) indicare i soggetti formativi che hanno sottoscritto l’accordo organizzativo o l’associazione, anche in forma consortile

(4) specificare l’eventuale esito con lode


1) Figura di riferimento

______________________________________________________________________________

______________________________________________________________________________

Correlazione ISTAT (*) __________________________________________________

(*) indicare anche la correlazione con la classificazione ISTAT (metodi e norme, serie C - n.12 - ed.1991) almeno fino al terzo digit

Competenze

______________________________________________________________________________

______________________________________________________________________________

______________________________________________________________________________

2) Competenze acquisite Unità formative (moduli) di riferimento

Competenze di base

_________________________________________ __________________________

_________________________________________ __________________________

_________________________________________ __________________________

_________________________________________ __________________________

_________________________________________ __________________________

_________________________________________ __________________________

_________________________________________ __________________________

_________________________________________ __________________________

Competenze tecnico - professionali

_________________________________________ __________________________

_________________________________________ __________________________

_________________________________________ __________________________

_________________________________________ __________________________

_________________________________________ __________________________

_________________________________________ __________________________

_________________________________________ __________________________

Competenze trasversali

_________________________________________ __________________________

_________________________________________ __________________________

_________________________________________ __________________________

_________________________________________ __________________________

_________________________________________ __________________________

3) Percorso formativo

Durata in mesi in ore

                 

 

Unità formative (moduli)

durata
in ore

contesti di apprendimento

Modalità di valutazione

1) _______________________

____________________ ____________________
2) _______________________ ____________________ ____________________
3) _______________________ ____________________ ____________________
4) _______________________ ____________________ ____________________
5) _______________________ ____________________ ____________________
6) _______________________ ____________________ ____________________
7) _______________________ ____________________ ____________________

Tirocinio/i

Sede/i di svolgimento del tirocinio

Durata
in ore

Settore e Comparto di attività Dimensione aziendale Funzione/processo organizzativo
___________________ ________________

___________________
___________________ ________________

___________________
___________________ ________________

___________________
___________________ ________________

____________________

Attività svolte _________________________________________________________________

______________________________________________________________________________

______________________________________________________________________________

______________________________________________________________________________

4) Modalità di valutazione finale

Colloquio r

Prova di simulazione r

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5) Crediti formativi

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6) Annotazioni integrative

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Altre informazioni

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Linee guida

Gli indicatori contenuti nel modello di Certificazione hanno l’obiettivo di dare in forma sintetica informazioni utili sull’esperienza formativa, sulle conoscenze e le competenze acquisite e infine sulle principali caratteristiche di percorso. Tale modello è stato elaborato in coerenza con le indicazioni fornite in materia dall’Unione Europea. Di seguito vengono dati chiarimenti sul significato di alcune delle voci contenute nel certificato.

Logo delle istituzioni che rilasciano il certificato

Il logo permette l’identificazione dei referenti istituzionali conferendo la valenza di "atto pubblico" al certificato. Occorre aggiungere anche il logo dell’unione europea, nel caso in cui le iniziative siano cofinanziate dal FSE.

Denominazione del Certificato

Informazione che definisce la natura del documento, consentendo di riconoscere la sua collocazione e il suo valore, formale e sostanziale, all’interno di un sistema più complessivo di certificazione. La denominazione del certificato dovrà riferirsi alla figura professionale e la sua correlazione con la classificazione ISTAT (metodi e norme, serie C - n.12 - ed.1991) almeno fino al terzo digit

Livello Europeo

Il certificato finale IFTS corrisponde, di norma, al 4° livello della classificazione dell’Unione Europea. Tale classificazione delle certificazioni europee è stata definita con Decisione del Consiglio della CEE (85/368/CEE) relativa alla corrispondenza delle qualifiche di formazione professionale tra gli stati membri delle Comunità Europee.

Nome, data e luogo di nascita.

Coerentemente con gli orientamenti che emergono anche in altri Paesi europei, deve essere presente la preoccupazione di non inserire nell’attestato di certificazione attributi personali che possano introdurre elementi di potenziale discriminazione individuale e sociale rispetto alla possibilità di essere presi in considerazione per una occupazione.
Proprio per questo esse devono limitarsi agli elementi strettamente necessari ad identificare il titolare del certificato. In questo senso va intesa la presenza di descrittori come il Nome, la Data di nascita, il Luogo di nascita.

