OGGETTO: avvio dell'anno scolastico 2002/2003
- funzionamento delle classi
Si pregano le SS.LL. di
voler fornire urgente riscontro alla nota prot. n. 2040 del 10 luglio u.s.
con la quale si chiedevano chiarimenti in ordine al rapporto
sottodimensionato docenti/alunni e alle consistenze di organico di talune
scuole rientranti nei rispettivi contesti territoriali.
Con l'occasione si prega di voler fornire assicurazioni in ordine alle
avvenute eliminazioni delle situazioni sopra richiamate qualora non
formalmente legittime e giustificate da oggettive ed ineliminabili
esigenze.
In relazione poi a ricorrenti quesiti rivolti a questo Ministero sulla
corretta applicazione dei commi 1 e 2 dell'art. 3 della legge n. 333/2001,
si ritiene di dover fornire le seguenti precisazioni.
Giova premettere che il citato comma 1 dispone che le variazioni del
numero degli alunni iscritti, apportate nella fase di adeguamento degli
organici alle situazioni di fatto, non comportano modifiche del numero
delle classi autorizzate in organico dal competente CSA e che il comma 2
prevede che il dirigente scolastico possa disporre incrementi del numero
delle classi eventualmente indispensabili in relazione all'aumento degli
alunni iscritti.
Un'interpretazione strettamente letterale delle norme sopra citate
potrebbe indurre a ritenere che, mentre le variazioni in aumento del
numero degli alunni possono determinare un incremento di classi rispetto a
quelle definite nell'organico, non si debba procedere invece ad alcuna
riduzione di classi anche quando il numero degli alunni risulti
notevolmente inferiore ai dati e ai parametri fissati delle norme vigenti
.
Tale interpretazione però, alla luce di un esame più approfondito, non
appare sostenibile, considerato che la ratio della citata legge n.
333/2001, finalizzata ad accelerare le operazioni di avvio dell'anno
scolastico attraverso la riduzione al minimo indispensabile delle
modifiche degli organici, non può comunque confliggere con i principi e
con le norme di buona amministrazione e di corretto contenimento della
spesa pubblica cui occorre sempre fare riferimento.
Per quanto riguarda il sostegno, si richiama la particolare
attenzione delle SS.LL. sul fatto che negli ultimi anni si è determinato
un costante e consistente aumento degli alunni certificati come portatori
di handicap, nonché del numero dei posti attivati nell'organico di
diritto.
Ciò senza considerare che spesso tali certificazioni sono state rilasciate
non in consonanza con i tempi di svolgimento delle operazioni di avvio
dell'anno scolastico e di formazione delle classi, con la conseguenza di
dover apportare modifiche e deroghe tardive rispetto alle previsioni e
alle scansioni delle varie fasi operative.
Tale stato di cose, oltre a determinare dispersioni di risorse ed
incongruente distribuzione delle stesse, spesso ha prodotto l'effetto di
penalizzare proprio i soggetti più esposti e maggiormente bisognosi del
sostegno.
Al fine di evitare che si ripropongano tali inconvenienti, si impone un
impegno congiunto e partecipato di confronto e collaborazione da parte dei
soggetti e degli organi a vario titolo competenti e coinvolti nella
gestione della delicata materia; impegno che le SS.LL. avranno cura di
attivare e sostenere attraverso opportune azioni di raccordo e di
sensibilizzazione anche nei confronti delle autorità sanitarie competenti.
Giova evidenziare che la certificazione delle ASL, alle quali non è
peraltro demandata l'individuazione del numero delle ore necessarie per
l'integrazione dell'alunno (concetto questo superato dal disposto
dall'art. 40 della legge 449/97), deve essere completata dal Profilo
Dinamico Funzionale e dal Progetto Educativo Individualizzato.
Quest'ultimo, com'è noto, deve recare l'indicazione degli interventi
previsti in favore dell'alunno stesso. Tali interventi non debbono
risolversi nell' esclusiva attività del docente di sostegno, ma devono
coinvolgere l'intero corpo docente; e ciò superando la logica, purtroppo
diffusa e ricorrente della delega del problema dell'integrazione al solo
insegnante di sostegno con conseguente sostanziale emarginazione
dell'alunno rispetto al gruppo classe.
Solo così, in attesa di una complessiva, più idonea riconsiderazione e
sistemazione dell'intera materia, potrà realizzarsi il coinvolgimento
delle professionalità esistenti nella scuola, e potrà evitarsi che
l'integrazione si realizzi unicamente nell'ambito delle quantità orario
del sostegno.
Si pregano, infine, le SS.LL. di richiamare l'attenzione dei dirigenti
scolastici sulla necessità che le richieste di nulla osta al
trasferimento degli alunni, sia normodotati che disabili, da una scuola
all'altra vengano esaminate e valutate con particolare oculatezza, tenendo
in puntuale considerazione gli effetti che possono derivarne sulla
regolare costituzione e funzionamento delle classi, nonché sulla
consistenza degli organici. |