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Maurizio Salzano

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Addizionale regionale

Assaggi di
federalismo

Servizio a cura di
Libero di Leo

Come applicherà il SISSI le novità sull'addizionale regionale IRPEF per il 2002 ?

L'addizionale regionale IRPEF è partita nell'anno 1998 con l'aliquota fissa del 0.5%; stessa aliquota anche per il 1999.  Dall'anno 2000 le Regioni avevano la facoltà di fissare il livello dell'aliquota fra lo 0.5% e l'1%, ma il D.Lvo n. 56 del 18 Febbraio 2000 ha elevato i limiti, dall'anno 2000, a 0.9%, minimo e 1.4%, massimo.
Non bastava questo per la voglia di federalismo: il D.L. 347/2001, convertito in Legge n. 405 del 16 Novembre 2001, ha determinato un'ulteriore modificazione, limitata all'anno 2002 (ma siamo inclini a ritenere che questo trend sarà confermato): le Regioni possono decidere una maggiorazione dell’aliquota dell’addizionale regionale in misura superiore alla consueta fascia di oscillazione dello 0,5%, purchè il provvedimento attuativo sia approvato e pubblicato entro il 31 dicembre 2001.

La ristrettezza dei tempi (e qualche difficoltà politica di gestione) non ha consentito a tutte le Regioni di legiferare sull'importante materia: la situazione attuale è:

Regione Modalità
LOMBARDIA Aliquota a scaglioni, fra 1.2% e 1.4%
Previste diverse condizioni per i redditi da pensione e fabbricati
MARCHE Aliquota a scaglioni, fra 0.9% e 4%
PIEMONTE Aliquota 1.4%
Esclusione per la quota di reddito superiore a 10.329,14
PUGLIA Aliquota 1.4%
UMBRIA Aliquota 0.9% fino a redditi di 10.329,14
Aliquota 1.1% fino a redditi di 69.721,68
Esclusione per la quota di reddito superiore a 69.721,68
VENETO Aliquota a scaglioni, fra 1.2% e 1.9%
Previste diverse condizioni per le famiglie con portatori di handicap

Le Regioni più "lente" continuano ad applicare la normativa generale con la fascia di oscillazione fra 0.9% e 1.4%.

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Approfondimenti FNADA News

Co.Co.Co.

Trattamento
delle
CO.CO.CO.

Servizio a cura di
Bruna Vezzoni

COLLABORAZIONI COORDINATE E CONTINUATIVE

Già dal 1° gennaio 2001 tali collaborazioni sono “assimilate” al lavoro dipendente , catalogate non più redditi di lavoro autonomo art. 49 TUIR, ma redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.
Pertanto i redditi di co.co.co. non sono più soggetti alla ritenuta d’acconto del 20% , ma alla stessa ritenuta che graverebbe su un reddito di lavoro dipendente dello stesso importo; spettano anche le eventuali detrazioni per carichi di famiglia e  le detrazioni specifiche per il lavoro subordinato.
Il sostituto è tenuto ad effettuare le operazioni di conguaglio di fine anno o di fine rapporto, calcolando le addizionali all’IRPEF e provvedendo alla relativa trattenuta.
Il collaboratore può chiedere al sostituto d’imposta di applicare un’aliquota superiore a quella che deriva dal rispetto degli scaglioni di reddito, confermando tale aliquota anche in occasione del conguaglio.

Si deve procedere alla domanda di iscrizione alla Gestione Separata L.335/95 ed alla apertura con posizione presso l’INAIL e redazione di un apposito modulo preposto.

All’INPS vanno versati i contributi previdenziali del 10% o del 14% per i soggetti privi di altra copertura o per coloro che già godono di una tutela previdenziale obbligatoria, compresì i pensionati, agli interessati: sono riconosciuti i trattamenti pensionistici previsti  dalla Legge 335/95.

Al lavoratore spettano comunque ferie retribuite di almeno 15 giorni, ed in caso di malattia che superi i 15 giorni o di maternità, la scadenza contrattuale si intende prorogata di eguale periodo.