Nome della/e struttura/e formativa/e

Il Nome della struttura che ha gestito il percorso e dei soggetti che vi hanno partecipato sottoscrivendo uno specifico accordo organizzativo, o costituendo una specifica associazione anche in forma consortile, con le indicazioni integrative del luogo e della data di rilascio del certificato, è considerato un elemento significativo, soprattutto per le imprese. Infatti, al di là delle indicazioni più dettagliate sulle caratteristiche del percorso formativo, l’immagine di qualità ed affidabilità della struttura formativa che ha consentito di arrivare al conseguimento del certificato costituisce per gli imprenditori la più immediata garanzia che alle acquisizioni certificate formalmente corrisponda un effettiva capacità professionale del soggetto che ne è titolare.

Ruolo istituzionale del/dei firmatario/i

Il certificato deve essere firmato dal competente dirigente regionale e dal presidente della commissione giudicatrice

1) Figura professionale di riferimento

In quest’ambito si tratta di evidenziare le principali caratteristiche della figura professionale assunta come riferimento del percorso formativo.
I risultati relativi alla raccolta di informazioni ritenute rilevanti per la descrizione della figura professionale varia in funzione dei modelli di analisi del lavoro e della professionalità che vengono di volta in volta adottati.

2) Competenze acquisite

Tutti i documenti di lavoro relativi all’attivazione del IFTS, facendo propria anche una indicazione chiaramente espressa dalla normativa recente, sottolineano come le competenze debbano essere il principale elemento di riferimento per la progettazione dei percorsi di questo nuovo canale formativo e per certificare e rendere riconoscibili le acquisizioni delle persone che vi partecipano.
Il concetto di "competenza" assume connotazioni e sfumature diverse a seconda dei diversi approcci e modelli che si utilizzano per definirlo. A fini della certificazione si intende con questo termine identificare l’insieme di risorse (conoscenze, abilità, ecc.) di cui un soggetto deve disporre per affrontare efficacemente l’inserimento in un contesto lavorativo, e più in generale per affrontare il proprio sviluppo professionale e personale.
Al di là di come i vari modelli definiscono e descrivono in modo più specifico il concetto di "competenza", è qui importante evidenziare due elementi caratteristici, che lo rendono particolarmente rilevante per la certificazione dei processi formativi ai fini di una loro trasparenza sul mercato del lavoro.
La competenza esprime una "relazione" tra un soggetto e una specifica situazione. In questo senso essa non è ricavabile da una esclusiva analisi della natura tecnica dei compiti lavorativi, e neppure dalla definizione di una somma di conoscenze e capacità astrattamente possedute da un soggetto. Essa scaturisce invece dall’analisi del "soggetto in azione", dalla considerazione del tipo di risorse che mette in campo e delle modalità con cui le combina per fronteggiare situazioni relazionali e professionali.
Per questi motivi la competenza costituisce un concetto sistemico, un mix integrato di risorse di natura diversa (conoscenze, abilità, risorse personali, ecc.) che vengono dinamicamente combinati dal soggetto nell'esercizio delle attività lavorative.
La natura del concetto di competenza fa si che essa si presti efficacemente a fare da "interfaccia" tra mondo del lavoro e mondo della formazione, favorendo la definizione di un riferimento linguistico comune che rende più facilmente riconoscibili anche all’interno delle realtà produttive le acquisizioni che vengono certificate al termine dei percorsi formativi.

Infatti le competenze costituiscono al tempo stesso:

  • · il punto di arrivo dei processi di analisi del lavoro e di descrizione della professionalità richiesta
  • · il punto di partenza per stabilire i risultati attesi dall’azione formativa e definire le modalità più coerenti per raggiungerli.

Ai fini della progettazione formativa, l’insieme di competenze è stato classificato in una tipologia comprendente tre diverse categorie (competenze di base, trasversali e tecnico-professionali), che corrispondono ai tre tipi di risorse (di diversa natura) che un soggetto combina nell'esercizio di una prestazione efficace all’interno di un contesto lavorativo:

  • competenze di base: costituiscono le risorse fondamentali comunque necessarie ad un individuo per l’accesso alla formazione e al lavoro, oltre che per lo sviluppo di un proprio percorso individuale e professionale.