Non è più richiesto il vincolo dell’attività intellettuale ed avente contenuto professionale, ma si richiede per realizzare una co.co.co. che ci siano le seguenti condizioni:

1°) una retribuzione periodica prestabilita
      (il periodo può essere mensile, trimestrale o annuale – ed è stabilito nel contratto);
2°) la mancanza di subordinazione,
     ovvero il collaboratore non è soggetto al potere disciplinare esercitato dal datore di lavoro;
3°) il servizio viene svolto in modo funzionale e continuativo;
4°) il servizio viene prestato anche per periodi brevissimi
     e non contempla per il lavoratore l’obbligo di una presenza sul luogo di lavoro;
5°) il servizio viene svolto senza l’impegno di mezzi organizzati dal collaboratore;
6°) l’attività – oggetto del rapporto di collaborazione – non deve rientrare nei compiti dell’attività
     di lavoro dipendente o nell’oggetto della professione esercitata dall’interessato.
7°) Il datore di lavoro non è tenuto a versamenti contributivi ed al preavviso di licenziamento.

Rientrano nelle co.co.co. i compensi corrisposti a personale dipendente, che svolga una delle seguenti attività:

  • Amministratore;
  • Sindaco o revisore (di società, di associazioni o enti);
  • Collaboratore a giornale, riviste enciclopedie e simili;
  • Partecipante a collegi e commissioni.

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Approfondimenti FNADA News

Inquadramento

Inquadramento
DSGA
al SIMPI

Servizio a cura di
Libero di Leo

Già da tempo, con la Nota MIUR del 19 Ottobre 2001, sono state diramate le istruzioni operative per effettuare al SIMPI l’inquadramento come Direttore SGA secondo il nuovo contratto; nonostante la piena operatività della procedura automatica di inquadramento, l'arretrato esistente presso i CSA ha causato non pochi problemi, che ci sono stati segnalati da diversi colleghi.

COME OPERARE:
  1. Si inizia con la connessione al nodo KNBB;
  2. Si prosegue con le consuete modalità operative: ricerca anagrafica - selezione della posizione - apertura pratica - calcolo della progressione - stampa del decreto;

  3. Ma non è sempre vero che:
    «La trattazione è consentita a prescindere dalla presenza a Sistema della precedente pratica di ricostruzione o inquadramento; in particolare, se c’è su SIMPI il decreto che ha sviluppato la progressione di carriera almeno fino al 1° giugno 1999, nella nuova pratica saranno automaticamente inseriti i dati necessari per il nuovo inquadramento (anzianità e posizione stipendiale in godimento al 31 agosto 2000). Negli altri casi questi dati saranno inseriti direttamente dall’utente, dallo schermo "Acquisizione dati ruolo precedente".»
    Infatti, è frequente riscontrare che manca la posizione come Direttore SGA oppure che il CSA competente non ha calcolato e stampato la pratica relativa al precedente ruolo di Responsabile amministrativo (ciò accade di frequente per i colleghi che hanno già un passaggio di profilo da Assistente a Responsabile Amm.vo);

  4. In pratica bisogna sollecitare il CSA a completare l'attività di propria competenza, prima di aprire la nuova pratica come DSGA. Solo successivamente si potrà operare dalla propria scuola.
    In conclusione, l’inquadramento automatico può essere effettuato senza problemi solo per i Colleghi che hanno ottenuto il decreto di progressione di carriera aggiornato almeno fino al 1° giugno 1999.
    Negli altri casi il SIMPI non consente, fino ad oggi - 2 aprile 2002, dalle postazioni in dotazione alle istituzioni scolastiche, l’acquisizione dei dati del ruolo precedente, come ottimisticamente riportato nella citata Nota del 19 Ottobre 2001.

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Disoccupazione

Indennità di
disoccupazione

Servizio a cura di
Libero di Leo

INDENNITÀ DI DISOCCUPAZIONE CON REQUISITI RIDOTTI e/o ORDINARI
PERSONALE DOCENTE E ATA CON CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO

L'indennità viene assegnata a domanda (Termine: 31 Marzo 2 Aprile 2002); i requisiti per la concessione sono definiti “normali” o “ridotti”.  
I requisiti "ridotti" danno diritto ad un'indennità percentuale della retribuzione percepita nell'anno precedente. 
E questo il caso più frequente per i supplenti temporanei brevi e saltuari.
I "requisiti ridotti" consistono in:
a) iscrizione, per almeno una settimana (in effetti, è sufficiente anche un solo giorno), all'assicurazione DS nei due anni precedenti a quello dell'anno della richiesta di indennità.
NOTA BENE - è escluso dal beneficio chi si è dimesso volontariamente o ha abbandonato il posto.
b) prestazione di almeno 78 giorni di lavoro nell'anno precedente a quello della domanda: nei 78 giorni vanno comprese SOLO le giornate di effettivo servizio, mentre le festività, le ferie, ed i periodi di maternità e simili, sono validi se retribuiti e coperti da contribuzione.

Importo e calcolo
Il calcolo dell'indennità va rapportato alla retribuzione complessiva percepita nell’anno precedente. La retribuzione complessiva, ridotta al 30%, si moltiplica per il numero di giornate indennizzabili, che sono considerate in misura pari a quelle effettivamente lavorate nell'anno di riferimento; è fissato, comunque, il tetto massimo, di 156 giornate di lavoro per anno.
L'indennità è liquidata in un'unica soluzione.

Modulistica

  • Mod. "DS 21" (domanda); il modello "DS 21" non è riproducibile: quindi, si deve utilizzare esclusivamente quello fornito dall'Inps
  • Mod. INPS 86/88 bis (dichiarazione del datore di lavoro) - qui allegato in formato .zip
    dalla sede di AREZZO
  • Mod. 01M/SOST per la certificazione dell'anzianità assicurativa, fornito dall'Inps
    o Mod. CUD con i dati INPS
  • Mod. "Anf/Prest" per l'assegno del nucleo familiare, fornito dall'Inps

I "requisiti normali" potrebbero essere più vantaggiosi per i supplenti temporanei annuali e fino al termine delle attività didattiche, ma va verificata caso per caso la sussistenza dei requisiti.

L'indennità viene assegnata a domanda (Termine: 68 gg dalla fine del rapporto di lavoro).
Occorre avere almeno due anni di assicurazione DS e almeno 52 contributi settimanali o 12 mensili nel biennio precedente la data di chiusura del rapporto di lavoro (ai fini del calcolo dei contributi, vanno computate anche le giornate di malattia, infortunio, maternità, ferie o festività soppresse).
NOTA BENE - è escluso dal beneficio chi si è dimesso volontariamente o ha abbandonato il posto.

Durata
L'indennità di disoccupazione con i requisiti ordinari è corrisposta per 6 mesi, elevabili a 9, se l'interessato ha compiuto i 50 anni di età.

Importo e calcolo
Il calcolo dell'indennità va rapportato alla retribuzione dei tre mesi precedenti la cessazione del rapporto di lavoro. La retribuzione, ridotta al 40%, costituisce l'indennità, che è liquidata mensilmente.
In caso di interruzione della disoccupazione per la stipula di un nuovo contratto di lavoro o per qualsiasi motivo che determini la cancellazione dalle liste dei disoccupati, compresa la titolarità di rapporti pensionistici di qualsiasi genere, si sospende l'erogazione dell'indennità mensile.

Modulistica

  • Mod. "DS 21" (domanda); il modello "DS 21" non è riproducibile: quindi, si deve utilizzare esclusivamente quello fornito dall'Inps
  • Mod. "DS 22" (dichiarazione datore di lavoro); il modello "DS 22" non è riproducibile: quindi, si deve utilizzare esclusivamente quello fornito dall'Inps
  • Mod. 01M/SOST per la certificazione dell'anzianità assicurativa, fornito dall'Inps
    o Mod. CUD con i dati INPS
  • Mod. "Anf/Prest" per l'assegno del nucleo familiare, fornito dall'Inps

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Approfondimenti FNADA News

T.F.R.

Trattamento
di fine
rapporto

Servizio a cura di
Bruna Vezzoni
fpenot@tin.it

 

 

File in formato excel

La liquidazione del TFR va effettuata dall'INPDAP di residenza dell'interessato.  L'INPDAP della zona di residenza della scuola può comunque ricevere il Mod. TFR1.
In tale modello, non vanno espressi nè contributi nè ritenute.  Sul modello TFR1, nelle pagine interne vanno riportati gli importi virtuali mensili, con le annotazioni delle eventuali riduzioni di stipendio e non il calcolo, in quanto l'INPDAP usa un software che richiede l'inserimento solo le riduzioni (es. 30%).
A documentazione, sia delle variazioni sia del periodo stesso del contratto, l'INPDAP richiede la fotocopia del contratto o un certificato di servizio completo dei periodi di assenza e relativa retribuzione in percentuale.
L'importo da riportare nel modello è sempre quello mensile, qualsiasi sia il periodo lavorato nel mese, tenendo presente che il periodo da considerare deve essere almeno di gg. 15.
Vanno compilati i Modelli TFR1 per tutto il personale supplente annuale, supplente fino a al termine delle attività didattiche e supplente temporaneo in servizio già nell'anno scolastico 1999/2000 dal 30 maggio 2000.
A questi si aggiungono i supplenti in servizio nell'anno scolastico  2000/01 e dell'anno scolastico in corso.