E’ opportuno a tale riguardo precisare che, nell’ambito di una riflessione che riconosca il contributo che anche i canali scolastico e universitario offrono allo sviluppo delle professionalità dei soggetti, è necessario dare una maggiore visibilità e considerazione alle competenze di base. Per competenze di base si intende quindi l’insieme delle conoscenze (e della loro capacità d’uso) che costituiscono sia il requisito per l’accesso a qualsiasi percorso di formazione ulteriore, sia la base minima per l’accesso al lavoro e alle professioni, costituendo in questo modo un moderno diritto di cittadinanza. Lingue, informatica di base, economia, legislazione e contrattualistica del lavoro sono soltanto alcuni degli esempi possibili di tali competenze. In tal senso lo sviluppo di un’ampia gamma di competenze di base è oggi obiettivo congiunto, ciascuno nel proprio ambito, della scuola, della formazione professionale e dell’università.

  • competenze trasversali, sono le competenze (comunicative, relazionali, di problem solving, ecc.) che entrano in gioco nelle diverse situazioni lavorative e che consentono al soggetto di trasformare i saperi in un comportamento lavorativo efficace in un contesto specifico.

E’ importante sottolineare come all’interno delle competenze trasversali occorre anche considerare tutto quell’insieme di risorse cognitive e metodologiche che l’esperienza scolastica e universitaria consente di sviluppare e rendere patrimonio stabile del soggetto, anche se spesso esso viene declinato con linguaggi diversi.

  • competenze tecnico professionali, costituite dai saperi e dalle tecniche connesse all'esercizio delle attività operative richieste dai processi di lavoro a cui ci si riferisce nei diversi ambiti professionali. A tale riguardo è necessario richiamare le specificità che caratterizzano i diversi contributi che possono venire dal sistema scolastico, universitario e dalla formazione professionale regionale allo sviluppo delle competenze tecnico-professionali.

Ai fini della certificazione, le competenze distinte in queste tre tipologie possono essere convenzionalmente strutturate in Unità (Capitalizzabili): ciò consentirebbe di evitare una eccessiva frammentazione nella descrizione delle competenze stesse.
La aggregazione delle competenze in Unità Capitalizzabili è già utilizzata in molti paesi europei (come ad esempio in Francia, Belgio, Spagna, U.K): anche tenendo in considerazione i modelli messi a punto negli altri paesi l’Unità di competenza (Capitalizzabile) è stata concepita nel nostro Paese come un insieme di competenze autonomamente significativo (autoconsistente), riconoscibile dal mondo del lavoro come componente specifico di professionalità, ed identificabile (dall'impresa, dal sistema formativo) quale risultato atteso di un processo formativo.
A livello di percorso formativo, le competenze divengono l'obiettivo di riferimento delle diverse sequenze didattiche di cui si compone il percorso stesso.
Tali sequenze assumono la denominazione di "unità formative", e possono o meno corrispondere ad una unità capitalizzabile di competenza.
Ciascuna unità formativa é definita da una denominazione specifica (titolo), dalle competenze-obiettivo, dai contenuti, dalla durata, dalle modalità formative e dalle modalità di valutazione previste.
Dal momento che una unità formativa é finalizzata allo sviluppo di competenze, potrà essere che per raggiungere tale obiettivo sia opportuno articolare l'unità stessa in "moduli formativi".
Il "modulo formativo" può essere definito come un insieme strutturato di esperienze di apprendimento, ben identificato nelle condizioni di partenza e negli obiettivi di arrivo.
In tale senso, il concetto di "modulo" potrebbe essere considerato corrispondente a quello di "unità formativa": ma da un punto di vista operativo può essere opportuno tenerli distinti, conferendo al secondo il carattere di strumento per la progettazione e la programmazione didattica, e non attribuendo ad esso il rilievo ai fini della certificazione che invece può essere conferito alla unità formativa.
Nel certificato è necessario precisare quali unità formative concorrano all’acquisizione delle Unità di competenza (Capitalizzabili) certificate.
Se anziché in unità formative il percorso fosse articolato in moduli (praticando quindi una sostanziale corrispondenza tra i due concetti), é necessario precisare quali moduli concorrano all'acquisizione delle Unità di competenza.
Si sottolinea che in assenza di uno standard convenzionale condiviso, il legame con le unità formative (o con i moduli), diviene, in via transitoria, un elemento qualificante delle competenze certificate, e la base indispensabile per una loro capitalizzazione ed un loro successivo riconoscimento quale credito formativo.

3) Percorso formativo

Delibera di approvazione del progetto, durata del corso, titolo delle unità formative (moduli), durata in ore, contesti di apprendimento, modalità di valutazione.