Per agevolare le operazioni di compilazione si allega un file in formato excel contenente i dati contabili da riportare nel Mod. TR01, espressi in Lire e in Euro.

a cura della struttura
ANQUAP di
Firenze

Modulistica TFR (File .zip)

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Approfondimenti FNADA News

Congedi parentali

Applicazione
Congedi
parentali

FONTI

CCNL II Biennio
(File .zip)

L. 53/2000

 

Servizio a cura di
Libero di Leo

Documento ANQUAP del 5 Aprile 2002

da TUTTOSCUOLA News n. 40 del 4/3/2002

Congedi parentali dei supplenti: paga piena, anzi no
Da sempre i supplenti in congedo per maternita' hanno percepito una retribuzione inferiore a quella dei titolari, ma e' corretta questa norma, bisogna pagare i supplenti come il personale di ruolo o no ?
Negli ultimi mesi il dibattito si e' acceso e l'ultima novita' arriva dal MIUR, che si e' pronunciato sulla questione, mentre i sindacati protestano per quella che considerano un'invasione di campo; non spetta a Viale Trastevere prendere posizione, sostengono i rappresentanti dei docenti, in quanto in regime privatistico tale possibilita' e' rimessa esclusivamente ai contraenti (Aran e sindacati
firmatari).
Ma facciamo ordine su una questione che si trascina da tempo.
La legge 53/2000 che ha dettato nuove norme sull'intera materia dei congedi parentali non prevede nulla di preciso sulle retribuzioni dei supplenti in maternita', ma ha previsto che “i contratti collettivi di lavoro possono prevedere condizioni di maggior favore rispetto a quelle previste dalla presente legge.” (art. 17, comma 3).
Con il contratto scuola del biennio 2000-2001 si e' aperta una nuova prospettiva grazie alla generica dizione che attribuisce “al personale dipendente”, senza distinzione di posizione, le nuove norme di tutela della maternita' e paternita'. Uguale previsione si trova in altri contratti di comparti pubblici.
L'ARAN, l'Agenzia nazionale per la negoziazione nei comparti pubblici, in risposta ad apposito quesito (http://www.tuttoscuola.com/ts_news_40-3.doc ) ha precisato che il trattamento dei supplenti e' uguale a quello dei titolari.
Da circa un anno a questa parte anche le istituzioni scolastiche si muovono nel dilemma: pagare i supplenti come il personale di ruolo o no?
In Emilia-Romagna il direttore generale dell'ufficio scolastico regionale aveva sciolto positivamente l'interrogativo, ma, dopo le notizie pubblicate da “Tuttoscuola” ha preferito sospendere la sua nota e chiedere conferma all'Aran, che ha risposto nel senso sopra indicato.
A Novara il provveditore agli studi ha invece preferito girare il quesito direttamente al ministero che con nota interna del Gabinetto prot. 5040 del 24.1.2002 (http://www.tuttoscuola.com/ts_news_40-4.doc), trasmessa anche al provveditorato di Novara, ha espresso l'avviso che la retribuzione dei supplenti non possa essere uguale a quella dei titolari.
I sindacati scuola hanno duramente protestato per questa invasione di campo, ritenendo che il MIUR non possa dare interpretazione sui contratti, come previsto dal Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Si annuncia a questo punto un duro scontro di principio, prima che di merito, tra sindacati e ministero.
A tagliare la testa al toro basterebbe l'interpretazione autentica da parte dei sindacati e dell'Aran, ma si rischierebbe di non avere il visto della Corte dei Conti per probabile aumento dei costi.


Circolare INPDAP n. 2 del 10 Gennaio 2002
Testo unico decreto legislativo 26.3.2001 n.151, articolo 42. Congedo straordinario per assistenza portatori di handicap. Disposizioni modificative alla legge n.53/2000


L'art. 11 del CCNL II Biennio, stipulato il 15/3/2001, ha finalmente applicato i congedi parentali regolati con la Legge n. 53/2000.
Le domande da porsi sono due:
- E' stata abolita la disparità di trattamento fra lavoratori con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e determinato ?
- E' stata sancita la disapplicazione degli artt. 21 e 25 del CCNL 4/8/1995 ?

QUALI SAREBBERO LE CONSEGUENZE ?
· Astensione obbligatoria della lavoratrice madre a T.D.: retribuzione intera
(Beneficio esteso anche al lavoratore padre a T.D., in caso di morte o infermità della madre, e in caso di abbandono e affidamento esclusivo del figlio al padre)
[In precedenza 80%]
· Astensione facoltativa della lavoratrice madre a T.D.: retribuzione intera per i primi 30 giorni dei 6 mesi spettanti complessivamente ai due genitori.
[In precedenza 30%]
· Malattia del bambino (fino al terzo anno di vita) figlio di lavoratrice madre a T.D.: retribuzione intera per 30 gg all'anno, complessivamente per entrambi i genitori, anche se adottivi o affidatari.
[In precedenza 0%]

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CIDA

Cosa è
la CIDA ?

Rinnovato il sito CIDA

Dopo l'approvazione della valenza sindacale, per la FNADA si apre un nuovo scenario: allo scopo di approfondire questa rinnovata prospettiva, FNADA Web propone il link al sito della CIDA (Confederazione Italiana Dirigenti d'Azienda).

CIDA
Si segnalano, in particolare:

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Mobilità intercomparto

Mobilità
intercomparto

  Servizio di raccolta delle richieste di mobilita' per interscambio all'interno del pubblico impiego
Descrizione del servizio

Questo servizio si propone di raccogliere in un unico contenitore tutte le richieste di mobilita' per interscambio all'interno del pubblico impiego. Il servizio e' assolutamente gratuito ed e' svolto da privati per il puro piacere di farlo.
L'idea del servizio nasce dall'esperienza diretta di chi, pur ritenendosi fortunato ad avere vinto un concorso pubblico, non riusciva a sentirsi altrettanto fortunato ogni mattina alle 6.00, quando cioe' doveva alzarsi per andare a lavorare a 50 km da casa propria; un caso classico di pendolare. A questo tipo di inconveniente esiste un rimedio: presentare una richiesta di mobilita' all'ufficio personale di un ente pubblico piu' vicino al proprio letto. Ma anche questo rimedio ha una efficacia pratica pittosto scarsa: sono rari i casi in cui queste domande vengono accolte. Piu' possibilita' di successo hanno invece le richieste di mobilita' per interscambio, ovvero: presentare insieme alla propria domanda, quella di un altro dipendente della pubblica amministrazione che, a parita' di qualifica e profilo professionale, intenda scambiare il proprio ente con il vostro. Se trovate una persona del genere, allora vi bastano solo un paio di migliaia di nullaosta e potrete dormire un'ora di piu' tutti i giorni, oltre che risparmiare i soldi dell'abbonamento ferroviario.
Naturalmente la distanza non e' l'unico motivo che puo' spingervi a richiedere la mobilita': orari, interessi personali, la vostra ex ragazza che lavora nel vostro stesso ufficio .... insomma, fate voi.

  • Per aggiungere la tua richiesta di interscambio segui le indicazioni descritte in questo link. La pubblicazione e' immediata.
  • Per prendere visione delle richieste inserite dai tuoi colleghi, consulta l'elenco delle richieste; questo e' diviso secondo 3 criteri di visualizzazione: per comparto/qualifica; per regione di provenienza; le inserzioni degli ultimi 15 giorni.

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Approfondimenti FNADA News

Passaggio all'Euro


Linee guida per il passaggio definitivo all'euro delle Amministrazioni Pubbliche

Promemoria Euro
(a cura di Bruna Vezzoni)

Euroconvertitori di Stato
L'Ufficio per la comunicazione istituzionale della Presidenza del Consiglio dei ministri comunica che le famiglie che non hanno ancora ricevuto l'euroconvertitore, fornito gratuitamente dal governo, possono richiederlo al seguente indirizzo:
Poste Italiane S.p.A., viale Europa, 190
Casella Postale Euro 1936 - 00100 Roma
Allo stesso indirizzo possono essere inviati anche i convertitori eventualmente danneggiati nella spedizione. Ai richiedenti ne saranno spediti altri in sostituzione, senza alcuna spesa.

[Pubblicato dalla sede di Frosinone]

 

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