L’indicazione degli estremi della delibera regionale di approvazione del progetto costituisce una ulteriore informazione ed una ulteriore garanzia di trasparenza.
La durata del corso costituisce il più immediato attributo del percorso formativo che è possibile considerare per una prima generale valutazione della sua coerenza con le conoscenze e competenze che si intendono certificare. In questa prospettiva si tratta quindi di una informazione che consente una indiretta valutazione della qualità e affidabilità del percorso formativo.
Coerentemente con le indicazioni contenute nella Linee guida per la progettazione dei percorsi formativi IFTS, che raccomandano una scansione modulare in unità di apprendimento in sé concluse, nel certificato si assume l’unità formativa come elemento di scansione del percorso. Pertanto ne va indicata la denominazione e la loro durata in ore.
E’ necessario inoltre indicare per ogni unità formativa quale è stato il/i contesto/i di apprendimento (aula, laboratorio, lavoro individuale, project work, ecc.) e le modalità di valutazione (colloqui, prova scritta, prova pratica e/o simulazione, esercitazioni, test, ecc.) anche al fine di agevolare il riconoscimento di crediti formativi verso altri sistemi (es.: sistema universitario).
I descrittori del percorso formativo possono essere utilizzati anche per evidenziare eventuali crediti in ingresso. In questo caso è necessario indicare il titolo dell’unità formativa riconosciuta quale credito, omettendo la durata in ore e indicando il contesto di apprendimento (esterno al percorso) in cui le competenze sono state maturate (es.: lavoro, autoformazione, formazione professionale, ecc.) e le modalità di accertamento del credito stesso in ingresso (es: valutazione/bilancio di competenze).

Tirocinio

Sede/i di svolgimento del tirocinio, durata, settore comparto di attività, funzione/processo organizzativo e attività svolte

Un elemento di particolare rilevanza è attribuito alla puntuale descrizione delle situazioni di tirocini presenti all’interno del percorso formativo, e quindi a tutte quelle informazioni (durata, tipo di imprese coinvolte, ecc.) che possono contribuire a rendere trasparente le caratteristiche e la qualità di queste esperienze. A tale scopo è necessario indicare la denominazione del soggetto ospitante e il luogo di svolgimento del tirocinio; il settore/comparto di riferimento del soggetto ospitante; la dimensione indicativa del soggetto ospitante utilizzando la tipologia piccola, media e grande impresa (p – m – g) e la funzione/i o il processo/i dove si sono svolte le attività del tirocinante. Tali informazioni andranno ripetute nel caso in cui l’esperienza di tirocinio sia stata svolta in più soggetti ospitanti. E’ inoltre necessario indicare le attività o le aree di attività in cui il tirocinante è stato coinvolto.

4) Modalità di valutazione finali

E’ necessario specificare il tipo di prove di valutazione (colloqui e prova di simulazione) usate per accertare il raggiungimento delle conoscenze e delle competenze a conclusione del percorso formativo.

5) Crediti formativi

Come definito nelle Linee guida per la progettazione dei percorsi formativi IFTS le competenze acquisite nei percorsi formativi possono valere quale credito formativo rispetto ad altri sistemi (scuola, università, formazione professionale), ferma restando ogni determinazione che le singole istituzioni adottano nella loro autonomia.
Nel caso fosse stato previsto preventivamente, in sede progettuale, un rapporto di corrispondenza tra il percorso formativo IFTS e i percorsi di formazione professionale e/o i percorsi universitari è possibile dichiarare il valore del credito rispetto alla formazione professionale e/o esprimere tale corrispondenza con riferimento al sistema di crediti ECTS nell’ambito universitario. Tale indicazione di credito dovrà essere riferita oltre che all’ambito di spendibilità, anche alla specifica struttura/strutture che si impegnano a riconoscerlo, verso quale percorso formativo/accademico e la validità nel tempo del credito stesso.
Qualora il valore di credito delle diverse unità o moduli in cui si struttura il percorso formativo non sia preventivamente definito, esso sarà invece determinato di volta in volta dal sistema che riceve in ingresso l'allievo in uscita dal percorso IFTS.

6) Annotazioni integrative

Altre informazioni

Aggiungere, se necessario, ulteriori informazioni qualitative riguardanti l’esperienza e le modalità di svolgimento del percorso (ad esempio : la personalizzazione del percorso, metodologie didattiche innovative, ecc.)

 
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